26/09/2021
direttore Renzo Zuccherini

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A proposito del 25 aprile
Si potrebbe essere portati a chiudere un occhio di fronte ad una scempiaggine. Si potrebbe, ma non si può se questa scempiaggine fa scempio del profondo significato civile del 25 Aprile

 

Se a Natale si celebra la nascita di Gesù, il 25 Aprile si celebra la liberazione del paese dal nazifascismo. Sia la ricorrenza religiosa sia la ricorrenza laica festeggiano un inizio, senza ambiguità di forma e di sostanza.

Ambigua è invece la celebrazione del 25 Aprile programmata dall' Isuc guidato dal commissario leghista Walter Biscotti. Da un lato si è intitolata una stanza dell'Istituto al partigiano Francesco Innamorati - da poco scomparso -,dall'altro si è promosso la rievocazione di un evento risalente al 1° Gennaio '47. Di quale evento si tratta? Lo spiega il libro di Corrado Sassi, meritoriamente ripubblicato in questi giorni dall'Istituto stesso. In quel Capodanno, dal comunista Sassi e dal fascista Bruno Cagnoli, fu deposta a Perugia una corona di fiori a ricordo di tutti i caduti della guerra.

La condizione dell'Italia del '47 era la condizione di un paese prostrato dal conflitto e ancora scosso dalle morti e dalle violenze. La cerimonia fu ripetuta anche in altre città, tra cui Roma, dove però finì in tumulto. Partiti, istituzioni, opinione pubblica democratica compresero presto che una simile iniziativa rischiava di consegnare il messaggio ambiguo di una sorta di parificazione tra morti per la libertà e morti per la dittatura. Dal '47 in poi di analoghe commemorazioni non se ne sentì più parlare.

Oggi l'Istituto la ripropone con l'avallo e la compartecipazione di varie rappresentanze delle istituzioni locali e regionali. La ripropone con la stessa torsione ideologica di quella destra che nega la cittadinanza onoraria a Liliana Segre a Gualdo Cattaneo e patrocina il "Festival del LIbro" a Todi. E allora: non c'è ignoranza. C'è la volontà chiara di porre sullo stesso piano antifascismo e fascismo, democrazia e dittatura. No. Scurdammoce 'o passato non rafforza la coesione nazionale ma indebolisce la democrazia repubblicana nata con la Costituzione antifascista.

Si potrebbe anche scegliere di tacere di fronte a iniziative come queste. Si potrebbe essere portati a chiudere un occhio di fronte ad una scempiaggine. Si potrebbe, ma non si può se questa scempiaggine fa scempio del profondo significato civile del 25 Aprile.




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Inserito lunedì 26 aprile 2021


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