24/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La lotta di classe alla Colussi
Non è la fiducia al padrone, ma sono i rapporti di forza a migliorare la situazione dei lavoratori ed il rispetto dei patti, dei diritti e della dignità delle persone

Finalmente gli operai della Colussi riscoprono la lotta di classe comprendendo che non è la fiducia al padrone a migliorare la loro situazione ed il rispetto dei patti, dei diritti e della dignità delle persone/lavoratori, ma sono i rapporti di forza e per questo hanno cominciato a scioperare.

Lo sciopero di venerdì 21 e sabato 22 è stato esemplare con una adesione al 100% (tranne alcuni capiturno) nelle due giornate, con 3 turni al giorno di lavoro, con l'utilizzo di uno strumento molto efficace quale lo stop di una ora ad inizio e fine turno che, se pur breve, provoca molti danni all'azienda a cominciare dagli scarti di produzione.

Ricordiamo che la scarsa combattività dei lavoratori e la subordinazione delle organizzazioni sindacali alle strategie aziendali aveva portato, quasi un anno fa, a 69 licenziamenti mentre oggi, facendo un debole mea colpa, si cerca di praticare una strada diversa. Bene così se si impara dagli errori e dalla storia.

Quali le legittime motivazioni dello sciopero dei lavoratori?

Sono varie:
1) no al Ppo (premio produzione obiettivi) proposto dall'azienda;
2) no alla turnazione selvaggia;
3) no alla flessibilità negativa e positiva;
4) contrarietà all'assunzione di interinali invece di richiamare i licenziati;
5) no al passaggio dei contratti 0/32 a 0/40 invece di pagare gli straordinari;
6) manutenzione su macchinari vecchi inesistente;
7) arroganza della dirigenza ed in particolare del direttore generale risorse umane che ha sostituito quello precedente mandato via e su cui si sono scaricate le responsabilità dei licenziamenti del precedente accordo.

In particolare i dipendenti contestano la proposta aziendale di dare solo 300 euro di premio produzione invece di 1300, quanto era alcuni 4/5 anni fa, quando si sono sobbarcati le difficoltà dell'impresa facendo sacrifici e contratto di solidarietà. Le 300 euro oltretutto sarebbero raggiunte solo in assenza, quasi totale, di giorni di malattia.

Inoltre non accettano il punto che le varie sigle sindacali avevano firmato con turni di 6 giorni e di notte anche per le donne e la turnazione selvaggia con turni di riposo e ferie a totale discrezione dell'azienda.

Le richieste dei lavoratori sono sacrosante ed è molto positiva la risposta data ad un'impresa che spende milioni di euro per la pubblicità a squadre di pallavolo ma non mette le risorse economiche per coloro che tengono in vita la fabbrica.

L'unico neo è che l'accordo firmato un anno fa ha dato forza a Colussi e gli ha permesso di procedere oggi così, ma se i lavoratori che avevano, di fatto, anche respinto con il loro voto l'accordo integrativo a fine maggio e rinnovato la rappresentanza sindacale, Rsu, che si era dimessa per fallimento, traggono le giuste conclusioni da questa vicenda, nel dare un'ultima possibilità alle sigle sindacali, avranno voglia di continuare a lottare la loro condizione e relativi diritti e dignità possono sicuramente migliorare.
                                                 



Associazione @ sinistra

Inserito domenica 23 dicembre 2018


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