29/09/2021
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Aborto farmacologico. Una conquista da difendere
Ogni donna ha diritto di scegliere se abortire o meno, di decidere del proprio corpo e della propria vita e lo Stato ha il dovere di garantire alle donne il diritto di autodeterminarsi

Da oggi al via anche in Umbria la nuova campagna dell’Uaar “Aborto Farmacologico: una conquista da difendere”, a favore dell'autodeterminazione delle donne, della scienza e della salute.
«Ho scelto di interrompere volontariamente una gravidanza con la terapia farmacologica. L’ho potuto fare in tutta sicurezza. La Ru486 evita il ricovero ospedaliero e l’intervento chirurgico: una scoperta scientifica meravigliosa per la salute delle donne». Sono queste le parole di Alice Merlo, testimone della campagna Uaar, che campeggiano sul manifesto che a partire dal 23 febbraio circolerà su un camion vela per le vie di Perugia, Terni e Foligno (in quest’ultima città dal 1° marzo) per sensibilizzare l’opinione pubblica in materia di aborto farmacologico.
«L'Uaar si batte con convinzione per “l’eliminazione di ogni ostacolo per l’utilizzo della pillola Ru486”», spiegano le strutture territoriali dell’Uaar, il Coordinamento Regionale ed i Circoli di Perugia e Terni. «Di conseguenza ha accolto con favore le nuove linee guida del Ministero della salute che finalmente uniformano l’Italia alla maggior parte dei paesi occidentali per quanto riguarda l'accesso alla pillola Ru486. Dal 12 agosto 2020, finalmente, le donne che non vogliono portare a termine una gravidanza possono infatti accedere all'aborto farmacologico fino alla nona settimana e senza obbligo di ricovero. Un’ottima notizia, che però non ha chiuso la faccenda. Ci sono organizzazioni integraliste che hanno diffuso cartelloni con l'intento di colpevolizzarle, veicolando il messaggio (privo di valore scientifico) che la pillola Ru486 sarebbe veleno ed alcune regioni, tra cui anche la nostra Umbria, hanno cercato di boicottare l’esercizio di questo diritto».
«Ogni donna ha diritto di scegliere se abortire o meno, di decidere del proprio corpo e della propria vita e lo Stato ha il dovere di garantire alle donne il diritto di autodeterminarsi e il dovere di mettere a loro disposizione le migliori soluzioni che la scienza prevede. Per questo come Uaar rivendichiamo l’abolizione dell’obiezione di coscienza prevista nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici, che devono garantire premura e tempestività nei confronti di chi chiede una interruzione volontaria della gravidanza e che devono inibire l’accesso agli attivisti ideologicamente orientati».
«Ci auguriamo che la vela con questo bel manifesto susciti maggiore consapevolezza nei cittadini e nelle cittadine umbre e che questo favorisca un’assunzione di responsabilità da parte delle Amministrazioni regionali e comunali, al fine di garantire il pieno esercizio dei propri diritti alle donne che intendono decidere del proprio corpo e della propria vita, senza interferenze di tipo ideologico».



Uaar Umbria

Inserito mercoledì 24 febbraio 2021


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