27/10/2020
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Nodo di Perugia: cambiano i musicisti ma la musica è sempre la stessa
La curiosità della storia è che un tempo i promotori di tale follia fossero i dirigenti del centrosinistra. Mentre adesso la nuova maggioranza si sarebbe riservata tale onore


Partiamo dalla constatazione che Perugia nella graduatoria delle province risulta fra le città con la più alta percentuale nel rapporto fra abitanti e traffico privato. Questo provoca ingorghi (NODI) e inquinamento atmosferico. Così come avviene particolarmente nel tratto stradale dell’innesco della E45 con il raccordo autostradale Perugia-Bettolle, nei pressi di Ponte San Giovanni.

Per questo circa venti anni fa si pensò di ridurre il fenomeno aprendo una tangenziale Collestrada-Corciano. Un progetto devastante di circa ventidue chilometri che attenuasse il problema con la prospettiva di tenere aperti i rubinetti dei finanziamenti pubblici per la ricostruzione post terremoto del 1997.

Il progetto prevedeva la realizzazione di due gallerie naturali, tre gallerie artificiali, la costruzione del viadotto “Caina”, nove sottovia e due ponti. Con l’idea di allacciarci al progetto di trasformazione della E45 in autostrada, il corridoio di viabilità autostradale Civitavecchia-Orte-Mestre.

Ovviamente subito insorsero interessi finanziari di livello nazionale e internazionale. Si preparò un progect-fjnancing che annullasse i vincoli dei piani regolatori generali. Partirono le prime lettere di esproprio ecc.

Si sviluppò la protesta popolare attraverso la costituzione dei comitati con il patrocinio delle associazioni ambientaliste. L’intera questione in sintesi fu definita “NODO di Perugia”.

Poi tutto si fermò e anche il flusso dei finanziamenti si interruppe. Il progetto dimostrò le sue difficoltà anche perché sembra che ci si accorse che il traffico privato non si risolve aprendo nuove strade che vengono subito assorbite da nuovo traffico. Mentre il problema della mobilità va affrontato dalle origini sconsigliando l’uso del mezzo privato e rendendo più funzionale e competitivo quello pubblico, soprattutto su rotaia.

Adesso sembra che l’argomento venga ripreso con forza anche in chiave ridotta e ci si inventi una specie di mini-nodo. Così potrebbe essere realizzata una tangenziale più piccola che colleghi lo svincolo di Collestrada con quello di Madonna del Piano, ricorrendo anche alla realizzazione di una galleria di 1400 metri. Anche i tempi sarebbero propizi perché tale progetto potrebbe incontrare l’enorme flusso di finanziamenti pubblici per il superamento della crisi economica causata dalla pandemia.

La curiosità della storia appunto è che un tempo i promotori di tale follia fossero i dirigenti regionali del centrosinistra. Mentre adesso la nuova maggioranza si sarebbe riservata tale onore. Così oggi apprendiamo che a livello di Giunta regionale c’è chi si fa paladino di un intervento che presupporrà un impegno solenne pubblico di “fare di tutto per vedere l’opera conclusa entro la fine della legislatura. E se non fosse possibile sarà comunque in fase di realizzazione avanzata”. Un impegno che si commenta da solo anche perché qualsiasi giudizio potrebbe essere offensivo.



Lauro Ciurnelli


Inserito lunedì 13 luglio 2020


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