29/09/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Sono venuti per uccidere le madri
Sconvolgente. Non abbiamo altre parole per descrivere l'attacco alla nostra maternità nell’ospedale Dasht-e-Barchi a Kabul, Afghanistan, avvenuto martedì scorso


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Un numero imprecisato di aggressori ha preso d’assalto il reparto con una serie di esplosioni e di spari. “Hanno attraversato le stanze della maternità sparando alle pazienti nei loro letti. Sistematicamente. I muri trivellati di proiettili, sangue sui pavimenti delle stanze, veicoli bruciati e vetri rotti dalle esplosioni” ha raccontato Frederic Bonnot, capo dei programmi Msf nel Paese.

Vittime di questa terribile e insensata violenza sono stati donne e bambini appena nati mentre si trovavano in uno dei momenti tra i più belli e vulnerabili nella vita. Purtroppo piangiamo la perdita di diversi pazienti, tra cui due bambini, e di almeno una collega del nostro staff, un'ostetrica afgana rimasta uccisa. Alcune delle madri sono state uccise mentre si trovavano in sala parto con i figli non ancora nati.

Il nostro prsonale medico sta facendo ogni sforzo possibile per seguire i bambini appena nati, garantire assistenza ai nostri pazienti e ai feriti, fornire supporto psicologico al personale colpito e alle persone in lutto.

Le attività mediche nella maternità di Dasht-e-Barchi, che solo quest’anno aveva visto venire alla luce oltre 5.400 neonati, sono state temporaneamente sospese. Donne e bambini sono stati privati di cure mediche essenziali in un contesto dove l’accesso alla salute è già limitato e l’epidemia di coronavirus peggiora la situazione.

Siamo devastati. “Quest’area ha subito attacchi in passato, ma nessuno credeva che avrebbero attaccato una maternità. Sono venuti per uccidere le madri”.

Per ora, ancora con tanta incertezza, il nostro personale medico sta facendo ogni sforzo possibile per seguire i bambini appena nati nella maternità, garantire la migliore assistenza possibile ai nostri pazienti e ai feriti, fornire supporto psicologico al personale colpito e alle persone in lutto.

Durante l’attacco una donna ha dato alla luce il suo bambino ed entrambi stanno bene. Il nostro personale, composto da ostetriche, medici, infermieri, addetti alle pulizie, cuochi, guardiani e personale amministrativo, fornisce servizi fondamentali alle donne che hanno bisogno di cure materne, in particolare nei casi di gravidanze complicate.

Le attività mediche nella maternità di Dasht-e-Barchi sono state temporaneamente sospese. I pazienti sono stati evacuati negli ospedali vicini e il personale è stato portato in salvo.

Oggi più che mai, siamo solidali con la popolazione afgana.



Medici senza frontiere


Inserito domenica 17 maggio 2020


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