23/01/2019
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Anche le pietre parlano
De profundis per gli Arconi

Dopo cotanta, fluviale, “VANVEROLOGIA” spesa a piene mani sul loro destino, concediamo legittimo diritto di replica ai protagopnisti: gli Arconi di Via della Rupe:

“CITTADINI,
noi che per secoli abbiamo contribuito a sostenere l’antica Città, permettendo che fosse perpetuata e resa visibile l’identità storica ed architettonica di Perugia, salutando ogni mattina per conto di tutti i Perugini, il sorgere del Sole;
proprio noi, nell’attuale epoca buia, cieca e insensibile, siamo stati incementati, invetriati, oscurati, tappati… occhializzati.

È questa la ricompensa che ci meritiamo per tutto il peso che abbiamo dovuto sopportare?

Vi pare giusto aver guastato in cotal guisa noi, Arconi, che addirittura abbiamo ospitato Francesco d’Assisi!?

Possiamo permetterci di saltare a piè pari le pagine del libro della nostra storia?

Si, noi, in lapidaria essenza, figli dell’antica e fervida Perugia Comunale, che non distruggeva, ma costruiva, come stanno a dimostrare la Fontana maggiore, l’Acquedotto di Monte Pacciano, il Palazzo dei Priori, la Piazza del Sopramuro e tante altre testimonianze.

Quel grande assembramento di soloni, politici, intellettuali, organi competenti, accademici… hanno ostentato il mugugno di circostanza, ma, anziché esercitare il proprio dovere istituzionale, anche a costo di ricorrere ad azioni di protesta, all’ostruzionismo, al boicottaggio, alla resistenza passiva, alla disobbedienza civile, alla non collaborazione, hanno accuratamente evitato di scongiurare lo scempio.

Che fine hanno fatto le autorevoli 1600 firme raccolte dalleAssociazioni culturali della Città?

Non importa niente a nessuno?

Non interessa nemmeno valutare altri progetti?

“CRED’IO CH’EI CREDETTE CH’IO CREDESSE”, direbbe il Sommo Dante a proposito di questo sconcertante gioco allo scaricabarile operato da tanti fiancheggiatori della “SMUSEALIZZAZIONE”.

Cittadini, avanti di questo passo, si può ben prevedere quale destino toccherà anche alla nostra amica FONTANA MAGGIORE.

Perché no? Una bella dissetante birreria a cielo aperto, con tanto di cannelle sponsorizzate e majorette danzanti in piumini e paillettes.

Ma vi piace veramente una Perugia a tutta “BIRRA” o come dicono oltralpe “A BRIGLIA SCIOLTA”?!!!



‎Mauro Monella‎


Inserito giovedì 19 luglio 2018


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