24/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Come dissipare oro in cambio di segatura...
Collestrada, l’ansa degli Ornari e la sagra delle polpette svedesi


Il NODO di PERUGIA, in assenza di CONOSCENZA TERRITORIALE, di COSCIENZA AMBIENTALE e di VISIONE URBANISTICA, diventa un CAPPIO AL COLLO, e il collo è il nostro, sempre più soffocato.

Qualcuno obietterà: “ma di che cappio stiamo parlando?”

Stiamo parlando di COLLESTRADA, in particolare della zona scelta per l’insediamento della “GRANDE DISTRIBUZIONE”.
Stiamo parlando del BARATTO che ci impone di dissipare ORO per ottenere in cambio SEGATURA.

A detta degli pseudo esperti la zona è “ZONA DEGRADATA”.

Ma ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando?
Qualcuno dice: “MI STA BENE c’è minor consumo di suolo”, ma il problema non è TRE ETTARI a Collestrada piuttosto di TRENTA ETTARI a S. Martino, il NODO che viene al pettine non è il CONSUMO di SUOLO, ma il CONSUMO di LUOGO.

Quale LUOGO?
Quello di inestimabile valore, rappresentato dalla compagine geografica COLLESTRADA / ANSA degli ORNARI. Un vero e proprio TESORO di interesse scientifico, rilievo ambientale, pregio paesaggistico e biodiversità.

A COLLESTRADA il corso del TEVERE si incurva e forma una delle OASI NATURALISTICHE più ricche del centro Italia, la cosiddetta “ANSA degli ORNARI “ che insieme al bosco dei Baldeschi, al castello medievale del Poggio di Collestrada e all’ex lebbrosario (Ospedalone) non hanno di certo un valore inferiore ai pregiati e verdeggianti campi di S. MARTINO.

L’ Airone cinerino, il Germano reale, il Martin pescatore, la Poiana, il Gheppio, la Civetta, il Gufo, il Nibbio, lo Sparviero.........SARANNO CONTENTI di essere sloggiati dal loro mondo naturale, sfrattati da un sacro luogo?

Gli UMANI di Ponte S. Giovanni si ACCONTENTERANNO delle “valutazioni epidemiologiche “, del “raddoppio delle rampe”, del “protocollo con i centri di impiego”, delle “misure ambientali compensative”?

URBANISTICA non è MARKETING, ma “ARTE di immaginare gli SPAZI per la VITA”.

Per chi non l’avesse ancora capito l’URBANISTICA non è sinonimo di IMMOBILIARIZZAZIONE.

LUOGHI COSPICUI come COLLESTRADA e ANSA degli ORNARI sono il nostro CAPITALE con la “C” maiuscola, e meritano una VALORIZZAZIONE a completo vantaggio della COLLETTIVITÀ.

L’AMBIENTE, se fosse considerato CUORE della nostra ECONOMIA, darebbe LAVORO a tutti , ben più dei millantati “MILLE POSTI di LAVORO”.

Provate ad immaginare un favoloso LUNGO TEVERE che ISTRUISCE e STUPISCE.

Ben altro è la realtà: la MULTINAZIONALE ci AMA, e ci promette FELICITÀ...,
se compriamo sempre più cose, a un prezzo sempre più basso, da conservare per un tempo sempre più breve.

La MULTINAZIONALE dal volto umano ci propina POLPETTE SVEDESI, mentre intanto TIRA una BRUTTA ARIA lungo la sempre più trafficata E45 a otto corsie.

Quando ce ne accorgeremo, sarà troppo tardi.

Altro che “NANO NODO”, semmai si rivelerà un NODO SCORSOIO, una ENTROPIA, una ALTERAZIONE IRREVERSIBILE.

Come per FONTIVEGGE, anche per COLLESTRADA si amplia l’errore dilatandolo.



Mauro Monella

Inserito mercoledì 17 ottobre 2018


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