11/08/2022
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La nuova piazza di Monteluce, metafora di un quartiere
Andarci è un vero sconforto. Ma qui si tratta di maleducazione da parte delle persone, e di indifferenza da parte di chi amministra la città



A vederla si capisce che alla attuale Amministrazione comunale l'unica cosa che interessava della nuova piazza pedonale di Monteluce era quella di marcare il territorio chiamandola piazza Cecilia Coppoli, una badessa del convento.
Messa l'etichetta, abbandonata a se stessa.

Eppure si trova a ridosso di una chiesa che è tra le più belle e importanti di Perugia e di un ex convento di damianite che s'insediarono in quel luogo sacro da sempre, quando santa Chiara era ancora in vita; ed attualmente di uno studentato, con gli studenti che si vedono offrire come prima immagine questo abbandono.

Andarci è un vero sconforto: la solita sosta selvaggia con il via vai di automobilisti che se ne fregano dei segnali di divieto posti all'inizio, muretti mezzi abbattuti, le scatole rosse dei Vigli del fuoco manomesse, i pali della luce al centro alcuni già abbattuti e gli ultimi due in procinto di esserlo, i cubi per sedersi spostati per parcheggiare (abusivamente) più comodamente.

Ora sulla piazza si può dare il giudizio estetico che si vuole, accettare o disprezzare la contemporaneità e i metri cubi a ridosso del convento, giudicare i lavori fatti: ma qui si tratta da un lato di maleducazione e prepotenza da parte delle persone, dall'altro di indifferenza da parte di chi da circa sette anni amministra la città e lascia un quartiere sofferente.

Perché piazza Cecilia Coppoli non è solo la piazza di un progetto fallito ma metafora di un quartiere per questo e tanti altri motivi abbandonato a se stesso.



Perugia, Umbria, Mondo

Inserito giovedì 16 dicembre 2021


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Commenti

Nome: Andrea Misiani
Commento: Eppure appena inaugurata ricordo bambini e ragazzi che avevano iniziato a frequentarla

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