23/09/2018
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Il crollo del ponte "Morandi" a Genova e la sostenibilità ambientale
Si parla poco o niente di l’Italia sia stata ricostruita fra abusivismo, condoni edilizi, neocolonialismo delle multinazionali, speculazioni fondiarie, ecc…


In questi ultimi giorni tutti i mass-media si concentrano sul caso del crollo del ponte “Morandi” a Genova che ha causato 43 morti. Vengono ricercate le responsabilità, le cause, le conseguenze per l’economia della città, la regione, l’intera Italia.

Quello di cui si parla poco o niente è il problema dei problemi. Su come l’Italia sia stata ricostruita fra abusivismo, condoni edilizi, neocolonialismo delle multinazionali, speculazioni fondiarie, ecc… dove il principio della sostenibilità ambientale è stato ovunque disatteso.

Altrimenti non si spiega come sia stato possibile costruire un ponte di quell’importanza proprio sopra i tetti delle civili abitazioni precedentemente costruite. Senza che nessuno fra istituzioni, partiti politici, associazioni ambientaliste, comitati civici e singoli cittadini abbiano protestato.

Eppure è così! Il fenomeno, poi, si assomma al consumo di suolo senza alcun giudizio.

Tanto che è stato calcolato che soltanto nell’ultimo anno si registrano sempre nuove coperture artificiali per circa 54 km quadrati di territorio nazionale. Ovvero circa 15 ettari al giorno per una velocità di trasformazione di quasi due metri quadrati di suolo persi ogni secondo in Italia.

E questo riguarda ovunque sia i grandi agglomerati urbani che i piccoli e addirittura minuscoli come il nostro. Basta guardarsi intorno.



Lauro Ciurnelli


Inserito sabato 25 agosto 2018


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