02/06/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Davanti al pericolo del corona virus tutti i detenuti dovrebbero essere uguali
Nel Decreto " Salva Italia", nella parte contro il pericolo della diffusione del coronavirus nel carcere, soprattutto in relazione al sovraffollamento, come al solito, sono stati esclusi alcuni detenuti. In questo modo non esce chi lo merita, ma solo chi è stato condannato per certi tipi di reati

Uno dei ladroni crocifissi insieme a Gesù gli disse: “Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gesù gli rispose:” In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso”. Gesù, a differenza del legislatore italiano, non gli chiese per quali reati era stato condannato.

Mi meraviglio che ancora qualche professionista dell’antimafia non abbia dato la colpa ai mafiosi della creazione e diffusione del coronavirus. Nel Decreto " Salva Italia", nella parte contro il pericolo della diffusione del coronavirus nel carcere, soprattutto in relazione al sovraffollamento, come al solito, sono stati esclusi alcuni detenuti. In questo modo non esce chi lo merita, ma solo chi è stato condannato per certi tipi di reati. Penso che davanti alla legge tutti dovrebbero essere uguali, e se questo di fatto in Italia non è possibile, almeno che lo siano davanti all’emergenza di essere contagiati dal coronavirus.  Credo che l’eventuale pericolosità sociale non dovrebbe mai essere stabilita a priori dal legislatore in base al reato, ma, piuttosto, caso per caso, dal magistrato di sorveglianza, soprattutto quando sono passati tanti anni dal reato.

Una persona che è stata condannata per corruzione o rapina non è scientificamente provato che sia meno pericolosa di una persona condannata per mafia che magari ha già scontato decine di anni di galera e che è cambiata. Tutti sanno, ma fanno finta di non sapere, che per coronavirus non si può morire solo fuori. Il carcere in Italia, oltre a non rieducarti, ti ammazza, e lo fa in silenzio, senza che nessuno sappia nulla. Anche se non siamo tutti uguali davanti alla giustizia, lo dovremmo essere davanti alla malattia, alla sofferenza e all’età avanzata. Nelle nostre “Patrie Galere” ci sono molti detenuti anziani, entrati in carcere 20, 30, 40 anni fa e che non sono più gli uomini del reato. L’illegalità si combatte con la legalità, e la giustizia si rispetta con l’equità e il perdono sociale. Io non credo nella giustizia di Stato, piuttosto io credo nella giustizia innata delle persone e spero, mi auguro, come è accaduto in alcuni Paesi esteri, che qualcuno metta seriamente mano per scarcerare almeno coloro che sono in pericolo, senza escludere nessuno per il tipo di reato. L’idea moderna di giustizia nasce per evitare che reagendo al male con il male aumenti il male complessivo. Se si vuole giustizia, e non vendetta, bisogna pensare a ciò che sosteneva Carnelutti: “Il carcere deve essere considerato come un ospedale, quando il paziente è guarito deve essere dimesso”. Aggiungo io, anche se è stato condanno per reati di mafia.



Carmelo Musumeci


Inserito martedì 14 aprile 2020


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