03/12/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Solidarietà alle donne e agli uomini del Movimento No Tap sotto processo a Lecce
Denunce, fogli di Via, forti sanzioni pecuniarie a chi si ribella, hanno lo scopo di colpire persone scomode; e nello stesso tempo di dissuadere persone e popolazioni dallo schierarsi a difesa di diritti e di territori minacciati

Anche in Italia l'opposizione finisce sotto processo, non solo in Biellorussia, Cina, Russia, Stati Uniti, Siria  Israele, Cile, Brasile, Arabia Saudita, Egitto, Turchia, Ucraina,Bulgaria...

Il processo contro attivisti No Tap è stato venerdì 11 settembre 2020 alle 10:30, presso il Tribunale Penale di Lecce, Viale Michele De Pietro. Si tratta di un vero e proprio maxi-processo contro 92 attivisti, colpevoli di aver lottato per difendere un territorio e un ideale. Quasi cento imputati riuniti in un'aula blindata di massima sicurezza, come uno di quei processi che fanno la storia Italiana. Tutto il Salento é sotto processo. Tutta la popolazione salentina, unita, continua a dire NO a chi vuole imporle un'opera inutile e dannosa per il suo territorio, come per il resto dell'Italia.

Nel corso dello stesso giorno sono andati a processo anche i vertici di Tap (Gasdotto Trans-Adriatico, conosciuto con l'acronimo inglese di Tap, Trans-Adriatic Pipeline), insieme alle ditte esecutrici dei lavori, per reati ben più gravi, come “cantieri aperti senza autorizzazioni”, “inquinamento di falde acquifere”, “abusi edilizi”, “distruzione di siti protetti”, ecc. In questi ultimi giorni alle denunce si aggiungono i Fogli di Via, che sono misure amministrative escludenti di fatto qualsiasi diritto alla difesa; utilizzati, in abbondanza da un po' di tempo a questa parte dalle Questure d'Italia. Denunce, Fogli di Via, forti sanzioni pecuniarie a chi si ribella, hanno lo scopo di colpire persone ritenute scomode rispetto ai disegni del potere; nello stesso tempo hanno quello di dissuadere persone e popolazioni dallo schierarsi a difesa di sacrosanti diritti e di territori minacciati da devastazioni e devastatori.

La realtà dei fatti è questa: Il Tap sarà allacciato al gasdotto “Rete Adriatica Snam”, altra opera inutile e dannosa. Insieme formeranno un gigantesco, mostruoso gasdotto, che parte dal Mar Caspio per approdare in Puglia e risalire poi l'Appennino fino a Minerbio in Emilia Romagna. Il risultato sarà la distruzione massiccia di terre, insostituibili per bellezza e nello stesso tempo immensa fonte di vita. Un danno incommensurabile e perenne per conferire al nostro Paese il ruolo strategico di hub del gas per l’Europa continentale, senza che sia previsto peraltro alcun tipo di allaccio alle utenze nazionali.

Forte è la resistenza delle popolazioni salentine a questa opera inutile, nociva oltre che imposta. D'altra parte l'allaccio della Tap al metanodotto Snam è un’opera di importanza capitale per le Istituzioni statali, oltre che per multinazionali e banche, nel quadro dei rapporti internazionali in corso. Non a caso i presidenti degli Stati Uniti, negli ultimi tempi, si sono tutti espressi a sostegno della costruzione dell'opera in questione, ritenuta di importanza strategica. Lo Stato italiano di fronte a queste prese di posizione è pronto a schierarsi per realizzare e proteggere l’ennesima Grande Opera inutile e dannosa; imposta innanzitutto dagli Stati UNiti. In questo quadro fosco assume ruolo di protagonista assoluta la Snam, multinazionale ormai solo al 19% italiana, per il rimanente di società cinesi, americane e francesi, e presente anche in Tap. I governi italiani in carica negli ultimi anni si sono dati da fare per disinnescare la lotta degli oppositori ai devastanti piani con l'uso della repressione.

Essa si attua in vari modi, da quello diretto e violento a suon di cariche e manganelli, alla militarizzazione del territorio, o, in modo alquanto sbrigativo, attraverso l'uso di denunce, fogli di via, consistenti sanzioni amministrative; così come avviene per la Tav in Val di Susa e per altre analoghe situazioni sul suolo italiano. Il monito è chiaro: lo Stato italiano vuole che il nuovo tracciato della Tap e della Snam si faccia. Nessuno deve intralciare nella pratica e con le pratiche dirette, questa devastazione. Nessuno deve cercare di contestare l’opera dei devastatori o delle forze dell’ordine messe a loro difesa; pena la repressione.

Precisiamo che questo comunicato non serve per piangerci addosso a causa delle misure repressive in atto; nelle nostre intenzioni serve piuttosto per chiarire meglio possibile quali sono le le forze in campo e quali metodi vengono da queste usati. Mira a estendere e intensificare il movimento di sostegno e solidarietà verso persone colpevoli di aver difeso in modo pacifico, insieme a tante altre persone coinvolte, l'integrità di un territorio e la vita di vi abita.

La repressione ha molte facce, a cominciare dall'isolamento in cui si vuole relegare chi viene preso di mira come vittima predestinata; altra faccia è costituita dall'utilizzo dei fogli di via, particolarmente adatti quale misura repressiva, per la facilità di utilizzo anche diffuso; altro modo della repressione ancora più violenta odiosa, è costituito dai processi con cui si vuole dissanguare anche chi è tecnicamente innocente, attraverso le spese processuali a carico degli imputati anche in caso di assoluzione.

Ha fatto evidentemente male i suoi conti chi pensa che con siffatte azioni sia possibile dividere e così dissolvere il fronte della lotta. Queste misure al contrario, mostrando ancora meglio la vera faccia del nemico comune, invece di favorire l'isolamento, suscitano, non solo fra i diretti oppositori, consapevolezza e solidarietà; fattori decisivi per fermare queste ed altre devastazioni in progetto ed in atto.

Da ciascuno secondo propri modi e capacità; tutti uniti nella solidarietà e nella lotta.

Coordinamento No Snam
Comitato contro le devastazioni territoriali in Umbria e non solo.
Circolo Anarchico Umbro Sana Utopia
Alternativa Libertaria
Federazione Anarchica Livornese




Inserito martedì 15 settembre 2020


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