24/08/2019
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A Monteluce c'è ancora un bosco
Operare per salvaguardare un luogo che ancora consente lo scambio città-campagna, ricorda l'antica funzione del posto e vede tra le conifere la presenza di essenze arboree antiche e di animali impensabili nel centro di una città


Monteluce - toponimo che ricorda la presenza di un bosco sacro - è la zona di Perugia che in passato con gli eremiti che vi si ritiravano (uno per tutti Bevignate), i flagellanti di Raniero Fasani, i suoi conventi maschili e femminili, è stata la Tebaide della città.


Tuttora la campagna tra Pretola e Ponte Felcino salendo dal Tevere arriva a ridosso del centro storico fino alla chiesa di Santa Maria di Monteluce. Se questo accade è merito di una felice intuizione del parroco don Luciano che, grazie a parrocchiani che in base alle proprie possibilità presero una specie di impegno d'onore garantendo di versare una cifra, acquistò per conto della parrocchia l'ultimo lembo di questa campagna.


Lì viceparroco e giovani piantarono centinaia di alberi sempreverdi e quel terreno è stato per anni il “Campo rosso” a disposizione di nonni, genitori e figli del quartiere. Tuttora viene utilizzato e ospita una palestra, l'oratorio, un centro estivo.


Gli alberi nel frattempo sono diventati un bosco legato per lo spirito con cui è nato all'antica religiosità del luogo e polmone d'ossigeno per la zona nord di Perugia. Alberi purtroppo aggrediti da rampicanti che non più contenuti sono diventati così invasivi al punto che alcune piante sono schiantate a terra, altre si sono appoggiate agli alberi circostanti.


Insomma, il “campo del prete” (lo chiamavano così) ha bisogno di una pesante manutenzione che la parrocchia i cui abitanti sono calati e invecchiati non può sostenere da sola. Quella campagna in città ha bisogno dei parrocchiani di adesso, dell'amministrazione comunale, delle associazioni rionali e di quelle ambientaliste.


Insieme dovrebbero recuperare lo spirito degli antichi parrocchiani: operare per salvaguardare un luogo che ancora consente lo scambio città-campagna, ricorda l'antica funzione del posto e vede tra le conifere la presenza di essenze arboree antiche, di scoiattoli, volpi, istrici, tassi, rigogoli, tortore, palombacci, a volte persino daini e altri animali impensabili nel centro di una città.





Perugia, Umbria, Mondo

Inserito martedì 18 giugno 2019


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Commenti

Nome: francesco
Commento: Da Perugino non di Monteluce non ho capito quale sarebbe questo bosco. Però so che tra Monteluce e il distretto sanitario c'è una grande area verde (l'ex manicomio)che viene utilizzata come parcheggio e come scorciatoia dalle auto che salgono dal cimitero. Mi domando se nell'ottica di Perugia capitale del verde non sarebbe il caso di destinarlo ad un trasporto sostenibile (ciclabile) come primo elemento di una pista ciclabile cittadina che ci permetta di muoverci in città in sicurezza e ad emissioni zero

Nome: francesco
Commento: chi è il proprietario???

Nome: Alessandro Felici
Commento: questo bosco si può facilmente collegare al sentiero delle lavandaie e unirebbe così centro storico a percorso del Tevere

Nome: Costanza
Commento: Ad Assisi il Fai ha consentito l'apertura di un disco vicino al convento francescano, perché non fa lo stesso vicino al convento francescano femminile di Perugia

Nome: Giap
Commento: Italia Nostra perché non sposa questo bosco?

Nome: Paolo Benedetti
Commento: I boschi vanno curati, specialmente questo bosco urbano, vera rarità, che è nato non grazie ad esperti ma alla eccezionale volontà di un viceparroco che piantò tutte le piante sempreverdi che ora lo farmano e che andrebbero sfoltite e liberate dai rampicanti

Nome: Claudio Belladonna
Commento: il sottobosco va pulito e il bosco un po' sfoltito e diventerebbe una rarità perché le altre città hanno parchi ma credo che nessuno abbia un bosco cittadino

Nome: Dori Verde
Commento: Lo hanno acquistato per tutte e tutti e tutti noi dovremmo sentire il dovere di salvarlo. Perché non lanciare un appello a Fai, Legambiente, WWF di Perugia?

Nome: Giap
Commento: è provato che le piante non solo danno ossigeno ma raffreddano il pianeta, quindi un bosco in città tiene fresca la città

Nome: Andrea Misiani
Commento: Perugia vuol diventare capitale del verde? Ecco l'occasione per dimostrarlo. Rendere fruibile questo bosco, non trasformandolo in un parco ma mantenendo un bosco in città

Nome: ugo isa
Commento: L'ho visto e ha bisogno di essere liberato dal sottobosco. La maggior parte delle piante sono a rischio

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