11/08/2022
direttore Renzo Zuccherini

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Miopia e strabismo
Con il Pnrr, è stra-evidente che un'opera come il nodo/nodino di Perugia non c'entra e non può entrarci nulla. Eppure dobbiamo sentire alcuni rappresentanti della classe dirigente e alcuni esponenti politici cianciare di occasione da non lasciarsi sfuggire ora che arrivano i fondi del Pnrr


L'immagine del titolo (che riproduciamo qui sotto, per una maggiore leggibilità) è tratta dalle 269 pagine del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resiliennza) dell'Italia e illustra i principi del piano in tema di infrastrutture.

Si parla di:
- infrastrutture per una mobilità sostenibile
- intermodalità e logistica avanzata
- decarbonizzazione
- contenimento del fabbisogno di mobilità
- incremento del trasporto collettivo
- spostamento delle merci su rotaia

In questo contesto è stra-evidente che un'opera come il nodo/nodino di Perugia non c'entra e non può entrarci nulla. Eppure dobbiamo sentire alcuni tra i più alti rappresentanti della classe dirigente regionale e alcuni esponenti politici di primo piano cianciare di occasione da non lasciarsi sfuggire ora che arrivano i fondi del Pnrr.

E infatti con il Pnrr l'Umbria al momento è interessata dalle seguenti opere trasportistiche:
- potenziamento della Orte-Falconara
- riapertura e potenziamento della ex Fcu
- finanziamento del nuovo vettore Brt per Perugia
- realizzazione dell'itinerario ciclabile dall'Argentario a Civitanova che attraversa la regione

Non c'è, né può esserci, un solo centimetro di asfalto per automobili e camion.
Per fortuna lo stesso assessore Melasecche in tv ha detto che il nodo/nodino non può rientrare nel Pnrr, ma lo fa dicendo una falsità e tradendo una bugia o dimostrando scarsa dimestichezza con l'aritmetica. Falsità perché sostiene che non rientra nel Pnrr non perché non c'entra un tubo con le sue finalità ma perché le opere andrebbero concluse nel 2026. Poi aggiunge che per il nodino basterebbero 3-4 anni. Ma allora le cose sono due: o non sa fare le addizioni, visto che con questi tempi si rientrerebbe nella dead line del 2026, oppure non è vero (come non è vero) che ci vogliono 3-4 anni.

In linea generale però è una gran pena vedere chi dovrebbe guidarci verso un rilancio per i prossimi 10-20 anni considerare un'occasione di sviluppo la realizzazione di 7 km di cemento tra gallerie e viadotti immaginando che anche in futuro continueremo a muoverci come oggi per andare ovunque un cranio ogni auto.

E questa è MIOPIA.

Poi ci sono altri conti che non tornano. Si sta ragionando sul nodo/nodino con i flussi di traffico attuali immaginando che rimarranno immutati nei prossimi decenni. Tralasciando qualsiasi considerazione sul calo della domanda di spostamento che tutti gli esperti stanno ipotizzando per i più svariati motivi in un futuro neanche troppo distante, assistiamo a grandi proclami su quanto le nuove opere come il Brt e la riapertura della ex Fcu riusciranno ad attrarre un forte numero di viaggiatori.

Ma visto che la popolazione regionale è destinata a rimanere la stessa, anzi sta calando e le previsioni dicono che calerà sempre di più, se si investe per far viaggiare molta più gente sui mezzi di trasporto pubblici, perché si vuole insistere per potenziare anche il sistema stradale? Se si investe sulle strade per snellire il traffico, la gente sarà maggiormente incentivata a prendere l'auto, mentre se si investe su bus e rotaia, per incentivare la gente a utilizzarli, bisogna parimenti disincentivare o tuttalpiù non favorire l'utilizzo dell'auto privata. O si guarda in una direzione o in un'altra.

E questo è STRABISMO.




Michele Guaitini

Inserito venerdì 17 dicembre 2021


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