20/07/2019
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Bruno Enei, il dovere della libertà
E il dovere della verità verso Bruno Enei: un libro che ha posto fine all'oblio nel quale il professore Enei s'era ed era stato confinato, ricollocandolo nella storia di Perugia e dell'Umbria

Storia di Bruno Enei. Il dovere della libertà”, il volume edito da Il Ponte e scritto a quattro mani da Lanfranco e Marta Binni fa uscire dall'oblio dove per decenni è stata confinata la vita dell'intellettuale e uomo d'azione Bruno Enei. Iniziata e conclusa in Brasile, svoltasi per un trentennio in Italia tra le Marche, l'Umbria e la Toscana. Una storia intrecciatasi con quella di Aldo Capitini conosciuto, come successe a Walter Binni, a Pisa dove Bruno Enei si laureò con Momigliano. Un incontro che saldò un intenso rapporto ed è stato proprio Enei che lo mise in contatto con Primo Ciabatti e Riccardo Tenerini primi tra i suoi giovani seguaci e tra le persone a lui più care. Rapporto che non si ruppe nemmeno quando sia Enei che Tenerini e Ciabatti abbandonarono il faticoso, e ai loro occhi lento e poco incisivo, percorso della nonviolenza per partecipare alla Resistenza; forse Capitini pensava a questi suoi amici-allievi quando nel Colloquio corale scrisse ” “Resto qui diviso da tutti, per la più profonda unità”.

Enei, tra i fondatori della brigata partigiana "San Faustino”, è stato comandante di battaglione della Brigata Proletaria d'Urto, evoluzione della “San Faustino”. Il 20 giugno 1944 scese su Gubbio con il suo battaglione mentre sulla città si stavano concentrando i tedeschi dopo un'azione del Gap locale che causò la rappresaglia nella quale furono uccisi 40 eugubini da allora ricordati come “I 40 martiri di Gubbio”. Un tragico episodio della guerra ai civili dei tedeschi la cui dinamica è ricostruita nel libro e che nel dopoguerra suscitò una dura e lunga polemica sulle responsabilità dell'eccidio, coinvolgendo lo stesso Enei.

Nel dopoguerra tornò a fianco di Capitini lavorando alla nascita dei Centri di orientamento sociale (Cos) e al Corriere di Perugia. Svolse anche un'intensa attività politica come dirigente del Psiup fino alla scissione che segnò la fine della sua militanza in un partito. Non si privò nemmeno di una dura polemica con la chiesa cattolica perugina. È probabile che per la delusione politica e le lacerazioni politiche e personali che avrà comportato, per vicende familiari e difficoltà economiche, per il marchio che alcuni gli affibbiarono di responsabile della morte dei 40 eugubini Enei abbia sentito il peso della solitudine e scelse di tornare in Brasile dov'è stato professore all'università di «Ponta Grossa».

Lasciò che svanisse in Umbria il ricordo del suo impegno politico e sociale e il suo nome rimase relegato negli incontri amicali tra Capitini, Binni e la moglie Elena Benvenuti. Una scelta capitiniana nonviolenta e di noncollaborazione pose fine alla storia italiana di Bruno Enei complessa, dura e drammatica come complessi, duri e drammatici furono quegli anni. Storia di una diaspora che non fu solo sua. Ciabatti morto combattendo, Walter Binni docente universitario e studioso lontano da Perugia, Riccardo Tenerini insegnante a Genova, Capitini isolato a Perugia. Diaspora che il tempo ha ricucito: Binni e Capitini sono considerati tra i figli migliori che Perugia abbia avuto; Riccardo Tenerini è sepolto a Perugia insieme al suo maestro e Ciabatti tra i perugini illustri. Mancava Bruno Enei; ora Lanfranco e Marta Binni, che sentono il dovere della verità verso chi durante la dittatura fascista si formò nella casa di Capitini, con il loro libro hanno posto fine all'oblio nel quale il professore Enei s'era ed era stato confinato, ricollocandolo senza reticenze ed edulcorazioni in quegli anni e nella storia di Perugia e dell'Umbria.

Da "L'Altrapagina" di Aprile 2019



Vanni Capoccia

Inserito mercoledì 24 aprile 2019


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Commenti

Nome: Claudia
Commento: una storia che intriga già dalla recensione e uscita nei giorni giusti. Cercherò il libro

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