16/10/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Per salvare il territorio
Non si vuol dire che bisogna vietare assolutamente nuove cementificazioni, ma che è necessario stare attenti che non si arrivi ad urbanizzazioni selvagge

 

Nel dibattito politico aperto oggi a livello nazionale, quindi anche locale, sembra che finalmente la questione ambientale abbia una sua preminenza. Anche per la grande mobilitazione dei giovani a livello mondiale.

Così anche nella stampa locale leggiamo titoli particolarmente allarmati e allarmanti del tipo "il cemento mangia il verde italiano e aumenta la cementificazione". L'allarme viene da un'indagine dell'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che potrebbe aprire nel futuro una vera rivoluzione culturale.

Comunque per quello che riguarda il nostro territorio, che rappresenta ancora una verde pianura nella Media Valle del Tevere, la situazione è sotto gli occhi di tutti. Lo abbiamo ripetuto ormai più volte!

Dopo la beffa della questione Ikea sembrerebbe che molte terre agricole di pregio siano state raccolte per la speculazione fondiaria. Mentre altre situazioni siano sottoposte ad interventi della Magistratura.

Così adesso è avvenuta la fine delle proprietà terriere di pregio concludendo l'epoca delle grandi concentrazioni fondiarie, ad iniziare dalla presenza diffusa delle tenute dei conti Donini che raggiunsero la massima diffusione nei secoli XVIII e XIX. Infatti, se ci guardiamo intorno, si nota facilmente che anche terreni fertili e irrigui risultano come abbandonati, forse nell'attesa che una qualche amministrazione comunale benevola renda quelle aree fabbricabili con le solite varianti al Piano Regolatore Generale.

Con questo non si vuol dire che bisogna vietare assolutamente nuove cementificazioni, ma che è necessario stare attenti che non si arrivi ad urbanizzazioni selvagge come nel caso esemplare dei due palazzoni lungo la provinciale San Martino in Campo - Sant'Andrea D'Agliano.

Il nostro territorio si colloca in una specie di profondo sud che non ha alcun sistema di controllo istituzionale o politico dal basso e tutto sembra possibile in fatto di sviluppo urbano dopo la chiusura delle circoscrizioni che, con tutti i limiti, cercavano comunque di tenere aperto un confronto con Palazzo dei Priori.

 



Lauro Ciurnelli


Inserito lunedì 30 settembre 2019


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