23/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Tempi certi per la soluzione del problema Color Glass!
La mancanza di chiarezza nel promettere e poi fare tutt'altro, ci impone di continuare a sollecitare con forza la chiusura dell’opificio

La seduta del 20 agosto 2018 del Consiglio Comunale straordinario aperto a Città di Castello e l’assemblea pubblica del 22 agosto 2018 a Trestina hanno evidenziato una serie di problematiche tanto importanti quanto delicate relative all’opificio Color Glass S.p.A..

Dopo tante ripetute richieste da parte del Comitato, il gruppo di maggioranza ha finalmente proposto al Consiglio Comunale un ordine del giorno che invoca la possibile delocalizzazione dell'industria. Ricordiamo che la stessa, nel centro abitato di Trestina, in prossimità a siti sensibili, estrae biossido di titanio da fanghi provenienti dalla produzione di catalizzatori a Ferrara.

L’azienda, da parte sua, attraverso un comunicato stampa del 21 agosto, comunica la volontà apprezzabile di voler aderire ad un tavolo tecnico.

Nel prendere atto di questa necessaria determinazione aziendale e politica, il “Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud” intende tuttavia chiarire alcuni aspetti per onor di correttezza e trasparenza.

E’ pacifico che l’azienda appartiene alla categoria delle industrie insalubri di prima classe ex Decreto Ministeriale 5.9.1994 - finora sottaciuto - perché tanto che "ricavo" (come assume l’azienda) quanto che "produco" biossido di titanio, il cittadino respira comunque sostanze immesse in atmosfera potenzialmente pericolose.

Non sussistono allo stato le condizioni per un sano e sereno confronto in un ipotetico tavolo tecnico, perché Color Glass, prima, propone il tavolo tecnico, poi, diffida il nostro Legale via posta certificata, intimandole di rimuovere, entro 15 giorni, i nostri post su Facebook, pubblicati all'unico inoffensivo scopo di promuovere la protezione di salute e ambiente. In difetto, si intima che si ricorrerà giudizialmente contro lo stesso avvocato.

Con una telefonata, immediatamente successiva alla diffida, Le si chiede scusa, per conto di chi ha sottoscritto quella diffida, e La si invita di nuovo ad un confronto tecnico.

Insomma, questa mancanza di chiarezza nel promettere e poi fare tutt'altro, ci impone di continuare a sollecitare con forza, nei confronti degli Enti preposti, la chiusura dell’opificio, come richiesto nella Nostra diffida del 3 agosto, di cui attendiamo riscontro.

Auspichiamo che, come riportato nell’ordine del giorno proposto dalla maggioranza, il tutto avvenga entro un termine certo e perentorio, che a giorni vogliamo conoscere.

Non possiamo pagare noi cittadini per un’errata localizzazione dell’azienda!

NON CI FERMEREMO



Comitato Salute ambiente Calzolaro Trestina Altptevere sud

Inserito martedì 28 agosto 2018


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