30/10/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Non è solo questione di pelle
Domenica 7 giugno a partire dalle ora 16 a piazza 4 novembre a Perugia, iniziativa di Le vite dei neri contano (Black Lives Matter)

(nella foto, la manifestazione di Washington del 6 giugno)


Sono giorni molto particolari, quelli che stiamo vivendo oggi: in Italia dopo la grande paura collettiva ed la clausura  si prova, a riprendere con la vita “normale”. Una normalità che non convince nessuno e con lo sfondo di un scenario internazionale in continuo mutamento, dove irrompono con forza le proteste negli Stati uniti a seguito dell’ennesimo assassinio per mano poliziesca di un afroamericano.

La morte di George Floyd, avvenuta durante un arresto nella città di Minneapolis, è solo l’ultima di una lunga e triste storia che comincia con le deportazioni degli africani verso il continente americano. Sappiamo benissimo che la segregazione razziale non è finita con l’abolizione della schiavitù: i grandi proprietari erano sempre lì, pronti ad infilarsi cappucci bianchi o neri e ad appendere per il collo i loro ex schiavi alla luce di croci fiammeggianti.

Alla segregazione si accoppia il classismo di una società basata sulla competizione. Gli Stati Uniti hanno costruito la propria fortuna a scapito degli “altri” meno dotati militarmente ed economicamente; se poi la pelle è anche di un altro colore meglio ancora, il destino manifesto dell’uomo bianco è di dominare indiani, neri e latinos.

Con la crisi sociale causata dall’epidemia, però, queste contraddizioni secolari degli States vengono a galla e si esplicitano in un movimento variegato e complesso, dopo secoli di oppressione.

Ma siamo sicuri che in Italia, in Europa, siamo lontani da cosa succede negli Stati Uniti? Non è forse l'Italia, lo stesso Paese di Stefano Cucchi o Federico Aldrovandi? O di Giuseppe Uva? O di Davide Bifolco? Di Aldo Bianzino? E prima dei giovani martiri di Reggio Emilia, dei braccanti pugliesi uccisi dal piombo statale negli anni a metà del secolo scorso, di Giuseppe Pinelli, dei disoccupati ternani mitragliati? Degli uccisi dalla polizia e dai carabinieri negli anni '70, delle vittime dello stragismo fascista di quegli anni… di Fausto Tinelli e Lorenzo "Iaio" Iannucci, uccisi sempre in quegli anni per aver scoperto che a Milano lo spaccio dell'eroina era monopolio di gruppi neo fascisti?

In Italia Forze armate e di polizia hanno una storia che parla soprattutto di colonialismo interno: la divisa in Italia significa soprattutto stipendio, e viene sempre utilizzata contro il disagio sociale.

Abbiamo imparato a nostre spese ad aver “paura” di polizia e carabinieri: capelli troppo lunghi, jeans troppo strappati, tatuaggi troppo in vista e nella testa di chi ti controlla sei automaticamente uno spacciatore o un tossico o un “gruppettaro”, tanto so' tutti uguali,,, .

Tra i quindici e i venti anni venire perquisita/o è sempre stata la normalità, così come lo è per migliaia di giovani in tutta Italia=

“Giovanotto Giovanotto... Documenti!”

Ma in Francia, In Spagna In G.Bretagna c'è malcontento e repressione? Sino ad ora i così detti disordini avvengono, sopratutto in Francia e G.Bretagna in quartieri di immigrati da paesi ex colonie franco-britanniche e vengono denominati “scontri di origine razziale”... ma la disoccupazione, il provenire da ex colonie non ci azzecca?

In Francia il disagio di essere francesissimi ma vivere emarginati nelle periferie con lavori precari o di basso reddito e in ogni caso non adeguati al caro vita ha dato origine al movimento dei “gilè' gialli” ora in quarantena di nome e di fatto, in Italia in questi ultimi anni sono le lotte dei lavoratori della logistica, portati avanti da stranieri ultra ricattabili e in minore misura da giovani italiani ultra precari, a vedere in azione tutti i corpi armati dello stato, anche del ministero della difesa, nel reprimere le lotte sindacali, facendo largo uso di quei decreti sicurezza firmati dall'ex ministro Salvini ma largamente utilizzati da codesto governo Conti bis nel reprimere ogni contestazione.

In Spagna si è visto lo scorso anno una violentissima repressione del movimento indipendentista catalano

In Israele la repressione contro i palestinesi avviene in modo molto , molto, molto ma molto più violento che negli Usa nei confronti dei neri, dei poveri,,,e li, senza stato sociale, i poveri sono veramente poveri...

In Cina, ad Hong Kong???

Questioni generazionali? Questioni razziali? Questioni religiose? Sembra prevalere in alcuni casi ora l'uno ora l'altro aspetto, ma noi siamo sicuri che la diseguaglianza, la disoccupazione, la concentrazione delle ricchezze in poche mani, il divario tra poveri e ricchi hanno una unica causa: l'attuale sistema politico ed economico e le sue contraddizioni, vera e propria filosofia della miseria e dell'oppressione.

Per questo aderiamo alla iniziativa di Le vite dei neri contano (Black Lives Matter) Perugia in programma Domenica 7 giugno a partire dalle ora 16 a piazza 4 novembre a Perugia, sempre che 'sti giovani ce vogliano,,, .

 



Circolo anarchico Sana Utopia

Inserito domenica 7 giugno 2020


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