10/12/2019
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Perugia cresce verde?
Il problema è la verifica se la richiesta sia sostenuta da un effettivo impegno ambientalista di questa amministrazione

La primavera sta per arrivare e la città sembra pervasa da un forte risveglio verso il verde. In questo senso la partecipazione al concorso per ottenere il titolo di capitale verde d’Europa 2023 è stimolante e non può che essere sostenuto.

Il problema però è la verifica di fine consiliatura se la richiesta sia sostenuta da un effettivo impegno ambientalista di questa amministrazione verso una vera e propria rinascita culturale.

Intanto ricordiamo che il programma elettorale delle due liste civiche di ispirazione ambientalista si basava sulla formula di “Perugia cresce verde” per una “grande città”. E la proposta di “Perugia Smart city” lanciata diffusamente attraverso l’informazione anche nazionale nel marzo 2015 con importanti progetti. Eccoli:

“l’ambiente richiede partecipazione”, “comune amico”, “Perugia rischio zero”, “Perugia cresce verde”, “Università in bicicletta”, “rifiuti ed economia del riciclo”, “raccogli in centro”, “car pooling”, “adotta il verde”, che diventa un gioco verificare i vari livelli di realizzazione.

Ad esempio, cominciando dal primo titolo, per partecipazione si intende condividere le responsabilità del buon governo cittadino fra tutti i soggetti interessati. Affermazione che cozza subito con il problema esploso in questi ultimi giorni sulla questione del grosso disagio provocato all’ambiente e alla vita dei cittadini dalla distilleria di Ponte Valleceppi per il quale da parte dell’ente locale non è stato attivato alcun livello partecipativo per evitare il forte malcontento popolare e verificare in concreto l’unica soluzione possibile, quella della delocalizzazione degli impianti che non possono assolutamente rimanere dove si sono ampliati a dismisura e sono ad alto rischio.

Eppure l’azione di buon governo avrebbe dovuto mettere a confronto comitato civico e cittadinanza con la posizione di profondo disorientamento dell’ente Regione che non ha ritenuto opportuno colpevolmente partecipare all’assemblea pubblica del 28 febbraio 2019.

 



Lauro Ciurnelli, ambientalista

Inserito martedì 12 marzo 2019


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