11/08/2022
direttore Renzo Zuccherini

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Letterina di Natale
Un po' in ritardo (sarà colpa delle poste?), ma sempre valida questa lettera a Gesù Bsmbino: gareggiano a chi lo fa più strano: sui monti, sul lago, sui tetti, quello con le palle più grosse, quello col puntale più lungo...

Caro Gesù Bambino, come stai? Spero bene. Voglio dirti che per quest’anno mi sarei aspettato un Natale come si deve, di quelli speciali, veramente.
Ho visto che invece così non è stato.
Si è fatto cominciare tutto con eccessivo, largo anticipo, e mi è parso di sentirmi dentro un gran mercato e basta, un mercato smisurato, straripante, tanto da iniziare già a metà novembre, e che si prolungherà per tutto dicembre fino alla Befana e Carnevale compreso.
Ogni anno, tutti ripetono sempre le stesse cose, fritte e rifritte, come se fuori della finestra di casa tutto funzionasse a meraviglia, tanto da sembrare una favola.
Mi sembra di stare in America, dove il classico “White Christmas” è stato oggi trasformato in “Black Christmas”, figlio di quel “Black Friday” famoso, dove tutti si buttano a comprare le cose più inutili.
È una storia arcinota: per le cose superflue, che non servono, tutti sono pronti a spendere a man bassa, senza limiti, anzi mostrandosene addirittura felici e contenti.
Caro GiBì, non ti spaventare, ma ormai abbiamo preso l’abitudine di vendere tutte le feste: dopo gli zucconi di Halloween al supermercato, adesso tocca al Natale.
Pensa GiBì, quest’anno i vari “cilindroni” al comando ci propinano niente di meno che due alberi, uno dei quali fatto di luce proiettata sui tetti, e l’altro messo come un cucco in mezzo a piazza 4 Novembre.
Siamo da Guinness dei primati (senza offesa per i veri primati): gareggiano a chi lo fa più strano: sui monti, sul lago, sui tetti, quello con le palle più grosse, quello col puntale più lungo, ecc., sempre con immenso sperpero di corrente elettrica. Ma sta corrente elettrica , mi piacerebbe tanto sapere chi la fa, e da dove arriva?
Come dicono a casa mia mamma e papà: “Chi dovrebbe ammonire, invece annuisce”.
Ma tu GiBì, che ne pensi di questo “preNatale”?
Quando passerai, potrai vedere di persona questi strani alberi, secondo me, quello sparato sui tetti di Porta Sant’Angelo, si, proprio sul Borgo d’Oro, è inutile, costoso e dannoso. A che serve? Ad abituare la gente sempre più al mordi e fuggi”.
Come se ciò non bastasse, la proiezione è accompagnata da un polpettone sonoro, ripetuto incessantemente ad alto volume, e questo avviene proprio sul belvedere della sommità del sacro Colle del Sole.
Tieniti forte, GiBì, quando anch’io mi sono affacciato sul belvedere, ho sentito, dal gruppetto fermo lì, esclamare ripetutamente: “Che figata, che figata”!
Tutte queste grosse bombe di luce, però, non ci permettono più di ammirare, né di seguire la luce della stella che viene da oriente, la stella cometa.
C’è il rischio che i poveri Re Magi si trovino a battere il capo in qualche spigolo, abbagliati dai riflettori, e portati fuori strada, senza più trovare la via della mangiatoia.
Bisogna che tu sappia qualcosa anche dell’altro albero, quello piazzato tra Duomo e Palazzo dei Priori: ci si pone davanti ai nostri occhi una lussuosa, luccicante ammucchiata di enormi pacchi che contornano un cono gelato a testa in giù. Più che albero di Natale, sarebbe il caso di chiamarlo “albero del cliente”.
Caro Gesù Bambino, adesso sai molte di quelle cose che si vedono qui nel giorno del tuo compleanno. Anche se dovremmo essere noi a farti dei regali, sappiamo bene che invece siamo noi a chiederli a te in occasione del 25 dicembre. A pensarci bene, più che di regali, qui abbiamo bisogno di miracoli, e sappiamo bene che tu, quando vuoi, puoi farli.
Se per te non fosse un problema, ti saremmo grati se, tu volessi aiutarci in qualche modo a far tornare la città tutta un presepe vivente, con tanti abitanti lavoratori, ciascuno con i suoi begli strumenti appresso. Fiocchi azzurri e fiocchi rosa alle porte delle case, il tutto contornato da una campagna ben curata, ben coltivata, che nutre e ci fornisce prezioso cibo naturale. Quanto sarebbe bello far sparire il roboante frastuono delle automobili e poter riascoltare la voce scrosciante del nostro Tevere, con i suoi torrenti.
Tutto ciò, da solo è già molto, ma sarebbe ancora meglio se potessimo sentire ancora quel buon sapore dell’aria sana, di cui ho sentito parlare a scuola. Mi raccomando, non ti scordare di aggiungere su questo meraviglioso presepe vivente, un sole che ride, capace di baciarci con i suoi raggi vitali.
Caro Gesù Bambino, ti sto chiedendo un grosso impegno, lo so, ma so anche che tu sarai perfettamente all’altezza del compito assegnato.
Ora mi accorgo che si è fatto tardi, devo andare a dormire.
Non vedo l’ora che sia già domani.
Ciao, ti aspettiamo tutti con impazienza.



Mauro Monella

Inserito mercoledì 29 dicembre 2021


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