05/08/2020
direttore Renzo Zuccherini

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A San Martino in Campo inizia la mobilitazione sulla ristrutturazione del Cva
Il centro socio culturale “il Gabbiano“ avvia un percorso di mobilitazione e di protesta sul ritardo dei lavori

Martedì 28 luglio alle ore 21.00 si è riunito il Consiglio Direttivo del centro socio culturale “il Gabbiano“, gestore del Cva di San Martino in Campo. Alla presenza della grande maggioranza dei consiglieri e la presidenza di Maria Grazia Ricci, l’ordine del giorno prevedeva un solo argomento: lo stato dei lavori di ristrutturazione del Cva dopo la sospensione di alcuni mesi per la diffusione dell’epidemia, ma ancora fermi.

E’, questo, un argomento che sta a cuore all’intera collettività perché potrebbe decidere la prosecuzione di un’esperienza di vita sociale lunga molti anni. Tanto che la struttura ha ormai assunto un valore particolare di proprietà pubblica unica nel territorio.

Nel dibattito si sono sviluppati sostanzialmente due argomenti: uno quello della forte protesta del consiglio per i ritardi nella ripresa dei lavori anche perché ormai è appurato che non coincideranno con l’inizio dell’anno scolastico come poteva essere opportunamente previsto. Negli interventi che si sono succeduti è emerso il tema delle ditte spesso provenienti da fuori regione. Secondo quanto prevede la legge i lavori pubblici vengono assegnati attraverso bandi nazionali dove spesso si gioca al massimo ribasso attraverso i subappalti, non riuscendo per questo a garantire volutamente le scadenze.

Il secondo argomento è stato proposto da una rappresentanza delle società sportive notoriamente fruenti del servizio offerto dal salone centrale utilizzato come palestra. Per le quali i lavori di ristrutturazione non garantiscono più la continuazione delle loro attività, che hanno ormai raggiunto un’importante incarico di formazione fisica e culturale per i giovani. Tanto che è stato addebitato agli enti preposti dal governo del territorio l’impossibilità per la continuazione delle attività. Mentre per legge le istituzioni, Regione e Comune, sono tenute a garantire gli spazi necessari.

Alla fine della riunione la decisione presa all’unanimità è stata quella di avviare un percorso di mobilitazione e di protesta ad iniziare dall’avanzare una richiesta di incontro con il sindaco da parte di una delegazione subito designata.



Lauro Ciurnelli

Inserito sabato 1 agosto 2020


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