29/03/2020
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Per i diritti umani, per dire grazie a Piero Terracina
Il 10 dicembre all'Università per Stranieri

I Diritti Umani sono quei diritti che non possono essere negati a nessun essere umano in qualunque parte del Mondo viva. In qualche maniera sono la trasposizione in articoli e laica di un valore evangelico “Ama il prossimo tuo come te stesso” che non vuol dire come pensano i sovranisti ama le persone a te più vicine, ma considera ognuno al mondo come vicino a te e te stesso a partire dai più bisognosi.

Se esiste una Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è perché negli anni dell'immediato dopoguerra il mondo aveva davanti agli occhi il suo prossimo: i sopravvissuti nei campi di concentramento: ebrei, zingari, omosessuali...

Uno di questi sommersi e salvati si chiamava Piero Terracina, ebreo romano unico sopravvissuto della sua famiglia ad Auschwitz che con tenacia e comunicatività non s'è mai stancato di raccontare, anche con il suo corpo mostrando il numero che aveva tatuato nel braccio quasi con orgoglio.

Piero Terracina è stato più volte a Perugia instaurando con la città - in particolare con i giovani studenti perugini che rimanevano colpiti dal modo e dal sorriso da nonno buono con il quale si rivolgeva loro - un legame d'affetto che Perugia ha contraccambiato consegnandoli prima Il "Baiocco", poi facendolo suo "Cittadino onorario".

Domani a Perugia ricorderemo alle 17.00 la Dichiarazione dei Diritti Umani nell'Aula Magna dell'Università per Stranieri. Un luogo dove s'incontrano e studiano giovani di ogni angolo del Mondo, da dove poi andremo con una fiaccolata in Piazza IV Novembre: altro luogo che ha visto, vede, e vedrà tanti giovani di ogni parte del Mondo incontrarsi. Verrà letto un messaggio di Liliana Segre e verrà ricordato il concittadino onorario Piero Terracina rivolgendo a entrambi un pensiero pieno di gratitudine e affetto

 



Vanni Capoccia

Inserito lunedì 9 dicembre 2019


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Commenti

Nome: Francesco Fiorucci
Commento: E' stato bello sentir leggere il saluto di Liliana Segre da una ragazza che era poco più grande di quanto non lo fosse la senatrice quando finì nel campo di concentramento

Nome: silvana sonno
Commento: Onore e lunga memoria per la fulgida figura di Piero Terracina. Mi permetto qui qualche osservazione su quello che riguarda "i diritti umani delle donne", che mi piacerebbe venga ripresa nella celebrazione della Carta dei diritti umani. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948 esprime ciò che è stato considerato nel nostro secolo il consenso fondamentale di tutti i popoli rispetto ai diritti umani, in relazione a questioni quali la sicurezza della persona, la schiavitù, la tortura, la protezione da parte della legge, la libertà di movimento e di parola, la libertà di religione e di assemblea, nonché i diritti alla sicurezza sociale, al lavoro, alla salute, all'educazione, alla cultura e alla cittadinanza. La Dichiarazione esprime chiaramente il concetto che tali diritti umani si applicano egualmente a tutti, che sono universali, indivisibili e inalienabili, "senza distinzione di alcun tipo quale la razza il colore della pelle, il sesso, la lingua o altro status" (Art. 2 )(v. art. 3 della nostra Costituzione) ) . A questo proposito ha scritto Charlotte Bunch (Executive Director of the Center for Women's Global Leadership): “Ovviamente i diritti umani delineati dalla Dichiarazione Universale sono intesi come applicati alle donne. Tuttavia, la tradizione, il pregiudizio, l'interesse sociale, economico e politico si sono combinati per escludere le donne dalla definizione prevalente della "generalità" dei diritti umani, ed hanno relegato le donne a significanti di un interesse "secondario" o "specifico" all'interno del quadro. Tale marginalizzazione delle donne nel mondo dei diritti umani si è originata come riflesso dell'ineguaglianza di genere nel mondo e ha un terribile impatto sulle vite delle donne. Essa ha contribuito a perpetuare, e financo a condonare, uno status subordinato femminile.” Una delle ragioni che pone le donne in uno stato periferico rispetto al meccanismo internazionale dei diritti umani è la divisione "pubblico"/"privato". Tale pervasiva divisione delle sfere della vita trae una delle sue origini dal desiderio di limitare la giurisdizione dei governi. In molti paesi, ciò ha significato che ciò che gli individui compiono nella sfera "pubblica" è soggetto a delle regole, mentre le attività che si svolgono nella sfera "privata" si ritengono estranee ad esse. Poiché la sfera "pubblica" è considerata come il focus dell'interazione fra chi agisce per conto degli stati ed i cittadini,l'abuso in tale relazione è stato visto sino ad ora come il centro dell'avvocatura relativa ai diritti umani, e è subito evidente che la nozione dominante di abuso dei diritti umani aveva implicitamente un uomo come archetipo: Il cittadino "tipico" veniva descritto come maschio. Questo perché da subito parlando dell'abuso e della discriminazione dei diritti umani (diritti civili e politici) nelle varie società l'enfasi storica viene posta nella sfera "pubblica" , con la negazione, in concomitanza, dei diritti umani delle donne. Infatti la predominanza dei diritti civili e politici all'interno dei diritti umani eclissa i modi in cui le donne spesso non godono delle condizioni sociali ed economiche che rendono possibile l'esercizio dei diritti civili e politici e la partecipazione alla vita pubblica.Ciò ha significato che nella legislazione ciò che gli individui compiono nella sfera "pubblica" è soggetto a delle regole, mentre le attività che si svolgono nella sfera "privata" si ritengono estranee ad esse. Allo stesso tempo, i governi ignorano ciò che accade alle donne nelle mani di uomini o di membri maschi della loro famiglia, come la violenza domestica o il confinamento, persino dove esistono leggi che proibiscono tali abusi. Le violazioni dei diritti delle donne compiute in nome della famiglia, della religione e della cultura sono/ state lungamente occultate dalla santità della sfera cosiddetta "privata" ed i perpetuatori di tali abusi hanno goduto/godono di un'immunità che fa sì che essi non debbano rispondere delle loro azioni. Naturalmente, lo stato di cittadinanza è in questo contesto spesso "esclusivo", viziato formalmente od informalmente da pregiudizi e privilegi socioeconomici o relativi al genere (e alla razza.)

Nome: Dori verdi
Commento: Grazie concittadino Terracina

Nome: Costanza Ciabatti
Commento: Riposa in pace e grazie per il bene che hai trasmesso

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