23/09/2018
direttore Renzo Zuccherini

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Ben alzati miei signori
Le narrazioni e i canti: Concerto all’alba della Nuova Brigata Pretolana  

 

 

 

Civitella d’Arna

 

Concerto all’alba

 

alle ore 6.15 con la

 

NUOVA BRIGATA PRETOLANA

 

 

 

Programma

 

 

 

Ben alzati miei signori

 

 

 

 

 

L’anniversario della fine della Grande Guerra

 

 

 

 1 Addio mia bella addio

 

 

 

Serenata inaugurale

 

 

 

 2 Al suono di chitarra

 

 

 

Arna, l’Ecomuseo del Tevere, la NBP, la storia cantata

 

 

 

 3 La brigata pretolana

 

 

 

Il lavoro

 

 4 Canto alla mietitora

 

 5 La massaia nell’aia

 

Le emigrazioni

 

 

 

 6 Mamma mamma mamma dammi cento lire

 

 7 Ed un giorno andando in Francia

 

 

 

L’amore e il matrimonio

 

 

 

 8 O passator

 

 9 Terresina

 

 

 

La guerra, la resistenza, la pace

 

 

 

10 O Dio del cielo

 

11 Bella ciao

 

12 Canzone della marcia della pace

 

 

 

La festa

 

13 Colgo la rosa

 

14 Amore eterno baciami

 

15 Le ragazze pretolane

   

 

Le narrazioni e i canti

 

 

 

 

 

0 Buona sera miei signori (Ben alzati miei signori)

 

 

 

 

 

Voce:

 

 

 

all’alba del 24 maggio 1915 l’Italia entra in guerra nel I grande conflitto mondiale. La “Canzone del Piave” ricorda l’evento. La Grande Guerra cesserà con l’armistizio l’11 novembre del 1918, cento anni fa.

 

Noi vogliamo ricordare l’evento in questo suo centenario con il canto forse più emblematico del Risorgimento italiano, ambientato tra la I e la II guerra d’Indipendenza. La I guerra di Indipendenza iniziò di fatto 170 anni fa con le 5 giornate di Milano.

 

La Grande Guerra (la I Guerra Mondiale) fu per molti la IV guerra d’Indipendenza italiana dai gioghi stranieri.

 

Iniziamo pertanto questo concerto all’alba con il canto  Addio mia bella addio”. E lo facciamo anche per affiancare lo spirito libertario e risorgimentale di Antonio Fogazzaro  (accostando così il suo Piccolo Mondo Antico in Val Solda con il Piccolo Mondo Moderno e Contemporaneo del nostro territorio arnate) con la figura nonviolenta e pacifista di Aldo Capitini, di cui ci stiamo occupando quest’anno nel cinquantenario della sua scomparsa. La versione che ascolterete è di fatto quella originale.

 

Voglio ricordare che “Addio mia bella addio” lo cantavano i perugini e gli umbri che partivano per arruolarsi e combattere ai tempi delle guerre di Indipendenza o per raggiungere Garibaldi alla spedizione dei Mille.

 

 

 

1 Addio mia bella addio

 

 

 

 2 Al suono di chitarra

 

 

 

 

 

Voce:

 

 

 

avete ascoltato la serenata augurale ed  inaugurale che la Nuova Brigata Pretolana (NBP) offre ai suoi ascoltatori.

 

Siamo nel territorio d’Arna, uno dei sei territori dell’Ecomuseo del Tevere. Se il territorio arnate lo possiamo considerare una delle antenne ecomuseali con i suoi patrimoni materiali, umani e storici, la NBP è a ragione  una cellula ecomuseale, espressione di un patrimonio immateriale specifico: la storia comune cantata e raccontata, così come a suo tempo lo fu la Brigata Pretolana. Eccovi allora una ballata scritta pochi anni fa da Giovanni Toccaceli (in arte Roco) che in breve descrive cosa è stato quel gruppo musicale del tutto sui generis: “La brigata pretolana”.

 

 

 

 3 La brigata pretolana

 

 

 

 

 

Voce:

 

 

 

all’alba, di primo mattino, erano tanti i lavori che cominciavano nelle nostre campagne, nei nostri piccoli borghi. Ascolterete così ora 2 canti legati al mondo del lavoro.

 

Il “Canto alla mietitora” o “Alla Todina” è un canto antico, risalente al medioevo, del tutto tipico e affascinante. È detto anche canto “a vatoccu” in quanto la doppia voce è come il battere e ribattere delle nostre campane. Si cantava durante il tempo della mietitura e della fienagione.

 

La massaia nell’aia” è invece una filastrocca che racconta il ruolo della massaia attorno a casa, di primo mattino, appena alzata.

 

 

 

 4 Canto alla mietitora

 

 

 

 5 La massaia nell’aia

 

 

 

Voce:

 

 

 

ora ascolterete  due canzoni legate al tema delle emigrazioni. Le dedichiamo ai migranti di tutti i tempi e di tutti i continenti, alla faccia dei ridicoli e pericolosi politici odierni che ci fanno tornare indietro agli anni ’20 e ’30 del secolo passato. Dobbiamo allora reagire ed essere uniti nel saper accogliere chi ha bisogno, come allora gli italiani ebbero bisogno: per vivere e non soltanto per sopravvivere.

 

Mamma mamma mamma dammi cento lire” è un canto che si riferisce alle emigrazioni in sud-America a fine Ottocento e che si rifà ad una antecedente ballata amorosa (“La maledizione della madre”). Voi ne ascolterete la versione della NBP.

 

Ed un giorno andando in Francia”, anch’essa antica ballata amorosa, è legata al filone delle emigrazioni del secolo passato, prima e appena dopo la II Guerra Mondiale. Non pochi umbri, anche del nostro territorio, emigrarono in Europa, a volte per pochi anni, a volte per sempre.

 

 

 

 6 Mamma mamma mamma dammi cento lire

 

 

 

 7 Ed un giorno andando in Francia

 

 

 

 

 

Voce:

 

 

 

ora due canti legati uno al filone dei canti squisitamente amorosi e l’altro ai canti legati al matrimonio.

 

O passator (“Il passatore”) è un canto d’amore dell’alta Valle del Tevere, in cui l’innamorato chiede al traghettatore (il passatore) d’essere portato all’altra riva del fiume perché possa incontrare la sua amata che lo attende. La versione che udirete è stata rivista dalla NBP.

 

Terresina” nasce in Piemonte e stranamente venne raccolta dalla Brigata Pretolana che la adattò al proprio repertorio e alla propria musicalità. Il testo resta comunque fedele all’originale, che venne raccolto con il titolo di “O come son chiamata” e successivamente come “Teresina”.

 

 

 

 8 O passator

 

 

 

 9 Terresina

 

 

 

 

 

Voce:

 

 

 

riprendiamo ora il tema della guerra affiancandolo a quello della resistenza e della pace. Con tre canti.

 

O Dio del cielo” (“Gran Dio del cielo”) è un canto alpino della I Guerra Mondiale. La versione della Brigata è adattata alla II Guerra Mondiale ed è la versione socialista: antimilitarista e pacifista. Un invito a gettare via le armi e volere la pace, nello spirito (anche) capitiniano.

 

Il secondo canto è “Bella ciao”, canto legato per eccellenza alla Resistenza, canto che non ha bisogno di presentazione.

 

Il terzo canto è “La canzone della marcia della pace”. Esso fu inventato da Franco Fortini nelle parole e da Fausto Amodei nella musica durante la I Marcia della Pace e della Fratellanza tra i popoli nel 1963, marcia nonviolenta ideata da Aldo Capitini.

 

La prossima Marcia per la Pace sarà il 7 ottobre di quest’anno. Siete tutti invitatai a partecipare. L’idea potrebbe essere quella di parteciparvi come Territorio Arnate.

 

 

 

 

 

13 O Dio del cielo

 

 

 

14 Bella ciao

 

 

 

15 Canzone della marcia della pace

 

 

 

 

 

 

 

Voce:

 

 

 

ed infine la festa, come la giornata odierna. La festa, tema tanto caro anche al nostro Capitini. Noi lo omaggiamo con gli ultimi tre canti, due stornelli e una ballata.

 

Colgo la rosa” è uno stornello a dispetto (di origine toscana) riadattato dal vecchio gruppo.

 

Amore eterno baciami” è invece uno stornello a rispetto: non più ironico o satirico con l’intento di insultarsi, ma un chiara invito all’amore, alla vita, alla pace.

 

Le ragazze pretolane” è, infine, una sorta di ballata, ritenuta in parte a ragione il canto più emblematico e di riferimento della Brigata Pretolana.

 

Grazie a tutti.

 

 

 

16 Colgo la rosa

 

 

 

17 Amore eterno baciami

 

 

 

18 Le ragazze pretolane

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A cura di

 

 

 

 

 

 ECOMUSEO DEL TEVERE

Daniele Crotti

Inserito lunedì 20 agosto 2018


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