26/09/2021
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La lanterna nell'oscurità
Un romanzo di Cinzia Baravini al tempo del Covid19


“Ma che diavolo vi è saltato in testa? Ma siete impazziti? Io non sono un trofeo da aggiudicarsi. Avete forse dimenticato che sono una persona, con un cervello e dei sentimenti? Io decido con chi voglio o non voglio stare. E francamente quello che avete fatto adesso mi ha fatto prendere consapevolezza che non voglio stare con nessuno dei due”.
Sono queste le parole che la protagonista Ginevra Incanti urla in faccia a Fausto e Leonardo,  cacciandoli.  I due hanno finito per ritrovarsi in casa sua dandosele di santa ragione senza che lei riuscisse a dividerli.
Siamo nella terza parte di “La lanterna nell'oscurità”, il romanzo di Cinzia Baravini (Francesco Tozzuolo editore. euro 18, pag.319), alla sua opera prima. La grafica risulta particolarmente curata.
La narrazione si sviluppa sul parco di Monte Cucco, e poi tra Assisi, Gubbio, Perugia, Città di Castello al tempo del Covid19. È una storia d'amore e di consapevolezza che Ginevra, la protagonista, attraversa alla ricerca di un lavoro nuovo che la soddisfi mettendola a contatto con la natura. L'amica del cuore, Federica, c'è sempre ad ascoltarla e sostenerla quando, magari brindando con un “Primitivo di Manduria”, si ritrovano a parlare delle loro storie e di qualche complicazione di troppo. Certo il lavoro di guardia forestale che Ginevra ottiene dopo tanto studio e testarda determinazione non la facilitano nel gestire le sue due importanti storie d'amore: Fausto e Leonardo. Fausto la lascia quando si invaghisce di Marta, la maestra di danza e poi invece ricerca Ginevra continuando a chiamarla principessa, anche nel buio degli incubi, quando si ritrova ricoverato per covid 19 in terapia intensiva. Leonardo, dal canto suo, questi ritorni di fiamma proprio non riesce a digerirli e, alla fine, fa saltare tutto. Lei, che si ritrova “guardia forestale” nel piccolo comune di Abetone Cutigliano di appena duemila abitanti, conosce però l'anziana ed energica signora Rosa e va ad abitare nella sua cascina in campagna. Nasce una amicizia salda e frugale come le “fette di pane bruscate”.
È un lavoro di narrazione che scorre bene, con un solido impianto. Il romanzo è scandito in tre parti e ogni parte in dodici capitoli.
 L'autrice ha elaborato questo romanzo in quei lunghi mesi delle chiusure per Covid19.
Cinzia Baravini, nata ad Esch sur Alzette in Lussemburgo nel 1973, a tre anni è venuta in Umbria con la famiglia. Adesso vive nel comune di Costacciaro.
Ci piace cogliere il commento che a conclusione dei ringraziamenti la giovane autrice inoltra ai lettori: “Pensarvi con il mio romanzo tra le mani mi commuove”. A noi piace leggere e ripagare questa sua emozione che lei ci consegna in modo curato e leggero.



Giorgio Filippi

Inserito lunedì 23 agosto 2021


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