11/07/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Per chiudere il ciclo bisogna pensare circolare!
Una vera svolta può venire solo se la Regione riparte dall’interesse pubblico, in maniera trasparente e partecipata e se la gestione rifiuti viene riportata nei giusti binari dell’Economia Circolare, che è l’economia del risparmio per i cittadini e l’economia che salverà il nostro Pianeta

L’Osservatorio Borgogiglione da un decennio segue da un punto di vista “privilegiato” (!) le vicende della gestione regionale dei rifiuti e le diatribe tra amministratori , a livello sia comunale che regionale.

È stato ammesso come “parte civile” al processo “Spazzatura d’oro connection” in corso presso il Tribunale di Perugia.

Per questo non ci ha sorpreso l’ennesimo allarme lanciato nei giorni scorsi dall'Auri (Autorità regionale per i rifiuti) sulla situazione “pre-emergenziale” delle discariche regionali nè l’uso strumentale delle cifre e dei fatti. Il dibattito politico e sui media si è subito riacceso sulla “chiusura del ciclo” e sulla controversia “incenerimento SI o NO?”.

Le nostre osservazioni, sintetizzate nel volantino http://osservatorioborgogiglione.it/a-mia-insaputa/, in linea con le proposte per un nuovo Piano d’ambito dei rifiuti, elaborate e inviate insieme da 20 associazioni e comitati “storici” dell’Umbria alla nuova Giunta Regionale, cercano le ragioni più profonde delle ricorrenti emergenze e trovano riscontri nella stessa Delibera dell’Auri – vedi ad es. la tabella con le stime sulle Quantità annuali di rifiuti a smaltimento dal 2021 al 2025 e sulle quantità di scarti previsti [non tiene conto degli effetti ancora indefiniti derivanti dall’emergenza Covid-19]. Molti hanno cercato in questi anni di contrapporre territorio a territorio, le lotte sacrosante contro le discariche e le lotte altrettanto fondate contro gli inceneritori, o “termovalorizzatori” con terminologia “avanzata”, e i famigerati cementifici. L’Umbria si è paralizzata mentre le aziende dei rifiuti hanno continuato a sviluppare i loro interessi, cercando di condizionarne le direzioni di marcia verso il business privato. E qualche accademico esperto di parte lo si trova sempre per aprire scenari fantastici e “fumosi”: prima con il Css (Combustibile solido secondario), ora con il Css-combustibile.

Una vera svolta può venire solo se la Regione riparte dall’interesse pubblico, in maniera trasparente e partecipata e se la gestione rifiuti viene riportata nei giusti binari dell’Economia Circolare, che è l’economia del risparmio per i cittadini e l’economia che salverà il nostro Pianeta. Per chiudere il ciclo bisogna pensare “circolare”!

Se la Presidente Tesei intende portare avanti come da Programma un Piano regionale “in grado di attuare anche in Umbria una gestione dei rifiuti moderna, efficiente e virtuosa”, lo vedremo presto.


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Inserito martedì 23 giugno 2020


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