14/04/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Ambiente e salute per l’Europa
Il dr Francesco Tullio, membro della Associazione Medici per l'Ambiente di Perugia e candidato alle elezioni comunali nella lista Perugia Civica, ci segnala i seguenti documenti su Ambiente e Salute Una riflessione complessa e un programma d’azione proposti dall’ISDE
Il documento è a cura della Dr.ssa Antonella Litta, referente ISDE Italia per la Provincia di Viterbo, e di alcuni membri della Giunta Esecutiva ISDE Italia.
L’Associazione mette a disposizione le proprie conoscenze e competenze scientifiche per approfondire ogni aspetto di quanto esposto e per sostenere  tutte le iniziative istituzionali come  quelle della società civile  tese a  realizzare il benessere psicofisico delle persone ed un corretto e armonioso rapporto con l’ambiente.

Ambiente e salute: un approccio complesso e unitario.
L’ambiente nella sua accezione più completa e complessa – comprensiva di stili di vita, condizioni sociali ed economiche - è un determinante fondamentale per il benessere psicofisico e quindi per la salute delle persone e delle popolazioni. La considerazione e la valutazione del  rapporto ambiente e salute dovrà pertanto rivestire un ruolo centrale in ogni intervento legislativo, programmatico e d’indirizzo del prossimo Parlamento Europeo.

§ I cambiamenti climatici indotti dall’immissione nell’atmosfera di gas serra, generati da attività industriali e sistemi di trasporto, rappresentano - come denunciato in varie sedi dalla comunità scientifica internazionale - una grande emergenza planetaria e impongono scelte decisive e non più rimandabili, in ragione delle possibili e difficilmente prevedibili conseguenze economiche, ambientali, biologiche, sanitarie.

§ Su queste basi riteniamo indispensabile un forte ripensamento dell’attuale modello di sviluppo e dell’intero sistema economico, che riconosca la centralità del binomio ambiente-salute.

§ Il rapporto dinamico e indissolubile che lega ambiente e salute dovrebbe essere al centro del dibattito scientifico e culturale ed ispirare le  scelte culturali, politiche e economiche. Come medici e ricercatori abbiamo il compito e il dovere morale di indicare le scelte più opportune e sicure per tutelare l’ambiente e la salute  dei cittadini e delle generazioni  odierne e future.

§ Sempre più spesso l’ambiente è considerato come un nuovo settore d’affari e sempre più numerosi e drammatici sono diventati i crimini e gli scempi ambientali: inquinamento dell’intera eco-biosfera, con particolare riferimento alle catene alimentari e agli ecosistemi; deforestazione, desertificazione, cementificazione di territori sempre più vasti; grandi opere e infrastrutture, spacciate come cruciali (spesso con il sostegno di vere e proprie campagne mediatiche e pubblicitarie), ma devastanti per l’ambiente e dannose per la salute delle popolazioni.

§ Per questi motivi è necessario diffondere intorno ad ogni scelta ad alto impatto ambientale la più rigorosa ed obiettiva informazione scientifica, onde permettere e promuovere l’attiva partecipazione dei cittadini, in ogni Stato dell’Unione, secondo quanto previsto dalla Convenzione di Aarhus. Riteniamo infatti che una corretta informazione, la partecipazione democratica, la condivisione delle scelte siano presupposti fondamentali di una politica responsabile e rispettosa di un giusto rapporto tra cittadini e ambiente.

§ A partire dalle suesposte considerazioni la nostra associazione auspica che qualsiasi intervento legislativo, programmatico e d’indirizzo del prossimo Parlamento europeo si ispiri ai suddetti valori e individua alcuni principi fondamentali e settori prioritari per una corretta politica di salvaguardia dell’ambiente e di tutela della salute.

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Principi fondamentali

Il Diritto alla Salute

§ Il Diritto alla Salute è sancito dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani e dall’art. 32 della Costituzione italiana, che lo pongono tra i diritti fondamentali ed inalienabili di ogni essere umano.

§ ISDE chiede al Parlamento europeo di operare per rimuovere ogni ostacolo alla piena attuazione di questo diritto inviolabile, che dovrà essere garantito a tutti i cittadini europei e a quanti si trovino a vivere, anche temporaneamente, negli Stati membri dell’Unione, senza alcuna discriminazione, in quanto la tutela del benessere psicofisico di ogni individuo è premessa e garanzia indispensabile per il benessere e la salute dell’intera comunità.

§ ISDE chiede anche al Parlamento europeo di adoperarsi affinché il Diritto alla Salute sia garantito in ogni parte del mondo e in particolare nei Paesi più poveri, attraverso politiche di partenariato e cooperazione. In particolare ISDE chiede che il Parlamento europeo si faccia promotore di precise disposizioni che impegnino le industrie farmaceutiche a fornire l’accesso ai farmaci salvavita e ai loro brevetti a prezzi accessibili e che solleciti gli Stati dell’Unione europea a destinare una parte  più consistente di fondi per la ricerca alla diagnosi e cura delle cosiddette “neglected diseases”, malattie endemiche che affliggono le comunità più emarginate e dimenticate del mondo (oltre un miliardo di persone).

Il principio di precauzione

§ Il Principio di Precauzione, entrato a far parte del Trattato Costitutivo dell’Unione Europea (Maastricht, 1994) afferma “… Qualora esista il rischio di danni gravi ed irreparabili, la mancanza di piena certezza scientifica non può costituire il pretesto per rinviare l’adozione di misure efficaci, anche non a costo zero, per la prevenzione del degrado ambientale”.

§ ISDE chiede che il Parlamento europeo assuma ogni scelta e intervento legislativo alla luce del Principio di Precauzione, che sancisce il primato della salute e della salvaguardia dell’ambiente sulle valutazioni di ordine politico ed economico.

La prevenzione primaria

§ Per Prevenzione Primaria si deve intendere l'insieme delle scelte e dei provvedimenti adottati in ambito ambientale, sociale e politico con l'obiettivo di favorire il benessere psico-fisico delle popolazioni e di prevenire l'insorgenza delle malattie nella collettività.
 
§ ISDE chiede al Parlamento europeo di privilegiare sempre e in ogni caso le politiche di Prevenzione Primaria; di garantire un’informazione corretta e completa sui rischi sanitari derivanti dal  degrado ambientale, anche connesso alla  realizzazione di infrastrutture e grandi opere nonché dalle pratiche bio-mediche.

§ ISDE chiede che sia garantita la completa e definitiva attuazione di quanto stabilito a partire dalla Convenzione di Stoccolma  del 13 Maggio 2001 per la eliminazione dei cosiddetti inquinanti organici persistenti (POPs - Persistent Organic Pollutants -) e che la normativa  europea R.E.A.CH. (Registration, Evaluation, Authorisation and  Restriction of Chemicals) sia resa più rigorosa ed estesa a tutte le sostanze chimiche di sintesi di nuova introduzione: che ogni nuovo prodotto sia cioè sottoposto a prove adeguate di innocuità a carico del produttore e verificate da organismi indipendenti.

§ ISDE chiede che sia data priorità e sostegno alla ricerca biomedica indipendente, destinando ad essa  parte delle risorse economiche attualmente  impiegate per le spese militari; che si rinunci alla realizzazione di infrastrutture e grandi opere quando esistono progetti alternativi che non determinino rischi per l’ambiente e per le popolazioni; che le popolazioni stesse siano coinvolte in ogni fase decisionale e che tale diritto non sia in alcun modo limitato o inficiato dalle legislazioni dei singoli Stati dell’Unione; che ogni scelta sia valutata secondo il Principio di Precauzione.

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Ambiti specifici e criteri di intervento

Energia

§  La Comunità scientifica internazionale concorda circa la necessità di una rapida conversione dell’attuale modello di sviluppo in larga misura fondato sul consumo di combustibili fossili e di risorse non rinnovabili; in tutto il mondo si chiede, quindi, un rapido incremento delle politiche di risparmio energetico e di ricerca e diffusione delle energie rinnovabili (solare, solare termico, eolico, minieolico) e programmi concreti di emancipazione rapidamente progressiva dalle fonti di energia fossile in particolare dal carbone e dal nucleare.  

§ ISDE supporta l’azione di vigilanza del Parlamento europeo nei confronti dei singoli Stati membri che non adempiano correttamente a quanto determinato e normato in sede comunitaria: in particolare, per quanto concerne l’Italia, ISDE chiede che il Parlamento europeo si adoperi  per l’eliminazione dei contributi statali denominati Cip6 per le fonti energetiche non realmente rinnovabili  e classificate  come “assimilate”.

§ ISDE chiede al Parlamento europeo di spingere tutti i paesi comunitari ad abbandonare, in tempi rapidi, programmi energetici basati sull’utilizzo di fonti fossili particolarmente inquinanti e climalteranti (con particolare riferimento al carbone) e sul rilancio del nucleare, che rappresenta un’ipoteca inaccettabile sulla vita delle generazioni future; a promuovere la diffusione sul proprio territorio di piccole centrali di produzione energetica; a disincentivare la costruzione di grandi poli energetici, fortemente inquinanti per l’ambiente e dannosi per la salute delle popolazioni.

Gestione dei rifiuti

§ Una società sostenibile richiede un incremento delle filiere brevi del ciclo dei materiali post-utilizzo, in modo che possano essere attuati maggiori controlli e che l’intero ciclo possa essere gestito in relazione alle peculiarità sociali ed economiche di micro-aree territoriali. Con la piena attuazione di questo tipo di gestione il quantitativo di materiali che necessitino di un trattamento finale si riduce in maniera drastica e la parte residua può essere trattata senza alcuna combustione,  con tecniche meccaniche di estrusione per attrito: tali  sistemi sono già operativi con successo anche in Italia, e non determinano danno alla salute e all’ambiente come accade invece nel caso di “chiusura del ciclo dei rifiuti” con inceneritori e conferimento in discarica.

§ Tenendo conto del fatto che l’UE  ammette  il conferimento in discarica e l’incenerimento dei rifiuti solo in assenza di valide alternative e come ultima opzione, poiché ritiene queste due metodiche di “smaltimento” antieconomiche e dannose per la salute e per l’ambiente, ISDE chiede al Parlamento europeo di prodigarsi affinché in tutti i paesi dell’Unione si incrementi e diffonda la “politica delle R”: Riduzione della produzione dei rifiuti, Raccolta differenziata “porta a porta”, Riciclaggio, Riuso, Riparazione e Responsabilizzazione dei cittadini e delle istituzioni, così da evitare l’incenerimento dei materiali post-utilizzo e da ridurre progressivamente il conferimento in discarica dei rifiuti

Acqua

§ La qualità dell’acqua, come quella dell’aria, sono due determinanti fondamentali della salute. L’acqua è e deve rimanere un Bene Comune. L’accesso all’acqua é un diritto inalienabile per le persone e i popoli. L’ISDE chiede quindi al Parlamento europeo di favorire in ogni modo la gestione pubblica di questa risorsa fondamentale.

§ ISDE chiede che le istituzioni europee vigilino affinché in tutti i Paesi della UE si adottino politiche concrete di risparmio idrico; di salvaguardia e risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili; di miglioramento degli acquedotti e delle reti di distribuzione. Chiede in particolare che le normative europee già esistenti a garanzia della potabilità e salubrità delle acque erogate alle popolazioni siano rese più vincolanti per i singoli Stati membri e che non venga più concesso l’istituto della deroga che permette di riconoscere come potabili acque con elevati livelli di sostanze tossiche, quali arsenico, vanadio,  fluoro e selenio.

Aria

§ La qualità dell’aria è un determinante fondamentale della salute. A maggiori livelli d’inquinamento atmosferico sono correlati incrementi evidenti delle malattie respiratorie e cardiovascolari.

§ ISDE chiede al Parlamento europeo di sostenere e rafforzare  tutti gli interventi in grado di ridurre drasticamente la produzione e immissione in ambiente di anidride carbonica e altri gas serra e di sostanze nocive e tossiche, con particolare riferimento al particolato fine e ultrafine, agli idrocarburi policromatici, ai metalli pesanti, al benzene, alle molecole diossino-simili: tutti agenti potenzialmente mutageni e/o epimutageni  e quindi cancerogeni e teratogeni.

§ ISDE chiede di estendere e potenziare in tutto il territorio europeo le reti di monitoraggio della qualità dell’aria, con utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, in particolare nelle aree e nei distretti con presenza di  rilevanti fonti d’inquinamento: aree industriali,  grandi poli di produzione energetica, città con elevato traffico veicolare, aree aeroportuali.

 § ISDE chiede anche di rivedere e rendere più efficaci le iniziative fiscali per limitare l’utilizzo dei combustibili fossili, che rappresentano da quasi due secoli la principale fonte delle emissioni inquinanti e climalteranti.

Mobilità

§ Una migliore qualità dell’aria potrà essere garantita soltanto da una rapida trasformazione dell’intero sistema dei trasporti che permetta una drastica riduzione dell’immissione in atmosfera dei prodotti della combustione di petrolio, gasolio, benzine, gas.

§ ISDE chiede quindi al Parlamento europeo di incentivare il  trasporto su rotaia e le cosiddette autostrade del mare per il trasporto di merci e persone; di prodigarsi per una progressiva riduzione del traffico automobilistico e per la limitazione delle aree urbane destinate al trasporto privato, nelle grandi e piccole città, che potrebbero così recuperare fascino, bellezza e condizioni di vita più salubri; di disincentivare il trasporto commerciale su gomma; di sottoporre a politiche di monitoraggio e riduzione il traffico aereo.

§ Tenuto conto del fatto che il traffico aereo è attualmente responsabile (secondo le stime più accreditate) del 4-10 % delle emissioni di anidride carbonica, l’ISDE ritiene che sarebbe necessario promuovere politiche di riduzione e intende proporre una moratoria per la costruzione di nuovi aeroporti e l’ampliamento di quelli già esistenti (Germania e Francia  hanno già attuato questo provvedimento, che dovrebbe essere raccomandato agli altri paesi europei e in particolare all’Italia dove al momento  si registra la presenza di più di cento aeroporti). ISDE chiede per contro di implementare i collegamenti  ferroviari tra le capitali europee e di migliorare le reti ferroviarie locali e nazionali, ma sempre nel rispetto delle peculiarità dei territori e dei diritti delle popolazioni interessate.

Pratiche agricole

§ ISDE chiede al Parlamento europeo di incentivare in ogni modo le coltivazioni biologiche; di premere per una rapida eliminazione di  pesticidi e fitofarmaci dalle pratiche agricole; di sostenere l’agricoltura integrata; di incentivare i progetti di ricerca e riconversione al biologico, che dovrebbe essere obbligatoria nelle aree dedicate a coltivazioni  agricole situate in prossimità di sistemi idrici che forniscono acque potabili alle popolazioni

§ Per quanto riguarda l’introduzione e l’uso di OGM alimentari, l’ISDE chiede al Parlamento europeo di farsi garante del più rigoroso rispetto del Principio di Precauzione, al fine di impedire la loro introduzione e commercializzazione, in attesa di evidenze scientifiche certe, che ne dimostrino la sicurezza e l’oggettiva necessità.

Campi elettromagnetici

§ ISDE reputa di fondamentale importanza che il Parlamento europeo, sulla base dei documenti ufficiali dell’European Environment Agency (EEA),che evidenziano rischi acclarati  per la salute umana, emani e disponga norme e misure atte a ridurre - in prossimità di scuole, centri sportivi e aeree densamente abitate - l’esposizione (in specie degli organismi in via di sviluppo) a campi elettromagnetici.

§ ISDE chiede al Parlamento europeo di prodigarsi perché tutti i Paesi europei si dotino di piani nazionali per l’installazione dei diversi sistemi e strutture di emissione dei campi elettromagnetici in modo da avere una mappa con valori certi e noti di esposizione; di promuovere campagne d’informazione e prevenzione circa i possibili danni alla salute; di incentivare e sostenere studi e ricerche indipendenti, che permettano di approfondire e incrementare le conoscenze su questo particolare fattore di inquinamento ambientale in continua espansione, vista l’enorme e rapida diffusione di sempre nuove tecnologie di telecomunicazioni.

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AMBIENTE E SALUTE, PARLARNE NON SOLO FRA ADDETTI AI LAVORI!
Giorgio Diaferia, medico Responsabile Comunicazione ISDE Italia, Presidente ISDE Torino. Articolo pubblicato su "Elisir di Salute".Maggio/Giugno 2009.

L’Articolo 5 del “CODICE di DEONTOLOGIA MEDICA dice : Il medico è tenuto a considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini. A tal fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all'utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile. Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva.
Anche la Costituzione Italiana cerca di adeguarsi e vi sono diverse proposte per modificare in senso ecologista l’art.9 della carta ad esempio “La Repubblica Italiana tutela l’ambiente e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni; protegge la biodiversita’ e promuove il rispetto degli animali”.
Recentemente i media non fanno che parlare della centralità dell’ambiente grazie all’impegno verde dichiarato nel programma di governo dal Presidente statunitense Obama, :”prima dell’istruzione e della riforma della sanità ci dobbiamo concentrare su un grande programma per la tutela dell’Ambiente”, che è anche una grande opportunità di lavoro oltre che, aggiungiamo, di prevenzione primaria e di abbattimento di costi socio-sanitari enormi.
Parliamo allora di questo Ambiente, della sua salvaguardia, degli aspetti economici, della tutela della salute di tutti ed in particolare delle fasce più deboli. Ma ne parliamo a chi? La Convenzione di Aarhus (Danimarca) stipulata da 39 paesi e dall’Unione Europea il 25 giugno 1998. sancisce, a livello internazionale, il diritto all’informazione ambientale. Nodo centrale della Convenzione è che anche i cittadini abbiano il diritto a partecipare ai processi decisionali ed all’accesso alla giustizia in materia ambientale, che, insieme, ne costituiscono i pilastri.
Attenzione però a non confondere i termini comunicazione ed informazione come se fossero sinonimi. L'informazione  sostituisce il noto all'ignoto, il certo all'incerto, riguarda il contesto in cui i dati sono raccolti, la loro codifica in forma intellegibile ed il significato attribuito a tali dati, La comunicazione non è soltanto un processo di trasmissione di informazioni, vuol dire "far conoscere", "render noto".
Dunque ognuno di noi deve avere la possibilità di intervenire nei processi decisionali avendo poi la capacità  di agire per far valere il proprio diritto ad un ambiente sano. Una buona “governance” dell’Ambiente passa inevitabilmente attraverso il coinvolgimento dei cittadini che sono molto attenti ai temi ambientali e di salute pubblica e che seguono con grande interesse programmi televisivi, ed articoli dei periodici e del quotidiani aventi la salute e l’ambiente come argomento centrale.
Ma quanto i giornali e le loro redazioni si occupano di ambiente? Non per un fatto specifico legato ad una catastrofe o a qualche appello lanciato da personalità del mondo della politica o dello spettacolo. La politica ha dei tempi troppo rapidi per potersi occupare a tempo debito di Ambiente. Le ricadute di piani di abbattimento degli inquinanti, il risparmio che producono superano di gran lunga un mandato Parlamentare. E’ proprio questo che manca, il trattare i temi della sostenibilità, del controllo delle risorse e della loro esauribilità o ancora le problematiche dell’inquinamento, delle variazioni climatiche e della perdita di salute in maniera pianificate nel medio lungo periodo e affrontarli con continuità e da diverse angolazioni.
Dunque i cittadini dovrebbero eleggere i propri rappresentanti anche ed in base ad un preciso impegno dei politici nei confronti delle politiche ambientali, un impegno ben verificabile nel tempo, una volta eletti. Spesso sono anche piccoli e ripetuti gesti della nostra vita quotidiana a rappresentare una tutela dell’ambiente, un esempio viene dalla possibilità di riutilizzare le materie prime contenute nei rifiuti che produciamo e spesso smaltiamo in maniera indifferenziata.
Anche all’interno delle nostre case possiamo fare molto per l’ambiente non solo, come si faceva una volta, spegnendo la luce ed evitando di lasciare in stand by gli interruttori degli elettrodomestici, ma anche evitando perdite di calore, coibentando meglio per il caldo e per il fresco le nostre case, utilizzando materiali per l’edilizia non nocivi e razionalizzare il consumo di acqua. L’elenco e gli esempi sono tanti e in questo caso vengono rivolti ad un pubblico indifferenziato.
Ma vi sono esempi e comportamenti che vanno riferiti invece alla classe medica tutta sia attraverso il codice deontologico, come già previsto, sia anche assegnando compiti di informazione e di comunicazione ai medici, specie a quelli di famiglia che hanno anche nelle loro mansioni un compito educativo verso i loro assistiti per aiutarli a non ammalarsi.
Come ribadito dalla nostra associazione ISDE Italia:” I medici di Famiglia rappresentano la principale Agenzia Educativa per adulti, e possono svolgere un ruolo di interfaccia tra il mondo della ricerca scientifica e dei tecnici che si occupano di salute e ambiente, e la corretta e capillare diffusione delle specifiche conoscenze nei confronti della popolazione.
Il medico di famiglia è nella esclusiva posizione di poter non solo avvertire e controllare gli effetti dell'inquinamento ambientale nei suoi pazienti ma anche di essere in grado di consigliare il comportamento più’ adeguato ai pazienti stessi: infatti é soltanto tramite cambiamenti radicali di mentalità che il degrado ambientale e i suoi deleteri effetti potranno essere fermati.
Oggi quindi, di fronte ad una serie di specialisti che curano singole malattie noi vediamo come il medico di medicina generale si occupa dell'uomo nel suo complesso.
Il medico di medicina generale deve allargare ancora di più i suoi orizzonti e, comprendendo che l'obiettivo non e` il singolo uomo, ma il binomio uomo-ambiente in cui vive, si dovrebbe occupare della salute dell'ambiente per poter prevenire e curare più efficacemente le malattie dell'uomo.
Il Medico di Famiglia può intervenire a livello professionale sull'individuo e nel contesto delle attività comunitarie, ma anche come promotore di iniziative volte a stimolare politici e istituzioni e la medicina specialistica ad entrare sempre di più nel merito dei rapporti di dipendenza tra inquinamento ambientale e perdita di salute, promuovendo ad esempio specifiche sezioni di approfondimento nell’ambito di Convegni Nazionali.
Anche la formula dei crediti formativi (ECM) può essere utile per stimolare la conoscenza dei temi riferiti al rapporto Inquinamento e Salute. L’allarme sul destino delle nostre vite e delle ricadute sulla salute dei cittadini, da inquinamento diffuso resta altissimo. Occorre puntare  su politiche di prevenzione primaria in cui gli stili di vita siano al primo posto ed i medici di famiglia siano messi nella condizione di fare i medici e non i burocrati.
Oltre all’etica ed al rigore dell’informazione ed alla capacità e professionalità necessarie per una corretta ed efficace comunicazione occorre anche trovare i mezzi per renderla efficace e partecipata. Forse il web e la sua interattività offre una chiave di svolta per parlare, discutere ed interagire sulle decisioni che riguardano l’ambiente. Blog, Forum, web tv  e digitale terrestre, danno anche a tutte le  persone una maggiore possibilità di essere informate, di poter ricevere una comunicazione meno distante ed impersonale.
I cittadini possono e dovrebbero essere informati sul modo in cui l’amministrazione pubblica, a tutti i livelli, fornisce i servizi pubblici relativi all’ambiente garantendo l’accessibilità, dei dati e del suo operato. Sarebbe interessante uno studio per conoscere quante regioni e/o province e comuni si siano adeguati al dettato della Convenzione.
E’ quindi indispensabile che di Ambiente, della sua difesa, delle opportunità di sviluppo e di lavoro che offre, del risparmio di quattrini che può comportare e del rapporto con la tutela della salute  e con la Prevenzione Primaria, se ne parli in modo diffuso e non per categorie. Se le bollette del gas, della luce, saranno meno salate anche le persone più scettiche e disinteressate cominceranno a capire che si può vivere in un mondo più pulito, risparmiando dei bei soldi e vivendo meglio. I dati recenti sul livello di Inquinamento nelle città italiane è ancora una volta drammatico con sforamenti continui dei limiti di legge. E allora più tossi, più crisi asmatiche, più malattie cardio cerebro vascolari come dire più infarti ed ictus, ai cittadini il potere democratico di cambiare le cose, prima che sia troppo tardi


Le Vie della Salute

Inserito mercoledì 20 maggio 2009


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