26/09/2021
direttore Renzo Zuccherini

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La valle del Rio
...e il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza: più operazioni che opere. La valle del Rio non può diventare una delle tante arterie stradali: merita di assumere lo status di Parco

In questi giorni si parla tanto di piano nazionale di ripresa e resilienza, Pnrr. Anche l’Umbria ha un suo Pnrr composto di ben 45 progetti di non facile comprensione. È bene parlarne, altrimenti si rischia che solo in corso d’opera o, peggio, a cose fatte, ci si accorge dell’errore e non si fa più in tempo ad intervenire.

Nel capitolo riguardante le infrastrutture, alla linea di intervento numero 30, il progetto intitolato “accessibilità settore nord dell’area di Perugia” descrive la realizzazione di un corridoio che unisce Ponte Felcino a Pian di Massiano attraversando con due gallerie il Bulagaio fino a San Galigano e la collina di Monte Morcino fino a Santa Lucia.

Quest’opera è stata pensata, come il contestatissimo progetto del “nodino di Collestrada”, per alleggerire il traffico automobilistico della E45. In realtà è proprio la realizzazione di nuove strade che comporta più automobili, più camion, più furgoni, e più inquinamento e più degrado ambientale, con conseguente maggior rischio di malattie e meno comodità per i cittadini. Sembra quasi che chi propone e sostiene questi progetti sia interessato più alle “operazioni” che alle opere. I costi di questi interventi con cifre a sei zeri non sono certamente irrilevanti.

Il tema del traffico non può essere risolto spostando il traffico da una parte all’altra della città, ma dovrebbe far parte di  una visione più generale che abbia come obiettivo investimenti mirati al trasporto pubblico, in special modo quello ferroviario di ultima generazione, frequente, veloce e con destinazioni dirette e multiple.

Investire è fondamentale, ma non dobbiamo perdere di vista la finalità che deve essere quella del mantenimento di un ambiente sano per il benessere collettivo. 

La valle del Rio, di cui tutti noi conosciamo l’alto valore naturalistico, paesaggistico e storico, non può diventare una delle tante arterie stradali: merita un attento restauro ambientale per assumere lo status di Parco.



Mauro Monella


Inserito domenica 2 maggio 2021


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