11/08/2022
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Simboli del fascio: chi li cancella e chi li riscrive
La sindaca di Spello nel 1951 fu sospesa dal prefetto "per non aver provveduto alla cancellazione di alcune scritte murali del passato regime"

Ormai è chiaro che i fasci al Mercato non sono stati restaurati, ma sono stati ridipinti d sana pianta, perché nel 1945 il Comune aveva provveduto a ricoprirli di una buona passata di bianco.

Così il simbolo del regime della violenza, della paura, della repressione e della guerra era stato tolto dalla posizione dominante sulla "piazza" del Mercato, e per 75 anni nessuno ne aveva sentito la mancanza.

Ma come mai il Comune nel 1945 aveva preso quella decisione? Era in preda a furia iconoclasta, era in preda a smania di cancellazione?

Per capire come andavano le cose, può aiutare questa scheda su Elsa Damiani Prampolini, sindaca di Spello nel dopoguerra:

"Alle elezioni amministrative del 10 novembre 1946, Elsa Damiani Prampolini, candidata come indipendente nelle liste del Pci, viene eletta in Consiglio comunale e quindi nominata sindaca dai consiglieri. Ricoprirà tale carica per altri tre mandati e siederà in Consiglio fino al 1964. Durante i suoi mandati applica una serie di misure a tutela degli indigenti e contro la disoccupazione, prestando sempre molta attenzione al mondo dell’associazionismo.
Assurgerà all’“onore” delle cronache nazionali dopo che il prefetto di Perugia, nel gennaio del 1951, ne decreta la sospensione temporanea dall’incarico per non aver provveduto alla cancellazione di alcune scritte murali del passato regime".

Se non è storia questa…




Inserito martedì 5 ottobre 2021


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