02/06/2020
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Le bandiere segnano i tempi in chiaroscuro
Tra 25 aprile e Primo maggio: il tricolore e la bandiera rossa

(nella foto, la celebrazione del 1° maggio a Perugia negli anni '50)

 

L’esposizione della bandiera italiana ogni anno nella giornata del 25 aprile ricorda la lotta partigiana e la liberazione dal nazifascismo. Doveva aprire una nuova era di sviluppo e libertà. Nella realtà per l’Italia ha significato 75 anni di pace. Ma anche di collaborazione per la nascita di altri conflitti in varie aree del pianeta.

Il tricolore invece rappresenta l’unità nazionale intorno ai valori costituzionali. Oggi i colori hanno assunto il significato del conseguimento dei principi di giustizia, uguaglianza e fratellanza. Oppure più semplicemente il bianco sta a ricordare le nevi perenni dei nostri monti, il verde dei nostri prati e il rosso come il sangue versato per la libertà.

La bandiera rossa con la falce e il martello ricamati in filo dorato ha un suo valore storico. Ricorda la operatività di una sezione locale dedicata al partito comunista italiano.  Allora si credeva ancora in certi valori e principi diffusi nei primi anni del secondo dopoguerra.

La simbologia affermava e afferma la celebrazione universale del diritto al lavoro sia esso nelle officine che nei campi di grano. Si sperava in un futuro migliore e più giusto e la festa si ripete anno dopo anno il primo maggio agli inizi della primavera. Oggi rimane strumentalmente nell’affermazione dei regimi totalitari.

L’augurio non può essere che quello di un mondo nuovo che dovrebbe aprirsi in breve secondo l’affermazione della giustizia sociale e la pacificazione generale.

  Bandiere a San Martino in Campo


 



Lauro Ciurnelli

Inserito venerdì 1 maggio 2020


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