17/09/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Perugia: un mare di cose...
Bei panorami e Pessime vedute. Nella NOSTRA PERUGIA ci sono davvero un gran mare di cose da riscoprire...


Per coloro i quali non l’abbiano ancora percorso, suggeriamo il tracciato dell’antico “DECUMANO”, sulla retta euclidea est-ovest.

Proprio in direzione est troviamo una ampia panoramica con al centro la sagoma del MONTE SUBASIO, “…donde al mondo nacque un sole…”, come recitano i versi del canto del Paradiso del sommo Dante Alighieri.

Non a caso fu esattamente su questo versante, baciato dal sole mattutino, che sin da epoca remota, si attuò il buon proposito della strutturazione di un affaccio capace di accogliere e unificare la cittadinanza.

Nella nostra caotica smania di cambiamenti, abbiamo invece trovato il modo più deleterio di deturpare con vetri e cementi vari questa egregia area panoramica, per millenni apportatrice di vera sostenibilità.

Che cosa ammireranno le nuove generazioni, al cospetto dei deturpati ARCONI del PINCETTO?

SOSTENIBILITÀ: parola citata fino alla noia, ma della quale si ignora l’autentico significato, al punto che si trascura, si disattende sistematicamente l’esigenza fondamentale di esporre le nuove edificazioni seguendo il criterio della salutarità dell’orientamento spaziale.

Per intenderci: la famosa “ESPOSIZIONE a POVENTA”, come si soleva dire un tempo.

Perché ostinarsi a considerare ininfluenti questi antichi accorgimenti, importanti per una ARCHITETTURA di BUON SENSO?

I buoni principi sono vanificati da una BULIMIA di NORME che non hanno nulla a che vedere con l’ARMONIA del vivere: un groviglio di regole che hanno come conseguenza la pura e fredda immobiliarizzazione del territorio.

I PANORAMI non hanno solo un valore estetico, ma anche e soprattutto un valore di riferimento spaziale e temporale.

Proseguendo la nostra passeggiata, dopo l’est possiamo affacciarci tranquillamente anche a ovest, dove si apre un’altra veduta sul “MARE” di Perugia.

Qui la finestra è rappresentata dall’antica porta Trasimena, in fondo a via dei Priori, prima di via della Sposa.

Con la opportuna rilassatezza, si può avvertire ancora la voce della giovane NINFA AGILLA e del suo amato PRINCIPE TRASIMENO, invitante alla prosperità.

Tempi fausti quelli della DODECAPOLI ETRUSCA, in cui prevaleva il mutuo soccorso e il reciproco arricchimento culturale.
I valori della coesistenza venivano perpetuati.

Il GOVERNO della città non si improvvisa, e sul FUTURO non si scherza.

Ci siamo troppo assuefatti a farci mangiare in un sol boccone sia l’UOVO che la GALLINA. Siamo stufi delle MATRIOSKE di GOVERNO, in cui si fa a gara nel primeggiare in una sorta di anti collegialità che premia inevitabilmente il ducetto illusionista di turno.

PERUGIA ha bisogno di un TAVOLO delle ISTITUZIONI (Enti Locali, Università, Accademie, Ministeri vari, comprese Curie e Associazioni semisegrete) dove si discuta per il COMUNE INTERESSE, e non ci si fermi mai al primo progetto, ma piuttosto al primo buon progetto.




Mauro Monella

Inserito sabato 18 maggio 2019


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