23/09/2021
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Parco e scuola ai Rimbocchi: perché no?
È irrinunciabile un’urbanistica adeguata e creativa che si avvalga del dovuto contributo dell’architettura. Quale occasione migliore, se non quella offerta dai Rimbocchi per realizzare finalmente un parco singolare

Una notizia, apparsa il 3 novembre 2020 sul “Messaggero”, può ancora suscitare attenzione. Così recita: “Scuola ai Rimbocchi, dietrofront…”. L’articolo riporta che Comune e Provincia hanno avuto un ripensamento sulla scelta di localizzare un edificio scolastico presso l’area verde dei Rimbocchi. È bastato davvero poco, un comitato di cittadini e un paio di assemblee pubbliche, per cambiare idea ed affermare che il parco non sarebbe stato un luogo adatto per la costruzione di una nuova scuola.

Il giornalista chiude il “pezzo” commentando che “…con l’uscita di scena del progetto, l’area dei Rimbocchi vede probabilmente sfumare la possibilità di una riqualificazione generale dell’area…”.

Il tema è stuzzicante e vale la pena fare una passeggiata nella zona per capire meglio la situazione.

I cosiddetti Rimbocchi caratterizzano una striscia di terra che si estende a ovest, unendo la città col fuori porta: un vero “bordo ripiegato” del tessuto cittadino, su cui si affacciano i tre popolosi quartieri, Elce, Montegrillo e l’Oliveto, nati e cresciuti senza servizi essenziali: senza piazza, senza mercato, senza scuola, e altro ancora. Questo luogo ha una identità, oltre che geografico - topografica, anche storica e culturale, che tuttora sopravvive, nonostante l’eterna incuria in cui versa.

C’era, e purtroppo non c’è più, un formidabile e pregiato sistema idrografico: lo testimonia tutt’ora via delle Sorgenti, di cui ahimé, dopo la sciagurata tombinatura, non restano che il nome e un residuo rigagnolo a testimonianza delle rinomate, soppresse “Terme di San Galigano” .

Rientra in questa preziosa compagine anche l’antico cenobio olivetano salendo verso Monte Morcino, dove l‘architetto scultore Francesco di Guido da Settignano trovò il luogo adatto per inserire il primo esempio di architettura rinascimentale perugina.

Proseguendo in direzione sud raggiungiamo un ulteriore tessera del mosaico: le Fonti Vegge.

Ci sono tutti gli ingredienti per un intervento di restauro ambientale significativo.

Basta un semplice colpo d’occhio, per rilevare come questi preziosi luoghi vadano osservati come componenti di un’opera pittorica vivente, in cui tutti i particolari siano in armonica, scambievole relazione.

Negli anni Settanta i cosiddetti Rimbocchi assursero allo status di “Parco”, e contemporaneamente vi furono edificati: un centro di vita associativa (Cva), un campetto da calcio e un circoletto, con annessa area “polivalente”. Oggi, dopo cinquant’anni l’intera zona si mostra vecchia, decrepita, cadente e sottoutilizzata. Un parco che non c’è: qualcosa di veramente penoso e micragnoso.

Perché abbandonarlo così?

Eppure, questo “quadro ambientale” di grande valore ha tutte le potenzialità per svolgere la funzione di asse portante, a patto che si elabori un disegno del verde che preveda sentieri alberati, effetti scenografici, percorsi d‘acqua, prati, panchine, orti e giardini. In poche parole, un verde “meraviglioso” che va oltre il “verde” fine a se stesso, standardizzato, municipalizzato e burocratizzato.

Tornando all’articolo di stampa (seppur letto in ritardo), sorge spontanea una domanda (come Lubrano diceva): ma chi l’ha detto che i parchi sono incompatibili con le scuole? Parco e Scuola sono come “pane e formaggio”, entrambi sfamano e fanno crescere. Stanno bene insieme perché svolgono una scambievole funzione di reciproca cura, protezione e salvaguardia.

Chi l’ha detto che Perugia non ha tutte le risorse possibili e immaginabili per adeguarsi in vista di una nuova società post-covid del futuro?

È irrinunciabile un’urbanistica adeguata e creativa che si avvalga del dovuto contributo dell’architettura. Quale occasione migliore, se non quella offerta dai Rimbocchi per realizzare finalmente un parco singolare.

Per noi “Verde”, compreso anche nella accezione di Parco, corrisponde a tutta una serie di elementi d’incontro tra il vantaggioso, il piacevole e il funzionale.

Il parco e la scuola sono proprio come due innamorati, “si amano e stanno bene in coppia”, hanno la stessa vocazione, quella di suscitare stupore e di ispirare e sviluppare emozioni.

È lampante che un filo verde di unione tra parco e scuola ci sia già, e ben visibile: è quello che corre da Montegrillo fino a Fontivegge attraverso i Rimbocchi, un filo che ha tutte le prerogative potenziali per rendere l’estesa zona un attivo laboratorio. È superfluo dire che merita un progetto: l’area rappresenta nella realtà un perfetto sodalizio tra parco e scuole. 

La ricostruzione dovrebbe comprendere il degradato Cva dei Rimbocchi, il poco attraente prefabbricato del liceo scientifico di via Ruggero D’Andreotto e il Broletto “rossiano” dove  la grigia burocrazia regionale potrebbe essere soppiantata da un opportuno distretto delle discipline del disegno e dell’arte.

Soffia da tempo un vento “verde”, la necessità di un’inversione di tendenza in cui l’habitat naturale non sia più soggetto a manovre di spicciola ecologia di facciata. È necessaria l’affermazione di un nuovo punto di vista volto al recupero e al riuso dell’ambiente costruito.

È ora di rimboccarci le maniche per fare dei Rimbocchi una costellazione di luoghi importanti per lo svago, l’educazione e la ricerca, in altre parole unire ”l’utile al dilettevole”.

Nessuna notizia invece riporta il progetto, previsto nel Pums comunale, di una galleria che da Ponte Rio va a trafiggere i Rimbocchi, insieme a tutta la collina cittadina, per poi arrivare addirittura fino a Pian di Massiano e il suo torrente Genna scontrandosi così con tutti gli enunciati riguardanti il rapporto tra ambiante naturale e cultura. È inammissibile che tutto graviti intorno agli interessi legati al minimetro.

Qui si che occorrerebbero urgentemente dei battaglieri comitati tesi a scongiurare: sia la paventata galleria, sia il perdurare dell’estremo degrado in cui versano i Rimbocchi.




Mauro Monella

Inserito domenica 4 aprile 2021


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