22/09/2019
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Perugia 2019 - Odissea della mente
Leon Battista Alberti, Mario Ridolfi, Pericle e la buona urbanistica

Abbiamo ognuno di noi la nostra città, nella quale viviamo, lavoriamo, esercitiamo le nostre multiformi attività, muovendoci in un luogo a noi famigliare dove cresciamo, prosperiamo e di cui ci riconosciamo parte integrante.
Chi non difenderebbe la propria città e il suo molteplice, ricco, inesauribile patrimonio di storia, di arte, di architettura???
Come?
Tutelandolo, ravvivandolo, restaurandolo.
La nostra CITTA’, PERUGIA, è la nostra CASA, e in quanto tale è strutturata con pareti, porte, finestre, stanze e corridoi; elementi tutti da mantenere integri e non certo da vandalizzare , deturpare, frantumare.

L’Architetto LEON BATTISTA ALBERTI, nel trattato “DE ARCHITETTURA” risalente al 1485, così descrive PERUGIA:

“PEROSA città celebre, che come le dita di una mano stesa, porge verso e colli i borghi, non concede che vi si appressi con grande esercito il nimico, il quale come se havesse trovato una rocca, le arme l’empito de chi uscisse fuori non potrebbe sostenere”.

PERUGIA, all’epoca, nella semplice trasposizione topografica, trasmetteva armonia, mentre oggi, la pianta della città appare trasformata in un abnorme, deforme “PISTICCHIUME” costellato di asfissianti colate cementizie.

A cinquecento anni di distanza, uno degli ultimi maestri dell’architettura moderna, MARIO RIDOLFI, acuto conoscitore dell’arte muraria nel contesto urbanistico, nella sua “AMARA CONFESSIONE” del 1959, si esprime così:

“Quando io dico che siamo architetti di periferia, dico il vero (…) ci siamo esercitati in periferia, perché in periferia si è sviluppata gran parte dell’edilizia, ma entro la cinta murata non ci siamo mai entrati (…) perché in periferia siamo diventati dei cafoni, perché in periferia ci siamo permessi qualsiasi cosa (…) entrando dentro la cinta murata dovevamo metterci a posto con il nostro linguaggio che purtroppo avevamo perduto.
Il rispetto del CENTRO STORICO è una QUESTIONE PROFONDAMENTE MORALE”.

Già, il rispetto dei centri storici, dove è andato a finire?
Oggi la CITTA’ intera dovrebbe essere trattata secondo questo principio morale.

IGNORANZA,
IMPROVVISAZIONE,
INCOMPETENZA,
INSENSIBILITA’,
INSENSATEZZA
Rappresentano i mali del nostro tempo.
Un cancro che ostacola la vera modernità impedendoci di vivere la CITTA’ con senso di COMUNITA’ CIVILE.
- Il tema della mobilità si è ridotto al puro ambito ingegneristico.
- Il recupero delle periferie è ritenuto un mero argomento di marketing.
- Le politiche per gli insediamenti commerciali sono a completo svantaggio della collettività.
E l’URBANISTICA, madre di tutte le questioni che riguardano la CITTA’, che fine ha fatto???

PERUGIA assomiglia sempre di più all’isola di “ATROCLA” (luogo immaginato da A. Maszkowski) dove vige “l’ARTE del COMPLICARE le COSE”, al punto che neanche un “super capiscione” riuscirebbe a sbrogliare.
La vita quotidiana di ATROCLA è oppressa nei minimi dettagli da numerosissimi “LACCI e LACCIOLI”.
Impossibile sfuggire al sistema.
Sistematiche le punizioni.
I cittadini, giorno e notte, senza tregua, sono costretti a compilare formulari farciti di crocette a non finire.

Nelle puerili contrapposte argomentazioni tra chi vede Perugia grigia e triste, e chi vede Perugia luccicante e trafficata, che ne direste di degnare di ascolto le parole, più che mai attuali, benché pronunciate duemila quattrocento settantanove anni fa, da un certo PERICLE nel DISCORSO agli ATENIESI?
“qui ad ATENE noi facciamo così ……”
Qui a PERUGIA se continuiamo a fare come facciamo adesso, nel 2019 ci troveremo sovrastati e inghiottiti nel gorgo di una “ODISSEA della MENTE”.

BUON ANNO PERUGIA!



Mauro Monella

Inserito martedì 1 gennaio 2019


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