23/09/2018
direttore Renzo Zuccherini

Home >> Il sindaco di Perugia perde la crociata contro le famiglie arcobaleno

Il sindaco di Perugia perde la crociata contro le famiglie arcobaleno
La magistratura ordina petr la seconda volta la trascrizione immediata dell'atto di nascita di Joan

Perugia, 23 agosto 2018 - La Corte di Appello di Perugia mette la parola fine sul caso del piccolo Joan, che il Comune di Perugia si era rifiutato di riconoscere perché figlio di due donne, e ordina al sindaco Romizi di trascrivere immediatamente l’atto di nascita con entrambe le madri.

«La magistratura è dovuta intervenire ancora una volta in pochi mesi per tutelare i diritti fondamentali del piccolo Joan; diritti che il Sindaco Romizi ha costantemente ignorato nel corso di tutta questa lunga vicenda - commenta Stefano Bucaioni, Presidente di Omphalos Lgbti-. Quello del comune è stato un vero e proprio accanimento ai danni di un minore che ha anche leso profondamente l’immagine di un’intera comunità cittadina non abituata a simili crociate ideologiche».


La Corte di Appello ha ritenuto infondato il ricorso presentato dal sindaco Romizi e dal ministro Salvini contro la precedente decisione del Tribunale arrivata lo scorso marzo. L’ordine del tribunale di trascrivere integralmente l’atto di nascita di Joan non è mai stato attuato dal Comune, che invece ha ricorso in appello, perdendo ancora una volta.


«A livello nazionale e non solo, Romizi ha dato un’immagine di Perugia, come di una città incapace di accogliere un bambino nato all’interno di una famiglia arcobaleno, lasciandolo senza documenti e ignorando la sua esistenza per un anno - prosegue Bucaioni-. Il rifiuto di Joan è una scelta che non rappresenta e non ha mai rappresentato le cittadine e i cittadini di di questa città».


A difendere Joan e le sue mamme durante il lungo iter giudiziario sono stati gli avvocati Vincenzo Miri e Martina Colomasi dell’associazione Rete Lenford – Avvocatura per i diritti Lgbti che commentano: «Siamo molto soddisfatti per il decreto, che ricostruisce con precisione un quadro giuridico della genitorialità a tutela di tutti i figli, senza che rilevi l’orientamento sessuale dei genitori e il modo in cui i bimbi vengono al mondo. L’equivalenza di ogni famiglia è il punto cardine della pronuncia e rappresenta un premio ai tanti sforzi compiuti in questi anni, insieme alla insostituibile attività di Omphalos, vera risorsa nazionale a tutela delle persone Lgbti »


«Ci auguriamo che il sindaco Romizi abbia finalmente compreso che non esistono famiglie di serie A e famiglie di serie B, - conclude il Presidente di Omphalos-. L’attività amministrativa del primo cittadino impone la tutela di tutti i bambini, indipendentemente dalla tipologia di famiglia in cui sono nati, amati e cresciuti. Romizi riconosca i suoi errori, altrimenti farà bene a dimettersi. Ricoprire il ruolo di primo cittadino significa saper essere il sindaco di tutte e di tutti; è un atto grave arrivare a strumentalizzare l’istituzione che si rappresenta per una crociata ideologica a meri fini elettorali, con lo scopo di accattivarsi le simpatie dei fondamentalisti religiosi e dei peggiori ambienti reazionari».


Ufficio Stampa



Omphalos Lgbti

Inserito venerdì 24 agosto 2018


Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 4257221