16/10/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La Pala dei Decemviri torna a Perugia, e sarà un dolore che torna
La pala voluta dai Priori perugini per la loro cappella nel Palazzo non solo è un capolavoro, ma ha un alto valore civico simbolico che solo a Perugia può esprimere e che solo a Perugia nel luogo per il quale è stata disegnata può essere compiutamente compreso

È dal 1797, quando con le razzie napoleoniche la Pala dei Decemviri dalla Cappella dei Priori nel Palazzo dei Priori di Perugia finì in Francia, che la splendida cornice della Pala dei Decemviri intagliata da Giovanni Battista di Cecco è vuota.

Lo rimase anche quando la pala venne riconsegnata allo Stato della Chiesa che, invece di riconsegnarla alla città di Perugia, decise che sarebbe rimasta a Roma nei Musei vaticani. E fu un vero e proprio colpo di fortuna che ai rapaci occhi napoleonici e a quelli vaticani sfuggì la Cimasa della tavola con un meraviglioso corpo di Cristo ora alla Galleria Nazionale dell'Umbria.

Nella pala dipinta dal Perugino intorno al 1495 la Madonna – adulta, austera e protetta da un arioso loggiato brunelleschiano - è seduta con il Bambino su un alto trono quasi a simboleggiare l'autorevolezza conquistata da Perugia e la sua posizione elevata.

Ai lati del trono i santi protettori della città disposti in modo tale da creare equilibrio e armonia nel quadro e con gli affreschi del Bonfigli; perché non può essere casuale che sant’Ercolano e san Ludovico da Tolosa le cui storie sono narrate nelle pareti della Cappella nell'opera del Perugino abbiano una collocazione arretrata rispetto a san Costanzo e san Lorenzo.

Sopra i santi protettori e la Madonna la cimasa con il Cristo che espone le ferite subite, il corpo bellissimo e ambrato, il volto senza segni di sofferenza, il sangue rappreso in piccoli rivoli.

Tutto in quest'opera induce a serenità e ponderatezza. È una “Pala del Buon Governo”. In essa niente provoca distrazione, e i Priori seduti in preghiera nei loro stalli erano guidati verso uno stato d’animo sgombro da asprezze ed esasperazioni che potessero distoglierli dal loro compito al servizio della Patria perugina.

I suoi due espropri sono stati sicuramente tra le ferite più gravi, se non la più grave, che il patrimonio storico artistico di Perugia abbia subito. Perché la pala voluta dai Priori perugini per la loro cappella nel Palazzo comunale non solo è un capolavoro, ma ha un alto valore civico simbolico che solo a Perugia può esprimere e che solo a Perugia nel luogo per il quale è stata disegnata può essere compiutamente compreso.

La Pala dei Decemviri è Perugia. E a Perugia dal 10 Ottobre al 26 Gennaio potrà essere rivista nella sua Cappella, nella sua cornice, con la sua cimasa.

E quando il 27 gennaio tornerà nei Musei vaticani per tanti perugini sarà un dolore che torna, perché la Pala dei Decemviri parla di loro, della ferita che la loro città ha subito e che niente potrà riparare.

 



Vanni Capoccia

Inserito martedì 1 ottobre 2019


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Commenti

Nome: Dori verdi
Commento: Vista, nella sua casa è bellissima

Nome: Giap
Commento: Finita la mostra, rielaborato il lutto, la cornice deve rimanere esposta primo perché è bella secondo perché è giusto

Nome: Claudio Belladonna
Commento: Sarà ingiusto quando tornerà a Roma, comunque già la cornice è un pezzo da Galleria Nazionale

Nome: Andrea Misiani
Commento: ineccepibile spiegazione del significato della Pala dei Decemviri

Nome: Costanza Ciabatti
Commento: la cornice vuota è già bellissima figuriamoci con la tavola

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