17/01/2022
direttore Renzo Zuccherini

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Un punto di appoggio lasciato alla criminalità
Il 18 novembre si è verificata l’ennesima occupazione del "palazzaccio" fatta sempre dagli stessi elementi. Tra quello che la politica dice e quello che sarebbe necessario fare c’è un muro che ancora gli amministratori del Comune non sono riusciti a mettere a fuoco

In pratica è quello su cui si basa la criminalità a Fontivegge per mettere in atto i suoi traffici illeciti. Una zona che a riportare tutto quello che sta succedendo, di fatti criminali, ci sarebbero da scrivere diversi volumi corposi!

Se vogliamo dirla tutta anche il parco della Pescaia, raggiungibile con quattro passi dal “palazzaccio”, ha il suo bel da fare insozzato com’è dalla medesima lordura che sale su dalla zona di Fontivegge!

Si diceva; “Datemi un punto… e vi solleverò il mondo”: e il punto di appoggio dato alla criminalità è proprio il famigerato “Palazzacccio” in via Oddi Sforza che, da svariati anni, assume abbastanza bene il suo compito di “covo” da dove, spacciatori, tossicodipendeti, capi banda, ecc; insomma diversi tipi di parassiti che infestano Perugia, vagano nella zona a procurare danni alla nostra società e non solo, se ci mettiamo per fare il buon peso, quello che combinano tra loro con risse, accoltellamenti per regolare i conti tra le varie bande.

Ultimo sforzo, tra i centinaia non andati a buon fine, il giorno 10 novembre scorso, c’è stato un blitz delle Forze dell’Ordine insieme alla Polizia Municipale, con al seguito l’assessore di competenza che, come riportato dalle dichiarazioni fatte, sembrava che avessero messo in sicurezza lo stabile ma, a quanto abbiamo appreso dalla stessa stampa locale, l’intervento suddetto è stato di fatto ampiamente non sufficiente perché il giorno 18 novembre, si è verificata l’ennesima occupazione fatta sempre dagli stessi elementi.

Ora che abbiamo sommariamente definito gli effetti di questo caos, cerchiamo di individuarne le cause che stanno permettendo questo stato pericoloso di cose.

La prima considerazione che ci viene in mente è quella di non credere che, dopo avariati decenni di questa situazione instabile e pericolosa, ancora non sia stato possibile darle la parola fine.

Solo una risposta può essere data ed è quella che la politica comunale, non sia riuscita e non riesca a mettere in atto provvedimenti adeguati per dire “basta”!

Dopo l'ennesimo tentativo (tutti andati a "buca") di "riappropriarsi" (come sono avvezzi a dire i nostri amministratori) del disastrato quartiere, terra dallo spaccio e della malavita, i residenti e noi aggiungiamo tutti noi perugini, siamo ancora costretti a sopportare ciò che succede di brutto!

Chiaramente tra quello che la politica dice e quello che sarebbe necessario fare c’è un muro insormontabile che ancora oggi, gli illustri “amministratori/politici” del Comune, non sono riusciti a mettere bene a fuoco.

Dobbiamo sempre tenere presente e non scordarci mai di una cosa molto importante: l'insicurezza del quartiere di Fontivegge inizia dal portone e dall'atrio di Palazzo dei Priori (sede del Consiglio comunale).

Molte cose serie e concrete potevano essere fatte per dare veramente più vivibilità a quella zona ma sono state accantonate per dare spazio a ciò che ha nulla è servito; mercatini, feste e altre soluzioni inutili ed inefficaci.

Proposte come sgravio delle tasse comunali e agevolazioni per chi voleva aprire attività commerciali e chi più ne ha più ne metta, che mai sono state recepite da chi poteva essere interessato, fino ad arrivare alla richiesta assurda, da parte di un partito di destra (che onora Albert de Giussan) di chiamare l'esercito nelle strade e far diventare Perugia una città blindata!

Ed ecco allora che ad oggi, questa è ancora la situazione di spaccio e di criminalità che è l’effetto di una politica sconclusionata che mette in essere la compagine "politico/amministrativa" del nostro Comune.




Giampiero Tamburi

Inserito domenica 21 novembre 2021


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