16/08/2018
direttore Renzo Zuccherini

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Perupopoli
Mezza Perugia e mezza Paperopoli


Caro PROFESSORE,
Il rumore molesto e incontrastato ha soppiantato il SUONO COSMICO dei PIANETI, che è stato da sempre, sin da PITAGORA e anche prima, base fondamentale dell’esistenza.

Caro PROFESSORE,
stiamo vivendo in un epoca in cui “l’UGGIA e il CATTIVO GUSTO” imperano e regnano sovrani.
Ogni piazza è diventata un parcheggio.
La programmazione dell’assetto cittadino è vista solo in funzione dell’auto privata.
La recente “sparata” del claustrofobico “SBUCO” dal Bulagaio a S. Lucia, è una malsana e inaudita “PAPPAGONATA”.
Domina l’urbanistica “CUM MICA SALIS”, buona solo per “IMMOBILIARIZZARE”.

Caro PROFESSORE,
L’Ingresso libero, indisciplinato e spudorato di auto, moto, autobus e camion, secondo alcuni sarebbe un segno di vitalità per il Centro storico.
Mah…! sarà vero?
(Non è che il centro storico diventerà per caso centro “STOICO”?).

Caro PROFESSORE,
oggi, se non inaliamo gas mefitici e letali, se non avveleniamo le acque, se non costruiamo sulle sabbie mobili, se non pratichiamo la nevrosi automobilistica, non ci sentiamo moderni.

Caro PROFESSORE,
le aree verdi, parchi e giardini, sono sempre più inglobate, “incappate”, asservite alla COMMERCIALIZZAZIONE PILOTATA.
Il patrimonio arboreo pubblico è abbandonato a se stesso, tra incuria e inciviltà, “IDROCARBURIZZATO”.
Si è accorto Caro Professore che le QUERCE, regine del territorio, soffrono di inquinamento?
Come mai la nostra salute e la salute dell’ambiente non rappresentano più un valore in sé?
Il DIRITTO alla SALUTE e alla vita sana non sono buoni motivi per una mobilitazione di piazza?

Caro PROFESSORE,
le VIE CITTADINE sono ridotte a una GRANDE TAVOLATA, che in realtà non porterà vantaggio a nessuno, anche perché tra non molto, tra PIZZE e MUTANDE, finiranno col mangiarsi a vicenda i pizzaroli e i mutandari stessi.

Caro PROFESSORE,
chi ci rappresenta preferisce ballare il TWIST o giocare alle “1416......belle statuine!”
Sono ben lungi i tempi (secoli) in cui il governo della città puntava sul BENE COMUNE.
Lo chiamavano “Comune” apposta, quando il CERVELLO era ancora un organo di pensiero e non di mero senso!

Caro PROFESSORE,
oggi prevale una smania distruttrice, un impulso ad eliminare la BELLEZZA, a sovvertirla per fini propagandistici, venali e demagogici.

Caro PROFESSORE,
Se non contaminiamo, anche a scapito della legittima originalità e autenticità, non siamo contenti. A cosa serve distruggere i legami profondi tra noi e le cose che ci circondano?
Parliamoci chiaro: ciò che si sta consumando a Perugia è una sordida disintegrazione ad irreparabile danno dei luoghi cospicui (troppi EX: ex Carceri, ex Mattatoio, ex Tabacchi, ex Lilli, ex Turreno...).
Se andremo avanti di questo passo, finiremo per giustificare, in nome della modernità qualsiasi scarabocchio sopra un opera del Pinturicchio?

Caro PROFESSORE,
sta a Lei spiegare come un corretto USO MUSEOGRAFICO della Città ci permetta di QUALIFICARLA per il PRESENTE e PREDISPORLA per il FUTURO.
Sta a Lei confutare certe opinabili opinioni secondo cui una CITTA’-MUSEO è vista al pari della cantina, il ripostiglio di casa, al pari della “gattabuia” e non piuttosto una OPERA D’ARTE VIVENTE e VIVIBILE, un gioiello da esibire e proteggere.

Caro PROFESSORE,
Stiamo forse ponendo le basi per un futuro GEMELLAGGIO tra PERUGIA e DISNEYLAND?
Può tornare utile?
Sì, se vogliamo che Perugia diventi un “Baraccone”, così almeno: “gimo a magna’ ‘na pizza al centro e arportamo ‘n par de brache nove”!

Caro PROFESSORE,
se andremo avanti di questo passo, non è lontana la trasformazione di PERUGIA in una rutilante “P E R U P O P O L I”, mezza Perugia e mezza Paperopoli.



Mauro Monella


Inserito domenica 29 luglio 2018


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