12/12/2018
direttore Renzo Zuccherini

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Un trasferimento distocico
Fabiola Bernardini, la “pericolosa bibliotecaria” di Todi, è stata finalmente trasferita. Da lunedì 12 novembre 2018 presta servizio presso il servizio Urbanistica del Comune di Todi


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Tanto tuonò che alla fine è arrivata la pioggia. Fabiola Bernardini, la “pericolosa bibliotecaria” di Todi, è stata finalmente trasferita.
Da lunedì 12 novembre 2018 presta servizio presso il servizio Urbanistica del Comune di Todi in piazza di Marte.
Almeno un obiettivo in tutta questa paradossale vicenda è stato raggiunto: sarà posto termine all’assurdo balletto dello scoop a tutti i costi, della ridicola e stucchevole gara tra chi dava l’annuncio del trasferimento per primo. Una gara che ha coinvolto testate favorevoli o avverse alla “pericolosa bibliotecaria”.
Quel che conta è il fatto dell’avvenuto trasferimento.
Anche le serie comiche più esilaranti hanno una fine: così, confusamente e lentamente, ha preso il via il nuovo assetto organizzativo della macrostruttura dell’ente comunale di Todi e i dipendenti premiati e quelli puniti si avviano alle loro nuove destinazioni lavorative.
Pratiche burocratiche e sindacali (a volte clientelari) che si svolgono in tutti gli enti pubblici dove è praticato il consueto braccio di ferro tra gli interessi spiccioli di qualche carriera e il desiderio-necessità della giunta di manifestare il proprio potere.
 
Perché questa vicenda ci sembra comica e tragica al tempo stesso?
Prima di tutto per i tempi. Come nel Bolero di Ravel (ci scuserà la citazione l’assessore alla cultura di Casemasce) la crociata è partita piano piano fino ad arrivare al botto finale di oggi.
È passato esattamente un anno da quando due assessori della giunta tuderte a corto di idee ma determinati nella volontà di partecipare alla crociata sanfedista nazionale hanno dato il via alle danze anche a Todi: la richiesta dell’assessore alla Cultura Claudio Ranchicchio (Direzione nazionale Fratelli d’Italia) e dell’Assessore alla famiglia Alessia Marta ( Il Popolo della Famiglia) di avere l’elenco dei libri gender e di spostare i volumi incriminati per l’infanzia in sale riservate agli adulti non viene avallata dalla bibliotecaria che presenta l’intera lista dei libri presenti in biblioteca per sottolineare l’assurdità della richiesta.
Infatti nella direttiva dei due assessori non ci sono titoli, soltanto supposizioni o illazioni. In realtà i volumi non graditi dai due assessori sono novelle per bambini acquisiti con fondi regionali legati ad un progetto culturale per introdurre i bambini ad un’ottica di genere. Ma la destra tuderte non resiste alla tentazione di guadagnare spazio mediatico sull’esempio di quella veneziana e scatena le sue truppe a sferrare l’attacco con Casapound in prima linea.
Tutto normale quello che colpisce è l’ostinato silenzio della giunta regionale ed in particolare dell’assessorato alla Cultura che aveva finanziato l’acquisizione dei libri messi in discussione.

La polemica dura cinque mesi quando viene rinfrescata da quella sulla festa della Liberazione.
Il 25 Aprile scorso il sindaco Ruggiano nega il patrocinio del Comune alla manifestazione dell’Anpi mentre la “pericolosa bibliotecaria” in un giorno festivo, fuori dal luogo di lavoro raccoglie firme in favore dell’appello “Mai più fascismi” in qualità di iscritta alla sezione Anpi di Todi. Dalla intervista del sindaco Ruggiano a Il Corriere della Sera del 16 giugno scorso si evince che “la signora Bernardini non è stata trasferita per questi libri ma per la direttiva anticorruzione: abbiamo trasferito il 20% dei 120 dipendenti comunali”.
Sembra che nella biblioteca di Todi più che libri si maneggino soldi.
E più avanti: “Questa donna ci ha creato problemi anche il 25 aprile con le manifestazione dell’Anpi”.
È vero che in Italia tira forte un vento di destra ma forse a Todi esiste un’altra Costituzione? Altri diritti? Come tutti i cittadini italiani la bibliotecaria non ha forse diritto di partecipare a manifestazioni pubbliche in onore della Liberazione?

Passano un paio di mesi e le cronache registrano altri fatti importanti.
Una mobilitazione eccezionale di intellettuali e cittadini di tutta Italia che in più di duemila firmano un appello in favore della “pericolosa bibliotecaria”.
Docenti universitari e studenti, l’Aib e la grande maggioranza dei bibliotecari aderenti, scrittori e ricercatori tutti impegnati a difendere il diritto alla libertà di pensiero e il pluralismo della cultura.
Decine di articoli e servizi televisivi che turbano l’immacolata e pia assessora Alessia Marta del Popolo della famiglia che con sincero candore si dichiara stupita di tutto questo clamore suscitato dal trasferimento della bibliotecaria e non degli altri 24 dipendenti. Infine l’intervento del vice sindaco Adriano Ruspolini della Lega che in una interminabile intervista rilasciata ad una tv locale chiude le polemiche con l’onore delle armi: la dottoressa Bernardini rappresenta un’eccellenza, ha raggiunto risultati ottimi ma una giunta ha il diritto di spostare i dipendenti come e dove vuole.

Quindi il trasferimento si farà. Insomma la maggioranza che esprime la Giunta di Todi in questi ultimi mesi ha detto tutto e il contrario di tutto, si è contraddetta, ha coinvolto nel nuovo assetto personale infedele e personale di eccellenza, ha chiamato in causa leggi non adeguate. In conclusione una giunta che si comporta come Tafazzi sicura come è che non troverà ostacoli nel suo cammino se non il masochismo che la contraddistingue e l’idiosincrasia per la cultura e la libertà di pensiero.
Certamente la vicenda non finirà così, certo occorrerà tornare sull’argomento.
Intanto volevamo informare i solerti cronisti che da ben cinque mesi annunciano il trasferimento della bibliotecaria che finalmente è avvenuto quindi possono tranquillamente annunciare altre profezie per mantenere la loro fama.



Paolo Lupattelli


Inserito mercoledì 14 novembre 2018


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