28/11/2020
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Chi ricorda le donne curde
La Turchia del dittatore Erdogan ha invaso buona parte del Rojava esercitandovi violenze e repressione, non sopportando che si stesse formando una democrazia che nessun dittatore può sopportare


Ricordate le donne curde del Rojava (in questo modo i curdo-siriani chiamano il loro territorio) che hanno combattuto contro l'Isis, liberato la città martire di Kobane e poi Raqqa? La giovanissima Ayse Deniz, la “Cappuccio rosso” disegnata da Zero Calcare nel suo “Kobane calling”, condannata all’ergastolo da Erdogan per le proteste legate a Gezi Park morta combattendo? Le donne liberate dai curdi finalmente libere di gettare via la gualdrappa nera impostagli dagli integralisti dell'Isis? Orso (Tekoser per i suoi compagni curdi), il fiorentino Lorenzo Orsetti morto combattendo da partigiano a fianco dei curdi?

Ed Hevrin Khalaf ingegnera co-segretaria (tra i curdi del Rojava è così che si fa: ai vertici una donna e un uomo) del Partito futuro siriano che persegue la convivenza di curdi, cristiani siriani e curdi trucidata da una milizia alleata del dittatore turco Erdogan. Hevrin la divisa non l'indossava, conosceva l'inglese, si vestiva, si truccava, parlava come fanno le donne europee impegnate in politica. Basta guardare le sue foto, i suoi video, il suo sorriso, ascoltare come parlava per capire. Era troppo libera per Erdogan e i suoi amici miliziani islamici; vittima di un'imboscata è stata trascinata per i capelli, lapidata e, probabilmente, violentata. Hanno fatto scempio del suo corpo e della sua immagine per mostrare alle donne curde la fine che avrebbero fatto reclamando libertà, perché oltre alle sua parole anche il suo modo d’essere raccontava al mondo quello che il Rojava sarebbe diventato e ciò che la Turchia di Erdogan è.

Un paese, la Turchia del dittatore Erdogan, che dopo la regione curdo-siriana di Afrin ha invaso buona parte del Rojava esercitandovi violenze, repressione e pulizia etnica non sopportando che ai suoi confini si stesse formando  una democrazia che emancipa la donna andando verso un modo d’essere e valori che non solo Erdogan ma tutti i dittatori di quella parte del mondo non possono sopportare.

Valori, quelli dei curdi del Rojava, che l'Occidente avendoli inventati dovrebbe sentire suoi, invece dopo aver usato le donne e gli uomini curdi contro l’Isis li ha scaricati senza vergogna fingendo di non sapere quello che succede loro. Gioiva nel vedere le foto delle donne curde combattenti e adesso, piuttosto che difenderle, assiste indifferente all'invasione turca del loro territorio, alle violenze che subiscono, alla loro uccisione. Ora, in Occidente nessuno ricorda che donne curde sono morte e continuano a morire anche per noi.

(Pensando a Dino Frisullo)



Vanni Capoccia

Inserito lunedì 19 ottobre 2020


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Commenti

Nome: Claudio Belladonna
Commento: le donne curde e tutti i curdi del Rojava usati e abbandonati

Nome: Dori Verde
Commento: Sole, lasciate sole dai sedicenti "paesi liberi"

Nome: Costanza
Commento: Chi ricorda le donne curde? Anche noi donne ce le siamo dimenticate

Nome: Alkessandro Felici
Commento: Bravi a ricordarle

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