19/08/2022
direttore Renzo Zuccherini

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No alla guerra, cessare immediatamente le ostilità
Trattative subito, conferenza di pace, solidarietà e accoglienza

La guerra è il massacro di persone che non si conoscono, per conto di persone che si conoscono ma non si massacrano (Paul Valéry)

Queste possono essere le parole d'ordine per provare ad uscire dal dramma dell'oggi.
Tutte le guerre vanno abolite e la guerra deve diventare un tabù. Le guerre sono criminali e non hanno giustificazioni.
I conflitti si devono risolvere con la diplomazia ed il confronto, non con lo scontro, la violenza, le armi.
Le giuste ragioni non hanno bisogno delle armi per essere sostenute e le armi sono la sconfitta della politica.
La guerra non può e non deve essere la prosecuzione della politica con altri mezzi come era stato teorizzato da Von Clausewitz, e non è vero che "Se vis pacem, para bellum" ma è l'esatto contrario "para pacem".
La guerra produce solo distruzione, morti, feriti, profughi, traumi, disabilità, odio e non vince chi ha ragione ma il più forte militarmente.
Quando inizia una guerra abbiamo perso tutti, in particolare i belligeranti, ed il danno è già fatto, perchè milioni di persone soffriranno e tanti perderanno la vita, la normale quotidianità, la felicità, l'umanità. La guerra divide, lacera, uccide anche tra amici, tra parenti, tra fratelli.
La si evita solo con una cultura della pace che si contrapponga a quella della guerra che, purtroppo, è oggi nettamente prevalente.
Una cultura della pace però la si deve costruire quotidianamente, con il nostro modo di pensare ed agire e non può non avere la nonviolenza come principio.
Invece i linguaggi che usiamo ed i nostri comportamenti fanno del non ascolto dell'altro, delle urla, del comando, della contrapposizione, dell'invidia, dello sberleffo, del nostro egoismo, della prevalenza dei nostri interessi economici, la base dei nostri comportamenti.
Messe le premesse alla pace e venendo al dunque, come si dice, chi invade, e cioè la Russia ha già torto in partenza, colpe aggravate dalla mancanza di democrazia in quel paese, governata da uno zar che non a caso ha ripreso la simbologia del tempo che fu, e da una cricca di oligarchi che hanno fatto fortuna grazie alle concessioni del potere, anzi del governo, delle risorse dello stato a scapito della collettività.
In ogni guerra le colpe però non stanno da una sola parte e bisogna esaminare all'indietro come e perchè si è arrivati a questa nefasta, scellerata, tragica, criminale scelta.
E allora si scopre che gli Stati Uniti avevano promesso che non si sarebbero mai allargate ad Est mettendo in pericolo la Russia ed invece hanno inglobato altri 13 paesi nella NATO negli ultimi 20 anni. Da ricordare che la NATO è sorta come alleanza militare difensiva contro le forze del Patto di Varsavia che non esiste più da una vita e quindi ha perso la ragione del suo essere. Così come non sono stati rispettati gli accordi di Minsk, così come nessuno si è mai occupato e parlato, a cominciare dalla grande stampa, dei 14.000 morti del Donbass che ci sono già stati in questi anni. Ma evidentemente ci sono morti di serie A e B, tanto è vero che questo è accaduto anche per le decine e decine di migliaia di morti di Siria, Iraq, Afghanistan, ma vale anche per lo Yemen, il Sudan e tanti altri paesi che fanno guerre su commissione delle grandi potenze. L'ipocrisia per non dire il razzismo, per la quale paesi come la Polonia oggi si dimostrano, e giustamente, tanto generosi e accoglienti con i profughi ucraini, ma non hanno accolto nessuno di quei milioni di persone fuggite da altre guerre come quella della Siria e Afghanistan, che pure non hanno un colore della pelle diverso e che non piace a tanti governanti, alla Orban, e politici europei, ma anche italiani.
E altrettanta ipocrisia trovo nel governo italiano che parla di PACE mentre ogni anno aumenta le sue spese militari nel Bilancio dello Stato, che nel 2022 superano i 25 miliardi, che parla di pace ma invia armi contravvenendo all'art.11 della Costituzione e alla legge 185/1990 che vieta di dare armi a paesi belligeranti. Per non parlare del fatto che mantiene sul nostro territorio basi straniere con armi nucleari statunitensi, a Ghedi ed Aviano, su cui non abbiamo potere, che l'Italia non ha firmato il “Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari” ed è un un grande produttore ed esportatore di armi. Per non parlare che fino ad oggi abbiamo commerciato senza problemi con la Russia, i nostri politici in qualche caso hanno fatto a gara per accreditarsi con Putin e il suo entourage, fare affari, ed accettare le operazioni finanziarie e gli acquisti anche su suolo italiano di imprese e ville degli oligarchi russi.
L' Ucraina, il cui governo non brilla, fatto da governanti mediocri (un comico presidente ed un ex pugile sindaco di Kiev), con grande corruzione, in cui il battaglione nazista Azov è un reparto militare parte integrante dell'esercito, è responsabile delle migliaia di vittime civili della guerra a bassa intensità del Donbass senza ascoltare le richieste di autonomia dei filorussi e subiscono oggi dai russi che li hanno invasi ciò che loro hanno fatto in questi anni. Non capendo che l'adesione alla Nato modificava i deboli equilibri esistenti, che il più forte non l'avrebbe accettato, che un peso piuma non può sfidare un peso massimo e bisogna, in questi casi, tener conto della realpolitik se non si vogliono far ricadere le conseguenze sull'intero popolo e una grande distruzione di case, servizi ed infrastrutture. Oltretutto fidandosi dell'Europa e più ancora degli Stati Uniti che li hanno utilizzati come hanno fatto con i Kurdi , prima blanditi e foraggiati e poi abbandonati, che sono stati la loro carne da macello su un terreno lontano dal loro continente.
Come al solito le vittime sono spesso persone inermi, bambini, civili, che non sono coloro che non hanno voluto la guerra, ma la subiscono con tutte le atrocità che essa produce, pagandola sulla propria pelle e sulle proprie tasche.
Questo perchè i governanti ragionano a partire dai loro destini, i loro interessi, le loro ambizioni, dentro una cultura nazionalista e militaresca, fuori dalla storia in un mondo multipolare, globalizzato, culturalizzato, e invece ci ritrascinano all'indietro.
Per questo mi rifiuto di schierarmi, di farmi assoldare dal pensiero unico, di dover scegliere il male minore.
Ovviamente sono per l'autodeterminazione dei popoli, e sto con i popoli, entrambi vittime. C'è però un popolo che soffre di più, è quello ucraino che rischia ogni secondo la sua sopravvivenza. Le sue sofferenze umane vanno comprese e condivise e quindi la mia solidarietà, politica ed umana, ma anche tutto quella che è possibile per l'accoglienza andrà in questa direzione, ma con spirito critico, anche perchè per fare la pace non servono gli ultras delle curve calcistiche, ma uomini che costruiscono ponti e capaci di fare critiche e autocritiche.

Luigino Ciotti - presidente



circolo culturale "primomaggio"

Inserito sabato 5 marzo 2022


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