20/09/2019
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In nome del decoro
Tante chiacchiere e pochi fatti. Come possiamo tollerare che coloro che devono garantire la custodia della città, vedano e siano consapevoli delle bruttezze che ci circondano, ma nonostante ciò non agiscano?

Nel vocabolario della lingua italiana esistono tante PAROLE per esprimere cosa si intende per DECORO: dignità, decenza, contegno, prestigio, rispettabilità, splendore, vanto, gloria, lustro,
e al contrario cosa si intende per INDECENZA: disonore, indegnità, sconcezza, oscenità, spudoratezza, impudicizia, vergogna , scandalo, infamia.

Tutti desiderano vivere in un ambiente pulito, ordinato, organizzato e bello. Si è mai sentito di qualcuno che desidera minor decoro?

Il DECORO è anche CIVILTÀ e CULTURA, forse non a caso contiene la parola ORO.

PERUGIA, città storica e universitaria che viene scelta anche da studenti stranieri come sede nell’ambito del progetto Erasmus, merita una particolare attenzione perché venga mantenuto un alto livello ambientale e culturale.

È noto a tutti che dove non c’è decoro si sviluppa degrado, vandalismo, disagio sociale e criminalità.

Eliminare l’indecente, lo schifo che ci circonda è un altro modo per ristabilire la dignità dei luoghi e delle persone.

Nelle “nostre” città chi decide in nome del decoro?

È sufficiente la medaglia DaD (Delega al Decoro) per garantire continuità nella agenda politica?

Come possiamo tollerare che coloro che devono garantire la custodia della città, vedano e siano consapevoli delle bruttezze che ci circondano, ma nonostante ciò non agiscano?

Per fare un esempio basta andare in via della Stella per “ammirare” lo scarico fognario che stilla acque nere sui muri medievali.




Mauro Monella

Inserito lunedì 11 febbraio 2019


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