17/09/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Ferragosto a Monteluce. Due piazze due misure
È mai possibile una Piazza senza i luoghi dello stare? Una piazza con condizioni ambientali che respingono invece che accogliere?

Per molti PERUGINI il FERRAGOSTO A MONTELUCE è un appuntamento fisso.

Un’occasione per una buona fetta di cocomero fresco in un giorno di calura estiva.

Il giorno di FERRAGOSTO è anche il giorno dell’ASSUNZIONE IN CIELO della gloriosissima Vergine Maria e... MONTELUCE diventa irresistibile, un luogo magnetico di incontro amato da tutti.

Nella duecentesca Chiesa è custodita sopra l’altare l’immagine dell’Incoronazione della Vergine Maria da cui trae origine la festa del 15 agosto. Un’opera commissionata a RAFFAELLO SANZIO dalle monache clarisse, ma solo in parte eseguita da lui. Anche se in copia (l’originale sta in Vaticano) l’immagine della Madonna ascesa in cielo con gli apostoli a” bocca aperta “ riuniti presso il sepolcro fiorito, suscita stupore e meraviglia.

Quanta BELLA GENTE alla festa dell’ Assunta. La lotteria! Tanti “bancarellari”. Ogni anno si perpetua l’antica tradizione e tornano in mente i bei ricordi: i venditori del “cicombolo” a 20 lire il chilo. E... semino sulle scalette di Via Cialdini; e... i ragazzi che si cimentavano in interminanti fischiettate mentre l’aria si impregnava di BASILICO, la tradizionale e propiziatoria erba. Non poteva essere altrimenti, con le sue virtù taumaturgiche e simboliche apprezzate da tutti.

Come si può non ricordare quelli della gita somaresca a Monte Pecoraro. E...quella Giulia 1300 colore amaranto?

E... i bar del tempo? Banetta, Fernando, Borgioni e poi Loris : accoglienti, rinfrancanti e, soprattutto, umani.
TUTTI PRESENTI !!!

Non è un caso che sulla PIAZZA di MONTELUCE faccia bella mostra di sé il ROSONE della Chiesa dell’ex Monastero delle Clarisse. La sua geometria incuriosisce… È un vero, prezioso compendio astronomico: un grande CERCHIO SOLARE che racchiude SETTE CERCHI più piccoli, simboleggianti i SETTE ANTICHI PIANETI.

Non è un caso che il BEL ROSONE campeggi lì, infatti prelude a un tracciato tradizionale, una LINEA IDEALE che guarda a EST fino al MONTE SUBASIO, l’ORIENTE di DANTE, attraversando in rettilineo tre note colline: MONTELUCE, MONTERONE, MONTEVILE, rasentando la TEMPLARE CHIESA di San BEVIGNATE. Un FILOTTO da biliardo!

Quante vite ha visto l’OCCHIO magico di quel ROSONE!

Oggi, in poco tempo, tutto è cambiato, siamo diventati orfani del POLICLINICO.

Nonostante ogni umano sforzo, non si riesce ancora a comprendere quale modello urbanistico stia alla base di questa cosiddetta ristrutturazione dell’area dell’ex ospedale. E questo sarebbe il “Moderno CORSO VANNUCCI”come fu detto con grande plauso nella cerimonia inaugurale?
Non si vede niente che gli somigli. Al battimano parteciparono anche quelli che oggi, perfetti “GNORRISTI”, chiedono: “ma voi dove eravate?"

Noi eravamo ad elaborare e suggerire la proposta di ripristino dell’antico “LUCUS”, un salutare “POLMONE VERDE” da amalgamare con l’accogliente giardino alberato del Policlinico.

Ora invece, percorrendolo, si ha la netta sensazione di trovarsi in un “ LUOGO dell’ INDECISIONE”, dove il sipario è calato definitivamente su una realtà cittadina di tante generazioni.

Oltre il sipario c’è piazza Cecilia Coppoli: una grande grigliata con effluvio di miasmi delle auto parcheggiate nel sottostante piano interrato. Un esempio di come NON si dovrebbe progettare una Piazza.
È mai possibile una Piazza senza i luoghi dello stare?
Una piazza dove le persone si incontrano sopra un tappeto di griglie metalliche?
Una piazza con condizioni ambientali che respingono invece che accogliere?

Che fine hanno fatto gli ideatori politici di questo spazio, dove sono i funzionari e i consulenti della fattibilità? E...i “tenutari” della tutela? Sarebbe utile per la città comprendere il senso di questa operazione.

Quali sono i prossimi obiettivi che si rifletteranno sul destino dell’intero quartiere? Questa domanda è da rivolgere a chi oggi dà gli indirizzi politici e a chi è preposto a garantire la salvaguardia ambientale e culturale della città.

Aspettiamo la risposta perché sembra che nessuno si stia accorgendo che MONTELUCE è diventata estranea a sé stessa. La LUCE è stata messa da parte

Nella presentazione ufficiale in occasione della posa della prima pietra, le AUTORITÀ POLITICHE, TECNICHE e RELIGIOSE avevano indicato
la “Monteluce nuova” come MODELLO URBANISTICO d’avanguardia da studiare. Gli studenti di Urbanistica e di Architettura di tutto il mondo infatti sarebbero venuti qui a studiare questa realizzazione...

Siamo noi oggi che li invitiamo per darci una mano a resuscitare nella nuova piazza la fragranza di quell’antico BASILICO ispirato al simbolo spiraliforme del BASILISCO.



Mauro Monella


Inserito venerdì 16 agosto 2019


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