25/09/2020
direttore Renzo Zuccherini

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In Regione una mozione omofoba della lega
Purtroppo, la lega quando non ha argomenti costruisce mostri al solo scopo di alimentare le paure irrazionali dei cittadini

Nonostante l'emergenza sanitaria in corso e i tanti fronti sui quali l'amministrazione regionale dovrebbe essere impegnata, la Lega decide di occupare il prezioso tempo dell’Assemblea legislativa umbra per discutere una mozione il cui testo, oltre che a contenere palesi falsità, è un becero manifesto di omofobia.

Nel testo della mozione, che sarà in discussione in aula martedì 8 settembre, i consiglieri della Lega Pastorelli, Fioroni e Carissimi chiedono che la Regione Umbria si schieri contro il progetto di legge Zan attualmente in discussione alla Camera dei deputati. Un progetto di legge importantissimo che si occupa di prevenzione e contrasto dei crimini d'odio verso le persone omosessuali e transessuali, più volte sollecitato dal Parlamento e dalla Commissione europea e già presente nella maggior parte degli ordinamenti degli altri paesi dell’unione.

«Il solo fatto di opporsi ad una legge che si occupa di prevenzione e contrasto all'odio e alla violenza dovrebbe far saltare tutti e tutte dalla sedia – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos Lgbti, storica associazione umbra che si occupa dei diritti delle persone Lgbti (lesbiche, omosessuali, bisessuali, trans* e intersesso)  – in Italia ci sono ormai numerose ricerche di tutti i più grandi atenei che ci dicono che omofobia e transfobia sono le cause più frequenti di discriminazione: dalla scuola al lavoro, dallo sport alla vita sociale. Negarlo significa essere palesemente in malafede e opporsi al tentativo di arginare questo fenomeno significa porsi dalla parte di chi discrimina, significa concedere copertura politica e giustificazione a omofobia e transfobia.»

«La narrazione che la Lega continua a propinarci di una legge liberticida – continua Bucaioni – è semplicemente falsa e creata a tavolino per spaventare il paese. Basta leggere il testo per capire che non c'è traccia di alcuna limitazione alla libertà di opinione o di pensiero, ma solo la prevenzione e il contrasto di crimini e violenza. Purtroppo, la Lega ci ha ormai abituato che quando non ha argomenti nel merito costruisce mostri al solo scopo di alimentare le paure irrazionali dei cittadini. Un po’ come è già successo per la fantomatica “ideologia gender”, chiodo fisso di pochi estremisti ed esaltati in questo paese.»

Nel testo della mozione viene riportato anche il caso della condanna dell'Avvocato Pillon, subita dopo aver ripetutamente diffamato Omphalos e le attività dei propri attivisti in diverse occasioni pubbliche. Nonostante la condanna inflitta dal Tribunale di Perugia, la Lega vorrebbe far passare questo, e altri casi simili, come “limitazioni della libertà di opinione”, quando invece si tratta solo di gravi atti diffamatori.

«Pillon, Gandolfini, De Mari sono persone che hanno fatto dell'odio verso le persone omosessuali e transessuali la loro battaglia politica – conclude il presidente di Omphalos – non a caso non parlano d'altro, sono ossessionate. Che le loro falsità vengano condannate in tribunale è il minimo che possa succedere in un paese civile. Evidentemente i consiglieri della lega in Umbria non hanno niente di meglio da fare che ricevere i diktat di questi personaggi e tentare di riabilitarli con mozioni palesemente false e fuori dal tempo.»

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Omphalos Lgbti

Inserito venerdì 4 settembre 2020


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