10/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

Home >> Potevamo essere una regione modello, invece…

Potevamo essere una regione modello, invece…
La situazione dei rifiuti in Umbria

 

Auri, l’agenzia che dovrebbe governare la materia, è nata da quasi tre anni e ancora non ha dato dimostrazione di competenza avendosi vista annullare dal Tar la gara per la gestione rifiuti nell’Ati1. Le motivazioni dell’annullamento sono chiare: Auri aveva ammesso tutti i partecipanti alla gara mentre il Tar li ha giudicati non ammissibili.

Del preliminare di Piano d’Ambito non si hanno notizie nonostante i costi sostenuti e la palese incongruenza tra il piano e il capitolo sull’economia circolare; l’unica cosa stabilita sembra l’aumento della Tari, forse confidando sul fatto che gli umbri accettano in silenzio, ma fino a quando?

La situazione impiantistica non sembra migliore: si è dovuta ampliare la capacità di Borgo Giglione nonostante i noti problemi di stabilità e l’esperimento fallito dell’impianto di biostabilizzazione e nonostante le direttive europee indichino la strada opposta all’uso delle discariche. Il nuovo impianto di trattamento dell’organico di Casone-Foligno è sotto la lente della magistratura.

Le due città capoluogo si differenziano per costi e raccolta differenziata: Terni ha costi per i cittadini decisamente più bassi e percentuale di raccolta differenziata poco sopra il 70%, Perugia ha costi molto più alti, tra i più alti a livello nazionale e una raccolta differenziata poco sopra il 60%. Nessuno dichiara la percentuale, tra quella differenziata, di rifiuti avviata al riciclo vera cartina di tornasole della qualità di raccolta differenziata.

Perugia, che nella passata consiliatura aveva avviato il percorso dell’Osservatorio Rifiuti, con la delibera del Consiglio Comunale n. 35 del 5/4/2017 con cui si dichiara di voler aderire alla Strategia Rifiuti Zero, ancora non ha avuto segnali dal nuovo assessore sulle sue intenzioni al riguardo, benchè il regolamento reciti “all’inizio di ogni consiliatura il Sindaco, entro 60 giorni dal proprio insediamento, pubblica sull’Albo Pretorio un avviso per la costituzione dell’Osservatorio...”

Sono solo alcune delle note negative in materia, quelle positive sono ancora minime e dobbiamo cercarle nei piccoli comuni virtuosi, che però non hanno la capacità di fare da traino agli altri. Altre piccole iniziative virtuose che mandano un messaggio giusto almeno in un settore ancora poco indagato del mare magnum dei rifiuti, quello della riduzione, come il Repair Cafè non godono di supporti istituzionali.

Possiamo auspicare un dialogo tra amministrazioni con le associazioni presenti sul territorio o dobbiamo aspettarci le chiusure del passato?

 


--

http://rifiutizeroumbria.blogspot.it/

Ass.“Un’altra Gubbio”-ATESU-AzioneCivile Umbria-CSA Altotevere-Circolo culturale “Primo Maggio”-Com.Belladanza,C.Castello-Comitato Deruta 26 Settembre-Com.Inceneritorizero,Umbria-Com.Mulini di Fortebraccio-Com.NO INCENERITORI,Tr-Com.Rifiuti Zero Spoleto-CREU-Decrescitafelice PG-Ecologicpoint,Tr-Gruppo Ecologista "Il Riccio"-Ideazioni Civiche,Pg-Medici per l’Ambiente Italia,Umbria-Movimento Difesa del Cittadino,Pg-Movimento 5 Stelle Umbria-Osservatorio Borgo Giglione-WWF Umbria-Unione di scopo



Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero


Inserito sabato 23 novembre 2019


Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 4943962