07/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Foligno: il nuovo corso per la Vus
Come prima mossa il neo sindaco decide di azzerare tutto il lavoro fatto e di ripristinare la solita vecchia logica degli amici fidati e della vicinanza politica a scapito delle competenze e delle linee di indirizzo



Dopo aver azzerato un percorso che stava dando i suoi primi risultati positivi, quale sarà la strategia per la gestione del bene pubblico dell’acqua e per la raccolta dei rifiuti del nuovo CdA?

A nulla è valso il nostro appello di qualche settimana fa, rivolto al sindaco di Foligno in particolare, a non azzerare nuovamente il CdA di Vus, l’azienda pubblica che gestisce i servizi idrici e rifiuti dei comuni dell’ambito folignate-spoletino.

Avevamo tentato di spiegare al nuovo eletto che la storia passata di Vus è stata purtroppo quella di un’azienda largamente inefficiente, utilizzata troppo spesso per far sedere amici politici invece che per gestire in maniera competente ed efficace gli importanti servizi pubblici che decidono molto della qualità della vita dei cittadini.

Per la prima volta infatti lo scorso anno, i comuni dell’ambito, consapevoli forse della necessità di intervenire drasticamente nella riorganizzazione dell’azienda pubblica più importante del territorio, hanno deciso di nominare un nuovo Consiglio di Amministrazione, non più secondo i soliti criteri di assegnazione di poltrone, ma sulla base di competenze e capacità di riorganizzare il servizio, in particolare per i rifiuti, che come forse molti sanno, vede la Vus, dati alla mano, essere nettamente la più inadeguata tra le aziende umbre in termini di quantità e qualità della raccolta differenziata.

Il CdA aveva iniziato in appena un anno un difficile lavoro di ricognizione delle tante inefficienze, valutando e programmando in maniera coordinata l’ottimizzazione delle risorse umane ed economiche, intervenendo anche sulle carenze organizzative.

A tutti i comuni dell’ambito era stata inviata una proposta di riorganizzazione del servizio di raccolta e un business plan, per la prima volta orientato non solo alla sostenibilità economica, ma anche a rendere più ambientalmente sostenibile il territorio, evitando il più possibile il ricorso alla discarica e valorizzando la raccolta differenziata.

Un piano di riorganizzazione in grado anche di mettere al riparo da sanzioni quei comuni che in base alla Dgr 34/2016 non avevano raggiunto gli obiettivi del 72,3% nel 2018 e a cui era stata data la possibilità di posticipare al 2020 l’obiettivo, solo a fronte di un progetto concreto.

Nemmeno un anno di lavoro, e dopo le elezioni folignati che hanno visto vincere al ballottaggio Stefano Zuccarini, come prima mossa il neo sindaco decide di azzerare tutto il lavoro fatto e di ripristinare la solita vecchia logica degli amici fidati e della vicinanza politica a scapito delle competenze e delle linee di indirizzo.

Come Legambiente approfondiremo le modalità e le ragioni (se ve ne sono) di questa scelta senza senso, e chiederemo di valutare a chi di competenza se tale azione sia legittima o meno. Certo è che la forzatura di Zuccarini ha determinato una spaccatura tra sindaci dello stesso partito politico e tra i comuni dell’ambito, e soprattutto sappiamo che nella migliore delle ipotesi questa scelta rallenterà, se non bloccherà definitivamente le speranze di riorganizzazione interna della Vus, consegnandola alle solite vecchie logiche di bottega che hanno già ampiamente dimostrato essere il metodo più sbagliato nella gestione dei servizi pubblici.

Logiche e modalità che abbiamo sempre denunciato, qualunque fosse l’amministrazione in carica, come nel maggio del 2018, quando con un comunicato abbiamo criticato l’ennesimo giro di assunzioni che non prevedeva di intervenire nella necessaria e grave carenza di tecnici in grado di coordinare e riorganizzare i servizi idrici e dei rifiuti. Avevamo invece accolto con favore la decisione assunta dai comuni, alla scadenza del precedente CdA, di nominare tra gli altri anche Daniela Riganelli tra le figure tecniche della nuova amministrazione, perché ne conosciamo bene la indiscutibile competenza maturata in decenni di lavoro, di studio e di passione per questi temi.

Aspettiamo di sapere quale sarà ora il piano che Zuccarini e i suoi fidi vorranno perseguire per la gestione del bene pubblico dell’acqua e per la raccolta dei rifiuti.

Speriamo almeno sia diverso da quella espressa tante volte dal capo del partito di Zuccarini, improntata sull’incenerimento, senza se e senza ma, sul decisionismo autoritario, oltre che sulla pressoché totale non conoscenza delle reali problematiche e delle possibili opportunità economiche, ambientali e sociali in questi ambiti che ogni giorno che passa diventano più strategici e vitali per il presente e il futuro di ognuno di noi.

Intanto il nuovo CdA non ci sembra esprima quelle competenze ambientali indispensabili ad un’azienda di questo tipo, e che consentono di guardare al futuro in ottica di economia circolare ed efficienza gestionale.



Legambiente Umbria


Inserito venerdì 30 agosto 2019


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