02/06/2020
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Difendiamo l'Isuc, Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea
Una decisione improvvida quella presa dall'attuale giunta regionale, che cade in un momento sbagliato perché solo nella cultura la nostra Regione potrà trovare lo scatto per uscire dalla terribile crisi nella quale siamo piombati


L'Umbria ha sempre avuto studiosi di valore e appassionati che si sono dedicati alla sua storia, citandone alcuni si fa sicuramente torto ad altri ma non si possono dimenticare i contributi di Grohmann, Scarpellini, Bartoli Langeli, Roncetti. Raffaele Rossi, Maria G. Nico Ottaviani, Luana Cenciaioli. Interesse verso la storia regionale cui hanno contribuito studi e convegni universitari, i Quaderni della Regione Umbria e una vivace, almeno fino a qualche anno fa, editoria locale.

Fondamentale è stata l'attività di due istituzioni culturali: la Deputazione di Storia Patria e l'Isuc (Istituto per l'Umbria contemporanea voluto da Raffaele Rossi) che sono stati luoghi di confronti e con i loro libri e bollettini hanno consentito a molti ricercatori di far conoscere i loro lavori e di fornire elementi utili agli studi di altri.

Ora proprio queste due benemerite associazioni culturali sono in difficoltà. La Deputazione di Storia Patria da tempo depotenziata è costretta ad andare avanti a ritmo lentissimo. L'Isuc (istituti simili esistono anche in altre regioni italiane) con la recente nomina di un avvocato, finora noto per la partecipazione a processi mediatici, a commissario pare proprio destinato a morire se non altro perché il suo striminzito bilancio verrà privato dei 50,000 euro necessari al commissario stesso e con l'Isuc finiranno nel nulla anche i suoi sei validi ricercatori, le loro competenze e conoscenze.

Una decisione improvvida quella presa dall'attuale giunta regionale, che cade in un momento sbagliato perché solo nella cultura la nostra Regione potrà trovare lo scatto per uscire dalla terribile crisi nella quale siamo piombati.

Si parla di fusione dell'Isuc con l'Aru (agenzia di ricerche umbra), incomprensibile per le finalità diverse dei due istituti, dannosa per entrambi a meno che non li si voglia far morire uno accanto all'altro.




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Inserito lunedì 27 aprile 2020


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