13/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Perugia, caso clinico complesso
E se a questi autorevoli interlocutori di scambio di “buone pratiche”, venisse la voglia di verificare e di apprendere le eccellenti qualità di PERUGIA, progredita Città intelligente, che cosa troverebbero?


Pur lontana da Bisanzio, Perugia città bizantina
“Non ce lo saremmo mai creso” di appartenere a una CITTÀ divenuta “CASO INTERNAZIONALE”, in una sfavillante serie di “prestigiosi” incontri INTERCONTINENTALI .
Siamo orgogliosi di aver fatto viaggiare i nostri messi comunali per raccontare che nei CIELI PERUGINI ci siano gli ASINI che VOLANO!

E se a qualcuno di questi autorevoli interlocutori con i quali sono stati attivati meccanismi di scambio di “buone pratiche”, venisse la voglia di verificare e di apprendere le eccellenti qualità di PERUGIA, progredita Città intelligente, che cosa troverebbero?
Un inesauribile campionario di sconvolgenti innovazioni, da rimanere a bocca aperta?
La sconfitta della morte?
Viaggi interstellari?
Umanoidi/androidi?

NO! Niente di tutto questo.
Vedrebbero invece:
- mastelli porta a porta, scoperchiati e onnipresenti; foto 1.
- Fasci di cavi fibra a penzoloni, scatole scatolette, boxes e compagnia bella che avviluppano ogni architettura del centro storico; foto 2.
- Grondaie appositamente predisposte per rinfrescanti docce a sorpresa; foto 3.
- Fichi rupestri ricoperti di glassa al cioccolato; foto 4.
- Maxi tabelloni super elettronici che occultano sublimi architetture; foto 5.
- Segnaletica stradale e cartellonistica che deturpano e mortificano i luoghi storici più significativi; foto 6.
- Le piazze trasformate in parcheggi; foto 7.
- Vie cittadine congestionate da automobili invadenti, intasanti e inquinanti; foto 8.
- Una città dove la parola “PEDONE” può perfino considerarsi estinta dal vocabolario corrente; foto 9.
- Un sistema di trasporto pubblico locale inefficiente, squilibrato e “sperperone”; foto 10.
- Un’urbanistica senza regia caratterizzata dalla regola del laisser faire; foto11.
- Una tutela dei Beni Culturali inesistente: Palazzo dei Priori avvolto da “lenzuolate”di ridondanti banner pubblicitari;
- gli Arconi di via della Rupe deturpati del loro valore;
- il progetto per il nuovo studentato accanto al complesso templare di S. Bevignate;
- le numerose architetture archeoindustriali stravolte da interventi impropri; foto 12.

E allora, in una città così all’avanguardia, perché non chiedere al nostro fantomatico interlocutore di fare visita anche ai nostri rinomati uffici comunali?
Un vero e proprio ”CASO CLINICO”, dove per svolgere qualsiasi banale “PRATICUCCIA”, si devono attendere TEMPI BIBLICI, da MATUSALEMME, costretti a subire l’inefficienza di un archivio abbandonato a sé stesso, vero e proprio CALVARIO DISCONNESSO dal WI-FI.
Vantiamo il record della “tecnologicizzazione” ma non riusciamo a garantire un minimo di internet per le cose di tutti i giorni.
Riuscirà il treno dell’innovazione a raggiungere palazzo dei Priori??

“Illustre signore, lasci che il tempo passi, vedrà che qualcosa accadrà”.

 

 

 

 

 

 



Mauro Monella

Inserito giovedì 27 dicembre 2018


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