20/10/2020
direttore Renzo Zuccherini

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La carta dei musei va restituita alla cultura cittadina
È indispensabile che il Comune prenda l'iniziativa perché non può essere spento lo scambio sentimentale di sguardi tra le opere d'arte, i cittadini di oggi, quelli di ieri e quelli che verranno dopo di noi


Non sappiamo per quale motivo si sia sciolto il consorzio che consentiva con un abbonamento, anche familiare, la visita annuale ai principali musei di Perugia compresa la Galleria Nazionale dell'Umbria e il Museo Archeologico.

Sta di fatto che non sarà più possibile ai perugini e ai turisti (per il tempo nel quale si trovano nella nostra città devono essere considerati cittadini temporanei) di usufruire della "Perugia Card". Una vantaggiosa condizione d'accesso ai musei attiva da anni, diventata un modello imitato in molte città d'arte e che sempre più persone avevano mostrato d'apprezzare diffondendo con il passaparola i vantaggi che offriva e il piacere che dava utilizzarla.

Una decisione, tra l'altro, autolesionista perché grazie alla familiarità con le opere d'arte che la Carta favoriva era diventato fecondo lo scambio tra chi la possedeva e le opere d'arte e più disinvolto il rapporto con i musei cittadini dove stavano abituandosi a muoversi con naturalezza partecipando anche alle iniziative che organizzavano.

Un valore che senza la “Perugia Card” si perderà, che farà calare il numero degli ingressi senza far aumentare il numero di biglietti staccati perché chi dovrà rinunciare a questa possibilità penserà "ma tanto la Galleria l'ho visitata”, “al Museo diocesano ci sono stato", “al Museo archeologico ci andrò” ecc.

Ma la perdita più importante è che si perderà il rapporto sentimentale tra le opere d'arte, i musei che le espongono, gli operatori che ci lavorano e i possessori della Carta.

La Galleria Nazionale dell'Umbria ha cercato di rimediare nei limiti delle sue competenze con una sua carta. Ma quello che va ristabilita è la rete tra i vari musei e i possessori della carta.

È indispensabile, quindi, che il Comune prenda l'iniziativa coinvolgendo le altre istituzioni culturali perché, a nostro parere, non può rompersi la frequentazione tra cittadini e lavoratori dei musei che tutto vogliono tranne che vivere in un “santuario” per pochi iniziati. Soprattutto non può essere spento lo scambio sentimentale di sguardi tra le opere d'arte, i cittadini di oggi, quelli di ieri e quelli che verranno dopo di noi.


Il Consiglio d'Amministrazione



Società Generale di Mutuo Soccorso Perugia

Inserito domenica 19 gennaio 2020


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Commenti

Nome: Carlo Rossi
Commento: a chiudere la Perugia Card tanto utile ai perugini sono stati sia il Collegio della Mercanzia sia quello del Cambio. Loro custodi del nostro civismo che dovrebbero essere i primi a volerla l'hanno fatta morire

Nome: Giap
Commento: Dicono che sia stato il Collegio della Mercanzia a ritirarsi. Scelta senza senso e autolesionista ma anche far crollare tutto per il ritiro di uno non è stata una decisione azzeccata

Nome: Costanza Ciabatti
Commento: Per come la penso i musei statali gratis per tutti perché la cultura non è una merce, quelli civici gratis per i residenti per rimanere a Perugia (Collegio Cambio, Mercanzia, cassa Risparmio)

Nome: Dori verdi
Commento: Una cosa che i perugini stavano dimostrando di apprezzare cancellata. Perché? Da chi?

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