24/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Ma la Sindaca di Assisi non era una “civica”?
Probabilmente il sindaco aveva e avrà degli obiettivi da raggiungere. Quello che non è legittimo è definirsi civico

È passata inosservata ad Assisi, anche se è comparsa sui media nazionali e regionali (si veda https://www.democratica.com/focus/sindaci-minniti-segretario-pd-lelenco-completo/, http://www.umbria24.it/politica/congresso-pd-25-sindaci-dellumbria-si-schierano-marco-minniti-nomi e http://www.trgmedia.it/Sono-25-i-sindaci-umbri-del-Pd-a-sostegno-di-Minniti-segretario-nazionale-tra-questi-Presciutti-Pr/news-103669.aspx ), la presenza del sindaco della nostra città, Stefania Proietti, tra i 25 sindaci umbri che appoggiavano la candidatura a segretario nazionale del PD di Marco Minniti. Candidatura che è durata appena una ventina di giorni.
In Umbria l’ex ministro era sostenuto in primo luogo da 2 pezzi da 90 come Bocci e la Marini e questi 25 sindaci sono dunque loro espressione.
Il “barcone” di Minniti, che doveva essere appoggiato da Renzi e dai renziani, è però affondato in breve tempo, trascinando con sé anche i suoi sostenitori, che ora si devono ricollocare su un’altra scialuppa. Ma nel frattempo, perdonateci il francesismo, si sono “sputtanati”.
In questa condizione si trova dunque anche la sindaca di Assisi e anzi per lei il prezzo è ancora più pesante, perché ha sempre sostenuto di non essere legata al PD e di essere molto marcatamente civica. Non solo: come concilia lo spirito della Chiesa alla quale tanto si appella e le parole di Papa Francesco (“Nella condizione di chi emigra da guerre, povertà e disastri climatici riconosciamo noi stessi e il destino dell'uomo”) con il sostegno a Minniti, cui si deve quel decreto sull’immigrazione che per primo ha messo in discussione il principio di eguaglianza fra gli uomini?
Ma la realtà supera ogni affermazione verbale e i fatti parlano da soli. Già nella trattativa tra le liste a sostegno della Proietti e quelle perdenti a sostegno di Lunghi, per il ballottaggio alle elezioni comunali del 2016, ci fu un’anomalia politica: al tavolo con la futura sindaca c’era l’allora sottosegretario del governo Renzi Giampiero Bocci.
Come mai a trattare per un singolo comune si trovava un uomo del governo e non gli organismi dirigenti, locali e regionali, del PD? Evidentemente perché era lui e il partito che rappresentava a comandare le operazioni elettorali assisane, fuori dalle abituali prassi politiche.
Successivamente, all’incontro/pranzo che il PD fece a Rivotorto l’11 febbraio 2018 in occasione della campagna elettorale per le politiche, la sindaca si fece fotografare (e non era certo necessario essendo lei una civica) con tutto il gruppo dirigente locale del PD ed esponenti regionali (https://www.facebook.com/pdassisi/photos/a.1598033537147006/2128058214144533/?type=3&theater e https://www.assisinews.it/politica/partito-democratico-politiche-2018/).
Due indizi già fanno una prova, ma il terzo è più significativo. Perché un sindaco che dice di non appartenere a un partito sostiene apertamente, tanto da sottoscrivere un appello a sostegno, uno dei 7 candidati del PD alle primarie del partito, uno dei competitori?
La risposta siete in grado di darla voi stessi, a noi non sfugge che Bocci è sempre stato presente in queste situazioni.
Probabilmente il sindaco aveva e avrà degli obiettivi da raggiungere e questa strada le sembra la migliore. Legittime le aspirazioni individuali e legittimi gli amici che si frequentano.
Quello che non è legittimo è definirsi civico, prendere voti per questa caratteristica in tempi in cui i partiti sono screditati, continuare a farlo credere in ogni occasione e sulla stampa mentre in realtà si è funzionali ai giochi di una precisa corrente politica del PD, ci si appoggia a essa e la si appoggia in caso di necessità, come in questo caso, per le primarie del Partito Democratico.
Ma come spesso avviene “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”… Quindi la decisione di appoggiare non una scelta di partito, ma addirittura un candidato su 7 concorrenti, invischiandosi così nelle lotte intestine a una singola forza politica, è di certo possibile ma non opportuna e necessaria se si fosse veramente “civici”.
Smaschera inoltre definitivamente le posizioni politiche della Proietti e la sua scarsa lungimiranza politica. Infatti Minniti non ci sarà più alle primarie, scomparendo dalla scena: e quello che preoccupa noi cittadini è che se la stessa lungimiranza politica la sindaca l’avrà anche sulle scelte del Comune di Assisi di certo non si andrà tanto lontano.


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Inserito mercoledì 12 dicembre 2018


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