03/12/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Il Comune di Foligno rifiuta la lapide agli antifascisti delle Casermette
L'importanza del campo di concentramento di Colfiorito come centro di irradiazione della Resistenza locale

Il Direttivo di Jugocoord Onlus stigmatizza duramente le motivazioni addotte dal Comune di Foligno per bloccare l'istanza per la apposizione della lapide agli antifascisti reclusi nelle Casermette di Colfiorito.

Nel comunicato sull'argomento, reso pubblico in questi giorni, si fa appello alla sinistra antifascista folignate e umbra perché si assuma le proprie responsabilità, esplicitando la centralità dell'ex campo di concentramento delle Casermette per la memoria dell'antifascismo e prodigandosi per la realizzazione in loco di una lapide e/o altra struttura permanente.

Il campo di concentramento di Colfiorito è stato oggetto di ricerche storiografiche significative solo negli ultimi vent'anni, ma la sua importanza come centro di irradiazione della Resistenza locale, in particolare per quanto attiene al contributo prestato dagli antifascisti jugoslavi lì rinchiusi, era già nota: ad esempio, esso è menzionato nel documentario "La pavoncella becca sul prato. Antifascismo e Resistenza in Umbria dal 25 luglio alla Liberazione" di RAI/TRG Umbria, risalente al 1995. Raccomandiamo la visione di tale documentario, solo recentemente reso disponibile in rete, anche perché si tratta probabilmente dell'unica produzione RAI in cui sia esplicitamente, e correttamente, menzionato il ruolo dei combattenti jugoslavi nella nostra Resistenza (si veda soprattutto da 36'48'' a 39'50'').

Tuttavia, fino all'uscita del nostro opuscolo "La lotta antifascista dei prigionieri di Colfiorito" nessuna fonte italiana aveva mai dato il necessario risalto ad alcuni fatti importanti:

l'esistenza di una Risoluzione del Comitato del Fronte di Liberazione che fu formato dai prigionieri (inizio settembre 1943), in cui si ripercorrono per sommi capi le vicende degli internati jugoslavi, all’interno della più generale lotta in corso per la liberazione del loro paese.

Per la prima volta, inoltre, nell'opuscolo è stato pubblicato un registro dettagliato degli ex internati fuggiti dalle Casermette che hanno reso la loro vita per la Liberazione d’Italia, dal quale risultano, tra i montenegrini di Colfiorito, almeno 30 caduti nella Resistenza, più 11 tra assiderati, dispersi, morti di stenti o in circostanze non chiare dopo la fuga.

L'elenco non comprende veri e propri eroi come Milan Tomovic, ex internato di Colfiorito poi combattente nella zona di Spello, che morirà per la tisi contratta nella prigionia.

Fonte della foto: http://anpiperugia.noblogs.org/post/2010/11/27/milan-tomovic/
La sua figura di partigiano è oggetto della narrazione fatta in due video – VIDEO I e VIDEO II – curati dalla Sezione Anpi di Perugia che ne porta il nome. Il testo è ricavato dalla toccante testimonianza di Enzo Rossi (da: Antifascismo e Resistenza nella Provincia di Perugia, su "Cittadino e Provincia", Gruppo III, Anno V Giugno 1975, Amministrazione Provinciale di Perugia, 1975).  Anche di questi video raccomandiamo la visione, perché sia chiaro che il rifiuto di onorare il sacrificio di questi antifascisti è uno scandalo ancor più grave nel momento in cui viene da parte istituzionale.




A.N.P.I. Perugia Comitato Provinciale

Inserito domenica 23 agosto 2020


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