11/07/2020
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Frigolandia, l'anomalia da salvaguardare
L'Umbria e il piccolo comune di Giano dell'Umbria hanno la fortuna di custodire un centro culturale la cui importanza è arrivata fino a una delle più importanti università del Mondo

Ho conosciuto Vincenzo Sparagna intorno al 1968, venne mandato (chissà perché) a Perugia come commissario di Avanguardia Operaia, lui a malapena ricorderà di averlo fatto. Sarà venuto a “dettare la linea”, è per quest'immagine seriosa da dirigente che rimasi sorpreso quando venni a sapere che faceva parte del "Male" prima e di "Frigidaire" poi con il grande Andrea Pazienza.

E quel mondo Sparagna ha continuato a frequentare sforzandosi di mantenerne lo spirito, seguitandone tenacemente l'attività, raccogliendo una mole impressionante di testimonianze.

Approdando nella piccola Umbria, nel piccolissimo comune di Giano dell'Umbria dove ha creato FRIGOLANDIA: centro produttore di dinamiche culturali e sociali, contenitore di beni immateriali e materiali con un formidabile archivio di pubblicazioni, stampe, disegni acquistato dalla Yale University.

Insomma la piccola Umbria e il piccolo comune di Giano dell'Umbria hanno la fortuna di custodire un luogo, per il quale sono stati mantenuti tutti gli impegni presi per averlo che, anche se non lo sembra, è un centro culturale la cui importanza è arrivata fino a una delle più importanti università del Mondo.

E che ti fa il sindaco leghista di Giano? Invece di carpire la fortuna di avere un bene culturale particolare, un'eccellenza di nicchia come dicono gli imprenditori, di cui far buon uso rendendolo l'attrattiva di un comune finora noto solo ai cultori dell'olio d'oliva, gli manda lo sfratto. Si sarà detto “prima i gianesi, che ci facciamo con quel tizio coi capelli lunghi e i baffoni bianchi e con le strane persone che frequenta e lo vanno a trovare”.

Vincenzo Sparagna con la sua faccia da cartone animato è un'anomalia. Nel piattume culturale italiano ha creato un'anomia culturale in un luogo anomalo per essa.

Un bene culturale in continuo divenire pronto, come ha scritto Alberto Brizioli di Emergenze ed Edicola 518, “ad accogliere gli stimoli e i suggerimenti di tutti quelli che hanno qualcosa da dire, che scrivano, disegnino, fotografino, filmino o semplicemente pensino, cosa ancora troppo rara in un universo dominato da un’ossessione cinetica senza senso”.

Sarebbe il caso che assessorato alla cultura della Regione Umbria e il Consiglio regionale si occupino di quanto sta avvenendo nella piccolissima Giano. Che lo facciano anche la politica e la cultura regionale e nazionale, perché la chiusura di Frigidaire, la perdita di tutto quello che rappresenta e contiene non è un problema di Vincenzo Sparagna o di Giano dell'Umbria: è un problema che ci riguarda, tutti.

Qui la petizione a favore di Frigolandia: https://www.change.org/p/al-presidente-della-repubblica-ser

(Foto di Alberto Brizioli da Artribune)




Vanni Capoccia

Inserito domenica 21 giugno 2020


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Commenti

Nome: Dori Verde
Commento: Ma a Giano cosa pensano di fare di meglio in quel posto, che interessi pensano di suscitare negli altri

Nome: costanza Ciabatti
Commento: Firmato

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