26/09/2021
direttore Renzo Zuccherini

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C'è resilienza... e resilienza
Lungi dal far chiudere aziende e pregiudicare chi lavora, la nostra “resilenza” ha l’obiettivo positivo di valorizzare attività, che potrebbero ricostruirsi e valorizzarsi in siti ambientalmente adeguati


Il giorno 13 aprile 2021 il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria ha respinto l’ennesimo ricorso presentato da Agri Flor s.r.l. avverso il provvedimento, con cui il Comune di Perugia, in data 31 agosto 2017, ha rigettato l’istanza di sanatoria della stessa Azienda, intesa alla regolarizzazione di vari interventi edilizi da essa realizzati in difetto di titolo abilitativo, intimando, al contempo, la rimessa in pristino dello stato dei luoghi.

Tale sentenza, ovviamente, nel confermare la legittimità dei provvedimenti demolitori emessi dal Comune di Perugia, sottintende che resti valida l’intimazione alla demolizione degli abusi edilizi, pena una sanzione pecuniaria da 2000 a 20000 euro in aggiunta alla demolizione che va comunque eseguita, eventualmente in maniera forzata dal Comune, ma a spese dell’Azienda.

Nel frattempo, l’Azienda continua imperterrita a lavorare rifiuti nel centro abitato di Villa Pitignano, nonostante le molteplici sentenze avverse ne abbiano altresì riconosciuto l’incompatibilità urbanistica, nel prevedere che l’autorizzazione al trattamento dei rifiuti non opera, in questo caso, come variante urbanistica automatica del P.R.G. (Piano regolatore generale). Pertanto l’area, dove viene svolta l’attività di stoccaggio e compostaggio rifiuti da parte di Agri Flor, resta di particolare interesse agricolo e come tale è incompatibile con detta attività.

Allora, si torna a chiedere a Regione e Comune di Perugia: a quando una “sana” delocalizzazione dell’impianto in area compatibile con la peculiarità della produzione, magari in una prospettiva di grande sviluppo e conseguente creazione di nuovi posti di lavoro?

L’era dei fondi per la riprresa (recovery fund) potrebbe essere l’occasione opportuna per favorire tale delocalizzazione e, con essa, l’effettiva tutela di ambiente, salute e lavoro.

Lungi dal far chiudere aziende e pregiudicare chi lavora, è questa, infatti, la nostra “resilenza”, nell’obiettivo positivo di valorizzare attività, che seppure insalubri per legge, potrebbero ricostruirsi e valorizzarsi in siti “ambientalmente” adeguati.



Comitato Spontaneo Antipuzza di Villa Pitignano Ponte Felcino Bosco e Ramazzano, Fondo mondiale per la natura (Wwf) Perugia


Inserito giovedì 20 maggio 2021


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